La degustazione "digitale" del vino ai tempi del coronavirus

Il caso dell’azienda agricola siciliana Cortese, che produce esclusivamente vini biologici, che si avvale di una trevigiana, la giornalista e addetta stampa Renza Zanin, per comunicarsi

Una degustazione on line

Eventi stampa, degustazioni, conferenze. Anche la comunicazione del mondo del vino cambia a fronte delle restrizioni imposte dal Governo per contenere l'emergenza del Coronavirus. Cambia ma non si ferma grazie a professionisti capaci di rinnovare la propria professionalità, sfruttando le potenzialità del web. È il caso dell’azienda agricola siciliana Cortese), che produce esclusivamente vini biologici, che si avvale di una trevigiana, la giornalista e addetta stampa Renza Zanin, per proseguire le sue attività di comunicazione in Italia e nel mondo. La formula è quella della degustazioni digital rivolte a giornalisti, sommelier ma anche a buyer e clienti.  Il progetto, chiamato “Vino-à-porter”, è stato ideato da Francesca Negri, firma nota del mondo del vino, giornalista e autrice di libri sul tema, conosciuta anche per il blog “Geisha Gourmet”. L’azienda Cortese, con sede a Vittoria, nel Ragusano, è guidata dal trentino Stefano Girelli (foto qui in basso), tre generazioni di esperienza nel mondo del vino. Confinato a Trento per le nuove disposizioni, Girelli continua la sua comunicazione con il supporto di Renza Zanin, passando dal Coneglianese per raggiungere gli interlocutori dentro e fuori dai confini nazionali.

Stefano Girelli-2

«La formula “Vino-à-porter” è semplice -spiega la pierre trevigiana- Contattiamo i giornalisti presentando l’azienda, inviamo loro le campionature e, una volta ricevute, fissiamo una videochiamata avvalendoci degli strumenti che il web ci consente di utilizzare. Questi incontri one-to-one online ci hanno permesso di sostituire gli eventi stampa previsti in aprile in tutto il territorio nazionale, consentendo al giornalista di conoscere l’azienda e i prodotti attraverso la voce del produttore. Oggi molte altre aziende trevigiane ci stanno contattando per ripetere questa formula e continuare il prezioso lavoro di comunicazione che sarà fondamentale per ripartire». Il cosiddetto “smart working” tocca così le sfere dell’enogastronomia e unisce Treviso, Trento e la Sicilia a tutte le altre città italiane.

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