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Ecco la rassegna gastronomica "CocoFungo 41: tra i sapori del Piave e quelli del futuro"

L'inaugurazione è prevista con il “debutto” de Le Calandrine martedì 19 settembre. Sarà una quarantunesima edizione dedicata all'elaborare piatti come racconti per serate emozionanti

CIMADOLMO Quarantuno anni di storia non sono una bazzecola. Nell’ambito delle numerosissime rassegne gastronomiche italiane solo CocoFungo può vantarne una così lunga. Una storia che, va ricordato, nacque nel 1976: quando i menù erano scritti a macchina e non cambiavano quasi mai, mentre la scuola alberghiera era spesso scelta solo da chi non eccelleva negli studi. Quando la cucina regionale rischiava di sparire travolta dalle farfalle-panna-e-salmone e da cocktail-di-gamberetti, e le trattorie rustiche sembravano un’eroica trincea contro l’invasione delle pietanze preconfezionate. Quando a occuparsi di cucina erano solo i cuochi (non ancora “chef”) e non tutti gli studiosi – o sedicenti tali - delle più diverse discipline, e il vino era bianco o nero. Ecco: è proprio in quegli anni che nacque CocoFungo, per valorizzare le tradizioni e sollecitare la creatività di un gruppo di ristoratori che, non a caso, hanno preferito scrivere la storia della gastronomia trevigiana e veneta (portando spesso la loro esperienza e visione dei sapori oltreconfine), invece di seguire le mode.

La cucina, da allora, è molto cambiata. Tante sono state le rassegne inventate e molte quelle che hanno esaurito il loro compito e il loro entusiasmo. Ma CocoFungo, invece, si appresta a iniziare la sua quarantunesima edizione con una rinnovata passione per la sua “mission”: elaborare piatti come racconti, per offrire serate emozionanti. Anche CocoFungo, nel frattempo, è cambiato. Anzitutto è spesso cambiato il Gruppo che nel 1976 seguì l’idea di Giuseppe Maffioli  (il compianto “Bepo” amico della cucina, del teatro e della cultura) e Fernando Raris (appassionato “scienziato” della tavola) di dare vita ad una serie di appuntamenti gastronomici sul tema dei funghi per salvaguardare le tradizioni rinnovandole. E anche quest’anno CocoFungo registra un’ideale staffetta tra il Ristorante Celeste, che - come annunciato già da tempo - ha concluso la sua partecipazione al Gruppo con la quarantesima edizione, e il Parco Ristorante Le Calandrine di Cimadolmo, che debutta nella rassegna inaugurandone la 41ma edizione con due serate, martedì 19 e mercoledì 20 settembre.

All’uscita significativa di uno dei fondatori della rassegna corrisponde, quindi, l’ingresso di un prestigioso locale sicuramente all’altezza dei prestigiosi colleghi in questa kermesse: Le Marcandole di Salgareda (che proporrà la sua serata il 27 settembre), Miron di Nervesa della Battaglia (che da riconosciuto “Re dei funghi” dedicherà ad essi ben quattro serate, da giovedì 5 a domenica 8 ottobre), Barbesin di Castelfranco Veneto (qui la data sarà unica: venerdì 13 ottobre), Der Katzlmacher di Monaco di Baviera (l’ambasciatore di CocoFungo in Germania dedicherà alla rassegna le serate di mercoledì 18 e giovedì 19 ottobre); Castelbrando a Cison di Valmarino (anche qui una sola, grande, serata: venerdì  20 ottobre) e Da Gigetto di Miane (che come di consueto concluderà la rassegna con tre appuntamenti, lunedì 23, giovedì 26 e venerdì 27 ottobre).

Il tema che i ristoratori del Gruppo CocoFungo hanno deciso di svolgere quest’anno è caro a tutti coloro che, come loro, amano la Marca Trevigiana: i sapori del Piave. Fiume che, come afferma la presidente del Gruppo, Monica Bortolini (del ristorante Da Gigetto di Miane) “cinge i fianchi della Pedemontana trevigiana e disegna le pianure della Marca, ricco di memorie toccanti e luoghi incantevoli, ma anche di tanti prodotti nati dalle fatiche di donne e di uomini che custodiscono e coltivano i suoi territori. A questa ricchezza ci siamo ispirati, questa volta, per entusiasmarci ancora. E per trasmettervi l’entusiasmo con cui abbiamo intrecciato sapori antichi in nuovi piatti e declinato la quarantennale storia di Cocofungo in tanti nuovi e gustosi sguardi sul futuro”.

In realtà i temi affrontati in ogni menù saranno due: oltre al piatto dedicato ai sapori del Piave che ciascuno chef ha elaborato per la rassegna, ogni serata proporrà anche la personalissima interpretazione di una zuppa. Un piatto popolare, così come sono popolari le tradizioni del Piave. Ma che nelle abili mani degli chef di CocoFungo diventerà una pietanza-gourmet, una preparazione dallo spirito antico che può diventare una cifra stilistica della cucina del futuro. Perché di futuro vuole parlare anche questa volta CocoFungo, attingendo all’immenso repertorio dei sapori del Piave e declinandolo, così come ha fatto per tanti temi prescelti nella sua lunga storia, con la consapevolezza di saper scrivere la storia. Senza seguire le mode, ma dettandole. www.cocofungoradicchio.it.

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