rotate-mobile
Blog

“Robe da mati” entra nel vivo con il premio Robe da mati 2023

Dall'8 giugno "Lezioni di Follia" negli spazi più significativi di Treviso. Annunciati i 3 finalisti del Premio Robe da Mati 2023. Cremonese: “Prendersi cura della salute mentale per arginare il disagio della malattia mentale”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Una grande festa di musica e incontri, venerdì 12 maggio nella sede della cooperativa Sol.Co. di Treviso. L’anteprima del Festival Robe da Mati, “E’ quasi Robe da Mati”, ha celebrato anche quest’anno l’anniversario dell’entrata in vigore della Legge Basaglia (13 maggio 1978) che ha portato radicali trasformazioni nella vita delle persone con problemi psichiatrici. Una serata che ha proposto visite (molto partecipate) alle linee produttive della cooperativa che dal 1992 si occupa di progetti formativi strutturati con e per le persone con disagio psichico, coinvolgendole di assemblaggio, blisteratura e imballaggio con l'obiettivo di accrescere le potenzialità, le risorse e le autonomie individuali. E che poi è culminata nell’apprezzatissimo concerto della Do’Storieski Band, applauditissimo dal pubblico assiepato tra gli scaffali del magazzino della cooperativa trasformato in platea. Ma è stata anche una serata di importanti annunci della presidente di Sol.Co., Luciana Cremonese, che ha comunicato i tre progetti finalisti del Premio Robe Da Mati 2023, selezionati da un comitato di gestione composto da associazioni di categoria e del sociale, e che da domani potranno essere votati attraverso un apposito form online che sarà disponibile nei canali social di Sol.Co. e di Robe da Mati.

I votanti potranno scegliere tra “Elena Xausa’s Pigrotto”, progetto per la realizzazione di una scultura che diventerà “spazio da vivere” per celebrare la vita dell’artista prematuramente scomparsa (l’opera sarà realizzata a Marostica); “Raccontami le parole”, associazione volontaristica trevigiana che offre sostegno nella lettura in centri anziani, ospedali e dovunque ce ne sia bisogno; “SocialAgrinet” , progetto di agricoltura sociale che offre opportunità di lavoro alle persone fragili e manodopera specializzata alle imprese vitivinicole. Inoltre, Cremonese ha svelato ai presenti all’anteprima il titolo del Festival 2023, che sarà “Lezioni di Follia”, rivelando che inizierà l’8 giugno nel centro di Treviso e che coinvolgerà luoghi e partner particolarmente significativi in città. Il programma sarà annunciato a breve, ma i temi sui quali insisterà sono sempre più attuali.

«Parleremo di follia in senso positivo, come facciamo da oltre trent’anni» specifica Cremonese. «Lo faremo con l’arte visiva e musicale che ha sempre accompagnato la nostra attività fino a costituire, nel 2017, il primo Festival Robe da Mati. E lo faremo anche con incontri con interlocutori preziosi per raccontarci quella follia che significa superare i limiti per imprimere cambiamenti positivi. Questo è quello che facciamo da sempre prendendoci cura non della malattia mentale, affrontata da specialisti preposti, ma del benessere mentale delle persone: ogni giorno lo coltiviamo nei nostri soci lavoratori per accompagnarli nella crescita delle loro autonomie, ma le tante iniziative che abbiamo condiviso negli anni con il pubblico, e soprattutto il Festival Robe da Mati, vogliono essere un momento di riflessione e di benessere condiviso per tutti. Perché la salute mentale è un patrimonio comune fondamentale, soprattutto in questo momento, per arginare anche i disagi invisibili che destabilizzano il vivere quotidiano, come anche le tante tristi cronache di questi giorni raccontano». “E’ quasi Robe da Mati” rientra tra le iniziative aderenti al Festival dello Sviluppo Sostenibile. https://2023.festivalsvilupposostenibile.it/cal/36/e-quasirobe-da-mati#.ZFistHZByUk

I FINALISTI: ELENA XAUSA’S PIGROTTO

Elaborare il lutto non è facile, soprattutto se la persona che non c’è più è quella che ami. Così Lorenzo ha iniziato a pensare come ricordare la sua Elena e ha immaginato di realizzare l’enorme scultura di Pigrotto, un cagnetto assopito a sei zampe che Elena aveva realizzato in bozzetto di argilla. Sono stati raccolti i soldi per l’iniziativa e ora ci si appresta a costruirla su una piccola collina a Marostica. Invece di realizzare un monumento funebre costruire una scultura che diventi “spazio da vivere”, dove celebrare la vita. https://www.youtube.com/watch?v=rumuPcTahmw

RACCONTAMI LE PAROLE

Si tratta di un gruppo di persone che si mete gratuitamente a disposizione di quanti si trovino nell’impossibilità di leggere o abbiano bisogno di sostegno nella lettura. I volontari leggono ogni genere in ogni luogo dove ce ne sia bisogno (centri anziani, ospedali). Paolo è il marito della fondatrice dell’associazione. Non aveva dimestichezza con la lettura né con l’impegno sociale, ma aveva sempre sostenuto la moglie e quando lei è morta dopo una lunga malattia, ha deciso di portare avanti il suo sogno. www.facebook.com/raccontamileparole

SOCIALAGRINET

Un innovativo progetto di agricoltura sociale che ha coinvolto per tre anni decine di persone fragili, ha formato per loro 4 “tutor di mestiere” per le potature in vigna e ha realizzato un manuale delle procedure da condividere con tecnici socio-sanitari e agrari. Ideato e realizzato da Alternativa Ambiente cooperativa sociale grazie al sostegno del PSR, Veneto, SocialAgrinet ha coinvolto il Servizio Integrazione Lavorativa (SIL) Ulss 2 Marca trevigiana e Consorzio Intesa – CCA per formare i primi 4 “tutor” che hanno affiancato soggetti svantaggiati, individuati per poter eseguire soprattutto le potature invernali in vigna. Con il supporto di agronomi e psicologi le squadre composte da un tutor e 4 utenti hanno svolto un lavoro più che soddisfacente nelle due aziende vitivinicole in cui il progetto è stato testato per 3 anni (Le Carline di Pramaggiore, partner del progetto, e Tenuta San Giorgio di Maserada). Considerato il valore sociale ma anche la sostenibilità economica di SocialAgrinet, l’auspicio è che la procedura - dettagliata in un apposito manuale a disposizione di tutti gli interessati - possa essere replicata per offrire nuove opportunità alle persone fragili e manodopera specializzata alle imprese vitivinicole. https://www.youtube.com/watch?v=1SDJLXpWnaA&t=39s

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Robe da mati” entra nel vivo con il premio Robe da mati 2023

TrevisoToday è in caricamento