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Domenica, 27 Novembre 2022
Salute

Genitori e figli: gli errori da evitare per avere un buon rapporto

Come risolvere e prevenire i problemi, affrontare al meglio le incomprensioni. Il papà è più buono della mamma?

Le relazioni familiari sono state l’ancora di salvezza per le famiglie messe a dura prova dalla pandemia.  I rapporti con i figli possono diventare difficili nelle situazioni di crisi. Momenti di profonda incertezza, come quello che stiamo ancora attraversando, hanno messo i genitori di fronte a nuove e diverse difficoltà, anche i ragazzi  stanno sentendo stanchezza e agitazione.

In questa situazione i genitori si sentono fortemente sotto pressione e il rischio è di non riuscire a gestire al meglio il conflitto con i propri figli, può capitare di perdere il controllo e di dire o fare cose di cui poi ci si pente.

Fare il genitore è spesso definito a buona ragione come uno dei mestieri più belli e difficili al mondo, ecco i cinque consigli per affrontare al meglio la quotidianità familiare:

1. La coppia come fondamento

La coppia è la base della famiglia, anche se spesso ce ne si dimentica e la si trascura. Stare bene insieme è fondamentale: la formazione e l’affiatamento di coppia sono elementi imprescindibili per la famiglia. Quali possono essere i segnali d’allarme cui fare attenzione? Quando la comunicazione inizia a deteriorarsi, a farsi solo fattuale e pragmatica. Il consiglio pratico, in questo caso, è quello di prendersi del tempo esclusivo per la coppia: che non vuol dire solo weekend romantici, ma anche nella quotidianità un momento per uno svago o per sbrogliare insieme un problema.

2. La comunicazione 

Le relazioni vivono e si alimentano della comunicazione. Nel percorso di una famiglia, le crisi sono inevitabili, ci sono scelte difficili da prendere, a volte anche imprevedibili. Si cambia, e non sempre è facile andare di pari passo nell’evoluzione personale. Il consiglio per cercare di comunicare sempre al meglio con il proprio partner e in generale con la propria famiglia? Pensare bene al come, quando, dove e in che tono parlare è fondamentale per costruire una relazione solida e migliorarsi a vicenda.

3. L’educazione

Quanti genitori non vorrebbero che il proprio figlio fosse più ordinato, più attento, più ubbidiente? Tra l’esprimere un desiderio e ottenere un risultato concreto, però, esiste una bella differenza. Come genitori è necessario costruire un progetto che favorisca queste qualità: è utile approcciarsi all’educazione con professionalità, con un progetto, obiettivi e tempo calati sull’età del bambino. È assolutamente fondamentale la collaborazione tra genitori. Il consiglio pratico? Partiamo dall’esempio: i nostri figli ci guardano, se mostriamo loro che ci vogliamo migliorare, trarranno grande aiuto da questo. Noi comunichiamo quello che facciamo e i bambini prendono spunto da quello che facciamo. 

4. Giochi e compiti 

Quante volte si risponde con insofferenza alla domanda “Mamma, papà giochi con me?”. Molto spesso i giocattoli non riescono a intrattenere a lungo i bambini che, di conseguenza, chiedono ai genitori di diventare i loro compagni di gioco. E se è importante cogliere il bisogno del momento, un suggerimento pratico potrebbe essere quello di togliere per qualche tempo un gioco dalla sua quotidianità, per poi reinserirlo dopo qualche mese, così da suscitare una riscoperta e un’interazione nuova da parte del bambino.

Allo stesso modo, è importante che i genitori mantengano questo approccio “intenzionale” verso l’educazione dei figli, anche quando da bambini diventano preadolescenti e poi ragazzi, senza scoraggiarsi davanti ai cambi improvvisi che spesso notano in loro. Per esempio, per far capire al proprio figlio che un obiettivo – e la conseguente soddisfazione – si raggiungono con l’impegno, gli si può affidare un piccolo compito domestico, come preparare la pizza per la cena di tutta la famiglia. Questo tipo di esperienze motiva i bambini, infatti, facendoli sentire gratificati per l’obiettivo raggiunto. 

5. Le relazioni 

Oltre ai rapporti all’interno della famiglia, è importante che – nonostante la frenesia della vita quotidiana, gli impegni professionali e non – le famiglie creino e consolidino le relazioni anche con altri nuclei familiari, cercando un confronto con loro in diversi contesti: amicizie, scuola, comunità locale, corsi di formazione, ecc. Per farlo, è sufficiente creare una sorta di appuntamento fisso – settimanale, mensile, a seconda della disponibilità di tempo, come una cena con gli altri condomini, una giornata dedicata ai compagni di scuola o qualche ora a servizio della comunità dove si vive.

6. Papà e mamma

La mamma detta le regole ed il papà fa le eccezioni? Sembra essere questo il risultato di un divertente sondaggio condotto da Groupon in occasione della festa del papà. Interrogati sul rapporto con la figura paterna, i veneti hanno delineato un quadro di un papà molto più elastico e tollerante, non solo rispetto alla mamma, ma anche rispetto ad un tempo dove al papà era spesso affidato il ruolo del genitore autoritario e rigido, dal quale era difficile ottenere degli strappi alla regola. Se un 30% di veneti afferma che mamma e papà sono permissivi allo stesso modo, ci sono degli ambiti dove il papà si dimostra più disponibile della mamma a rompere gli schemi e concedere delle piccole trasgressioni. Ad esempio? Prendere la macchina da soli la sera (15%), coprifuoco (13%), andare alle prime feste e la prima vacanza con il fidanzato/a (12%).

La festa continua quando ci si trova in casa da soli la sera con il papà, momento in cui i papà si schierano a tutti gli effetti dalla parte dei figli e diventano un po’ bambini anche loro, permettendo loro di fare tutto quello che la mamma non lascia fare. Il 19% degli utenti veneti che ha risposto al sondaggio dichiara che il papà chiudeva spesso un occhio sull’ora a cui andare a letto (anche se il giorno dopo c’era scuola), seguito dal 17% che concedeva di lasciare in disordine la casa senza richiamare subito all’ordine immediato, e dall’8% che permetteva di cenare sul divano davanti alla tv. C’è però un 9% di veneti che afferma che il papà non concedeva niente per paura che la mamma si arrabbiasse! Ma cosa rende i veneti cosi complici con il proprio papà? 1 su 2 risponde l’essere testardi uguali: non è mai stato facile farci cambiare idea. Al secondo posto con il 28% dei voti l’essere ambiziosi. Terzo posto per l’essere affettuosi, il 20% dichiara infatti di aver ereditato dal proprio padre la voglia di coccole.

Al di là dei piccoli segreti che la mamma non saprà mai, cosa rende i veneti davvero orgogliosi dei loro papà? In primo luogo senza dubbio l’avergli trasmesso i valori e l’onestà (68%), seguito dalla sua infinita disponibilità a prendersi cura di tutta la famiglia (43%) e dall’avere sempre una soluzione per ogni situazione (24%). C’è anche un 17% di venete che è orgogliosa di avere un papà così cool e trendy da fare invidia alle amiche! Groupon conclude il sondaggio con una domanda su cosa vorrebbero fare i figli se avessero a disposizione una giornata intera da trascorrere con il proprio papà. Il 31% degli utenti risponde che uscirebbero semplicemente a mangiare e bere insieme, per fare due chiacchiere insieme in libertà, seguito dal 17% che invece lo porterebbe a fare un’esperienza insieme come andare ad un concerto, e da un altrettanto 17% che lo porterebbe a fare un’avventura insieme.

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