Coronavirus, l'appello delle toelettature: «Fateci riaprire i self-service»

Wash Dog Treviso: «In due mesi di chiusura forzata sono andati persi circa 15 mila euro. Il problema è che ora abbiamo riaperto, ma ancora non è stato permesso il self-service»

Due piccoli cagnetti in attesa del bagno al Wash Dog Treviso

L'igiene degli animali da compagnia, soprattutto dei cani, è stato per settimane al centro del dibattito nazionale a causa del fatto che il Governo non aveva mai nominato i codici Ateco delle toelettature nei vari Dpcm, soprattutto nell'ultimo che ha dato il via alla Fase 2 con la riapertura di diverse attività commerciali. Una lettera del coordinatore dell'Unità di crisi della giunta regionale, Nicola Dell'Acqua, indirizzata a veterinari, Prefetture, sistema sanitario e alla Direzione della sanità animale, per chiedere di rendere possibile l'attività di toelettatura degli animali da compagnia, è stata però protocollata il 27 aprile scorso, dando il via anche in Veneto alla possibilità di riapertura (quasi completa) per le toelettature (come dalle modifiche agli allegati del Dpcm del 26 aprile e come da richiesta della Federazione Nazionale Toelettatori). «Alla luce della nota del Ministero della Salute che evidenzia le esigenze di benessere degli animali - si legge - considerate le necessità di tutela della salubrità delle abitazioni nelle quali convivono persone e animali da compagnia, si ritiene di interesse pubblico in base al Dpcm del 10 aprile l'attività di cura e igiene dell'animale eseguita da esercizi regolarmente autorizzati». Per farlo occorre il rispetto di tutte le prescrizioni: dai dispositivi al distanziamento, fino alla indicazione che prescrive di evitare i contatti fra persone. Meglio sarebbe la «modalità di consegna dell'animale, tolettatura e ritiro, in totale sicurezza», facendo però in modo di garantire, «sia lo spostamento da parte degli addetti agli esercizi - che va quindi - considerato come giustificato da esigenze lavorative, sia quello dei proprietari che si recano ai negozi per necessità».

Tra i primi a riaprire nel capoluogo, il 30 aprile, è stato Stefano Di Nicola, titolare di Wash Dog Treviso in via Margherita Grimaldi Prati: «In due mesi di chiusura forzata ho perso circa 15 mila euro. Il problema è che ora abbiamo si riaperto, ma ancora non è ci è stato permesso il "self-service", ossia la possibilità per ogni cittadino di recarsi nella nostra struttura e lavare il cane da sé. Questa tipologia di servizio, infatti, è molto remunerativa e quindi non poterne usufruire crea un ulteriore danno a me come agli altri colleghi. Quello che chiediamo al Governo, ed alla Regione Veneto, è quindi quello di farci riaprire al 100% nel più breve tempo possibile». «Teniamo inoltre conto che i cani, a quanto dicono gli esperti della salute e della sanità, ad oggi non sono contagiati dal Coronavirus, ma è anche vero che il virus può depositarsi su di loro e portarlo quindi in casa. L'igiene degli animali deve quindi essere materia di discussione primaria, per la salute loro e delle famiglie in cui vivono - aggiunge poi DI Nicola - Ci sono poi casi di "pelosetti" che hanno magari problematiche dermatologiche che necessitano di lavaggi specifici o del taglio del pelo costante. Se quindi liberalizziamo il self-service andiamo incontro anche ai padroni di questi nostri amici a quattro zampe».

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«In ogni caso, il danno economico procurato dalla chiusura di queste settimane è enorme per piccole attività come la mia e, da quando ho riaperto, sto lavorando in maniera forsennata perché le richieste sono tantissime e per questo ne risente subito la salute personale e pure il lavoro - chiosa Di Nicola - Infatti, a causa della notevole necessità del momento, a volte sono costretto a lavorare meno "di fino" di quanto sia abituato per privilegiare la quantità, così da dare a tutti la possibilità di assistere il proprio cagnolino. In ogni caso, ci tengo a precisare che anche prima del lockdown già usavo mascherine e guanti durante la toelettatura e quindi, da questo punto di vista, per me non è poi cambiato così tanto nel lavoro di tutti i giorni». Il titolare di Wash Dog poi conclude così: «Dal 30 aprile abbiamo comunque aperto solo su appuntamento (per il momento non sarà ancora possibile accedere al servizio di self-service), iniziando con il recupero degli appuntamenti che erano già stati fissati prima della chiusura. Verranno poi ricontattati tutti coloro che mi hanno scritto o chiamato in questo periodo, seguendo la cronologia delle chiamate. Se siete interessati ad essere inseriti nella lista d'attesa potete inviare un messaggio WhatsApp al numero 334/5620241 indicando il nome e tipo di cane, il lavoro che vorreste fosse fatto e la vostra disponibilità di giorno e fascia oraria indicative. Vi chiedo solo un po' di pazienza, gli appuntamenti da recuperare sono molti e la lista d'attesa è lunga, ma lavorerò sodo per accontentare tutti! Ricordo poi che al momento sono stato costretto a sospendere gli appuntamenti che richiedono la presenza del proprietario del cane in toelettatura: affinché si rispettino le norme di sicurezza e distanziamento, la sala d'attesa è stata quindi aperta solo per lasciare e riprendere i cani. Infine, sarà necessario portare con sé un'autocertificazione in cui si dichiara che lo spostamento dalla propria abitazione è avvenuto per ragioni "igienico-sanitarie dell'animale". Ciò detto, ringrazio tutti per la collaborazione e l'affetto dimostratoci in questo periodo».

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