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Allarme coronavirus: voucher per babysitting, salvaguardia del lavoro, supporto alle famiglie

Il Centro della Famiglia di Trevisolancia un appello alla Regione del Veneto e al Governo

Il Centro della Famiglia di Treviso, recependo le istanze delle famiglie trevigiane, lancia un appello alla Regione del Veneto e al Governo per supportare i genitori in questo difficile momento legato alle ordinanze per contenere il contagio di Coronavirus. Ecco perché, recependo le istanze delle famiglie, il Centro della Famiglia chiede:

· Una maggior chiarezza e coordinamento tra tutte le forze e le voci, tecniche e politiche, del Paese perché le famiglie possano orientarsi e non si sentano strumentalizzate o svalutate;

· La predisposizione (da parte Governo e dalla Regione Veneto) di strumenti di attenuazione dell’impatto sociale causato dall’emergenza a partire dall’immediata attivazione di un “voucher per il babysitting” e la concessione di congedi retribuiti ai genitori con figli in età scolare;

· Misure per il salvataggio di ogni posto di lavoro dei genitori nei settori messi in crisi;

· Una volta terminata l’emergenza, mettere in campo politiche di sostegno alla famiglia adeguate, riconoscendo che anche in questa situazione le famiglie hanno dimostrato di essere la spina dorsale della provincia, della regione e della nazione.

· Sospensione delle rate dei mutui per le famiglie nelle zone più colpite.

«Ancora una volta ci rendiamo conto che la famiglia è la spina dorsale del Paese. Il nostro Petrolio speciale che crea “ricchezza e benessere». Un soggetto civile che funge da ammortizzatore sociale e da generatore di fiducia e buon senso. «La crisi che sta coinvolgendo tutto il territorio nazionale e in particolare modo il nostro Veneto e la nostra provincia era del tutto imprevista e ci ha colti impreparati – spiega Francesco Pesce, direttore del Centro della Famiglia di Treviso –. La cosa certa è che alle famiglie trevigiane e venete viene chiesto l’ennesimo sforzo di responsabilità, impegno e di fantasia, dando per scontato che lo si possa ottenere. I genitori si sono ritrovati, la domenica sera, a organizzare la gestione dei figli vista la chiusura delle scuole e, al contempo, di andare a lavorare per non far crollare l’economia».

«Al contempo – aggiungono dal Centro della famiglia –, il non facile compito di modificare stili di vita, spiegare la situazione e rassicurare i più piccoli, tenerli a casa senza questa volta affidarsi ai nonni, soggetti maggiormente a rischio contagio. Una “mission impossible” insomma che, con fatica, le famiglie trevigiane e venete stanno portando a compimento, in un panorama ancora troppo ricco di congetture e di incertezza. E questo avviene nonostante l’assenza di tutele e di politiche per la famiglia adeguate. Le famiglie riusciranno comunque a farlo, perché sono la vera spina dorsale del Paese. Pur essendo date ogni volta per scontate, riescono a mostrare la loro “indispensabilità” nei momenti che contano, salvo essere dimenticate dopo pochi istanti. In realtà dovremmo invece fare come Noè che costruì l’Arca quando in cielo splendeva ancora il sole e non quando aveva già cominciato a grandinare. Ecco perché, una volta terminata l’emergenza, ci auguriamo che questa crisi da Coronavirus possa far riflettere su quanto sia importante sostenere davvero, e non soltanto a slogan, le famiglie con politiche concrete, strutturali e sostanziali».

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