Conegliano, la più ricca collezione di chiavi d'Europa è ora disponibile anche online

Il Museo della chiave Bianchi diventa digitale: "Ci sono oltre duemila reperti da tutto il mondo e di diverse epoche storiche, a partire dal I secolo d.C. fino ai giorni nostri" ha detto Gribaudi

CONEGLIANO Sono oltre duemila i reperti tra chiavi, lucchetti, serrature e macchine duplicatrici provenienti da tutto il mondo e risalenti a diverse epoche storiche esposte al Museo della chiave Bianchi 1770, ospitato all’interno dello stabilimento produttivo di Keyline a Conegliano. Si tratta della più ricca e completa collezione di chiavi d’Europa che ora approda anche online grazie al nuovo sito web. Accedervi è semplice: basta digitare museodellachiave.it per avere accesso all’home page dove si viene accolti da un video in background di 30 secondi.

Il sito, bilingue (italiano e inglese) è stato pensato con 5 sezioni: homepage, “Un mondo di chiavi” (la collezione), “la Storia dei Bianchi” (la più longeva dinastia famigliare al mondo che dal 1770 opera ininterrottamente nella produzione di chiavi), news e contatti.La sezione relativa alla collezione parte dalla schermata con il mappamondo dove l’utente può selezionare il continente e può esplorare alcuni dei manufatti esposti in museo, seguendo una timeline. La sezione relativa alla storia dei Bianchi è anch’essa impostata sullo strumento della timeline, con didascalia descrittiva corredata da immagine. La sezione news ospiterà brevi articoli sugli eventi programmati in azienda e che riguardano il museo oppure su novità inerenti la collezione, sempre in continuo divenire. Per quanto riguarda la pagina contatti, sarà possibile compilare un format per contattare il museo, ci sono gli orari di visita ed è specificato sono previste visite guidate gratuite.

“Il Museo della chiave Bianchi è un vero e proprio scrigno di saperi che – spiega l’amministratrice unica di Keyline, Mariacristina Gribaudi - conserva oltre duemila reperti provenienti da tutto il mondo e risalenti a diverse epoche storiche, a partire dal I secolo d.C. fino ai giorni nostri. La collezione si fa interprete delle testimonianze del passato per proiettarsi al futuro: qui la chiave si racconta, attraverso una storia ultracentenaria che narra di un saper fare tramandato di padre in figlio. Il museo testimonia, infatti, l’evoluzione tecnologica della chiave nei secoli: chiavi di ogni tipologia e dimensione esaltano l’artigianalità delle mani che le hanno prodotte e descrivono un percorso antico quanto l’antropologico bisogno di mantenere al sicuro beni e segreti”.

Del continente africano si possono ammirare serrature in legno del Mali e lucchetti Tuareg a decorazione geometrica. Dell’Europa, da cui provengono la maggior parte degli oggetti esposti, sono originari i reperti più antichi della collezione risalenti all’impero romano. Del continente asiatico sono presenti invece differenti tipologie di lucchetti, molto diffusi in Iran, Cina, Nepal e India. Non mancano infine oggetti di origine americana, tra cui la più piccola macchina duplicatrice in esposizione. Quello che si può percorrere all’interno del Museo della chiave Bianchi 1770 è dunque un viaggio intorno al mondo lungo più di duemila anni: un percorso espositivo che meraviglia e affascina per la ricchezza dei reperti che ospita.

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