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Il Treviso "bailado" di Reginaldo e Barreto

Che fine hanno fatto attaccanti brasiliani lanciati da Bepi Pillon nella stagione di serie B 2004-2005, l'annata che ha preceduto la promozione in serie A?

TREVISO Dieci anni or sono il Treviso calcio, mestamente, concludeva l'unica stagione di serie A della sua storia. La società dell'allora presidente Ettore Setten, dovendo allestire una squadra per la massima serie in fretta e furia a fine luglio, non riuscì a sopravvivere tra i colossi del calcio nostrano e la retrocessione arrivò inesorabile. In seguito lo stesso Setten dirà che il fallimento societario di qualche anno dopo era stato provocato proprio dagli sforzi economici che dovette affrontare in quella stagione. I tifosi ricordano con nostalgia le sfide alle grandi del campionato al Tenni ma non certo una squadra che era tutto fuorché da sogno. Almeno non all'epoca. Troppi giovani inesperti che esploderanno altrove (Samir Handanovic, Dossena, Borriello), buoni mestieranti (Viali, i gemelli Filippini) e soprattutto attaccanti davvero poco prolifici (vi dicono niente Pinga e Fava?).

Ma come fu possibile che quello che appariva come un sogno, la serie A appunto, diventasse realtà, aldilà del caso-Genoa e del contemporaneo fallimento di Torino e Perugia? Grazie alla stagione forse più esaltante della storia del calcio nella Marca. L'avvio del campionato di serie B 2004-2005 era stato pessimo per i biancocelesti, relegati nel bassifondi della classifica e condannati al grigiore. L'allenatore dell'epoca D'Astoli, salta e al suo posto viene chiamato sulla panchina dei trevigiani il “santone” di casa, Bepi Pillon, l'uomo capace di guidare il Treviso, tra il 1994 e il 1997, a tre promozioni di fila dalla serie D alla B. Il campionato dei biancocelesti prese una piega impensabile. La squadra macinando vittorie in serie, riuscirà a centrare il quinto posto con 64 punti e a qualificarsi per i playoff (battuto poi in semifinale dal Perugia).

Il resto e storia note: il ripescaggio a luglio inoltrato, il mercato, l'esordio fuori casa a San Siro, quello casalingo a Padova e così via. Quella strepitosa stagione di serie B è ben impressa nella memoria dei tifosi trevigiani: si ricorda il gioco spettacolare (manifesto fu una “mitica” vittoria casalinga contro il Genoa per 3-0) ma soprattutto due attaccanti che facevano sognare e abbandonarono la causa biancoceleste prima dell'approdo in serie A. Reginaldo e Barreto. Bepi Pillon si convinse a schierare quei due ragazzi della formazione primavera perchè nelle partitelle facevano letteralmente impazzire i suoi titolari. Lanciarli in serie B era una scommessa che si rivelerà la chiave di una cavalcata.

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Sono passati dieci anni. Ora che fine hanno fatto? Paulo Vitor Barreto ha ora 30 anni. Dopo due stagioni grigie all'Udinese e un ritorno poco felice al Treviso nel 2007-2008, seguirono tre ottime annate al Bari (con cui segnerà 41 gol). Poi il lento oblio: due anni all'Udinese (appena 11 match giocati e 0 gol) e altrettanti al Torino, voluto da mister Ventura che già lo aveva allenato in Puglia. L'ultima avventura calcistica risale allo scorso anno: approda a Venezia dove gioca appena 5 partite, in serie D. Il 17 dicembre 2015 ha fine l'avventura in laguna e la carriera di Barreto: l'attaccante decide di rescindere il contratto e abbandona il calcio giocato.

Maggior fortuna ha avuto il “gemello” Reginaldo che resta comunque più noto per la storia d'amore avuta con Elisabetta Canalis che per il rendimento in campo. Reginaldo di anni ne ha 32 e le ultime tracce di lui in Italia risalgono al gennaio scorso quando comincia ad allenarsi con la Sambenedettese, squadra di serie D: il suo tesseramento salta per problemi legati al passaporto e ora “Regi” è svincolato. Dopo l'annata d'oro con Barreto il brasiliano resterà ancora un anno nella Marca (la stagione della serie A, 31 presenze, 5 gol) per poi militare nella Fiorentina, nel Parma e nel Siena (il record di marcature in massima serie è di 6 gol, proprio con la squadra toscana) e fare ritorno in patria, al Vasco da Gama dove, tra il 2014 ed il 2015, di fatto si è chiusa la sua avventura nel mondo del calcio.

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