Colline del Prosecco, Sgarbi: «Qui l’arte è nella natura, è un luogo benedetto da Dio»

Dalle parole dell’illustre critico l’invito a non essere unici ma diversi, in quanto la diversità è connotazione di libertà: «L’insieme di natura e uomo diventa patrimonio»

Un momento del passaggio di Sgarbi sulle colline del Prosecco

E' il critico più famoso d'Italia Vittorio Sgarbi, in visita sulle colline patrimonio Unesco, a mettere un altro segno che farà la storia del territorio della Marca trevigiana. Venerdì, a Farra di Soligo nella splendida cornice dell'Hotel Villa Soligo, appena inaugurato lo scorso sabato, si è infatti tenuto il convegno sul tema “Le Colline del Prosecco Conegliano e Valdobbiadene sono la più grande opera d'arte collettiva?”.

L'evento, organizzato dall'Associazione le Colline del Prosecco Conegliano e Valdobbiadene patrimonio dell'Umanità, ha avuto come ospite d'onore il Professore Vittorio Sgarbi che ha accolto l'invito nato da una lettera di Roberto Bet indirizzata all'illustre critico a cui è stato posto il quesito oggetto del convegno. Molte le autorità presenti a Villa Soligo, la Presidente Marina Montedoro e tutto il consiglio direttivo con i Sindaci di San Fior Giuseppe Maset e di Tarzo Vincenzo Sacchet, il Sindaco del Comune di Farra di Soligo Mattia Perencin, il Sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese e il Sindaco di Vidor Albino Cordiali.

«Dopo il riconoscimento Unesco, che ha reso patrimonio dell’umanità le colline di Conegliano e Valdobbiadene, grazie alle sue caratteristiche di paesaggio rurale e culturale dove l’opera dei viticoltori ha dato vita a uno scenario straordinario, l’autorevole opinione del professor Vittorio Sgarbi fa acquisire a questo territorio ancora più valore - ha affermato il presidente Marina Montedoro - Ogni elemento di questa grande opera nata tra l’unione di uomo e natura va salvaguardato e come Associazione continueremo a lavorare perché il sito delle Colline del Prosecco diventi una meta sempre più ambita a livello mondiale, garantendone valorizzazione, tutela e protezione. E proprio in questa direzione va anche la nostra recente richiesta del riconoscimento, attraverso un iter di iscrizione semplificato, di tutti i vigneti ricadenti all’interno del sito UNESCO come storici ed eroici. Questa zona – ha concluso il presidente - è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità per diverse ragioni che includono la viticoltura e la “cultura della vite” è proprio il pennello che ha disegnato queste colline».

Questa volta il compito del Professore, non è stato quello di quotare un quadro o un'installazione ma bensì di valutare un territorio frutto del lavoro di migliaia di agricoltori, una scultura costruita di generazione in generazione, scolpita nella natura con il rituale della vigna tramandato di padre in figlio, una simbiosi perfetta tra uomo e natura. Alla domanda se le colline di Conegliano e Valdobbiadene sono un’opera d’arte il Professore Vittorio Sgarbi ha risposto: «E’ natura che è meglio di un’opera d’arte. Qui l’arte è corale nella natura, è un luogo benedetto da Dio, dove l’uomo è riuscito a migliorare il territorio». Dalle parole dell’illustre critico l’invito a non essere unici ma diversi, in quanto la diversità è connotazione di libertà: «L’insieme di natura e uomo diventa patrimonio» aggiunge il Professore.

Parlando di artisti agricoltori, è proprio Gino Righini classe 1928, storico agricoltore delle rive, che durante il convegno ha consegnato al Professore Vittorio Sgarbi un bronzino del Maestro Carlo Balljana, come segno di riconoscimento e gratitudine verso l'illustre critico, a nome di tutti gli agricoltori delle colline di Conegliano e Valdobbiadene. Prosecco sempre più protagonista a livello internazionale, questo riconoscimento infatti vuole essere un volano in più per attrarre il turismo artistico grazie alle nostre colline. «È stato  un piacere ospitare il primo evento organizzato dall’Associazione le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene proprio a Farra di Soligo. Il nostro è un patrimonio da preservare» ha dichiarato il Sindaco di Farra di Soligo Mattia Perencin.

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«E’ un onore ospitare il più illustre critico d’arte nella nostra Villa che vuole essere espressione di questo territorio patrimonio dell’umanità» afferma Antonio Petrucci General Manager Hotel Villa Soligo. Dopo il convegno, visita d’obbligo tra i filari di prosecco, dove il Professor Sgarbi ha visitato la cantina dell'Azienda Agricola La Tordera, storica cantina di Vidor dove Gabriella Vettoretti porta avanti da 15 anni il connubio vino e arte. La giornata è terminata con la tappa inevitabile all'Osteria senza Oste. Oltre ad essere patrimonio dell'umanità dal 4 settembre 2020 le colline del Prosecco Conegliano e Valdobbiadene sono anche di più di un’opera d'arte.

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