"C'era una volta la corriera": un film sulla storia del bus delle Dolomiti

E’ dedicato al trasporto pubblico, e in particolare a quello garantito da Dolomitibus nel territorio bellunese, l’ultimo documentario del regista trevigiano, Giovanni Carraro

C’era una volta la corriera. Con i suoi autisti e i controllori, per la precisione “verificatori titoli di viaggio”. Mezzi meno confortevoli di quelli odierni, anche alla guida, con il volante a destra, le marce manuali e le ridotte. Però già a quei tempi, tra le guerre mondiali, mezzo di trasporto insostituibile, soprattutto nei territori di montagna, a servizio di anziani, studenti e lavoratori. E’ dedicato al trasporto pubblico, e in particolare a quello garantito da Dolomitibus nel territorio bellunese, l’ultimo documentario del regista e giornalista trevigiano, Giovanni Carraro. La proiezione in prima assoluta avverrà domenica 25 agosto alle ore 16 sulla piazza S. Giustina ad Auronzo di Cadore, durante le celebrazioni per il decimo anniversario dell’iscrizione delle Dolomiti nella lista del Patrimonio mondiale Unesco (il giorno prima, sempre sulla stessa piazza, sarà proiettato “Tre Cime di Lavaredo: la Trinità delle Dolomiti” che lo scorso anno è stato accolto con grandi favori dalla critica).

Il nuovo documentario, della durata di 15 minuti, intitolato “Dolomitibus - C’era una volta la corriera”, racconta il prezioso servizio svolto da un’azienda di trasporto che serve un territorio delicato come quello montano. E’ frutto di tre mesi di riprese, interviste, montaggio durante i quali Carraro ha cercato di raccontare la vita di autisti, controllori, amministratori, soci chiamati a garantire un servizio che collega paesi, contrade e borghi sparsi tra le bellissime valli delle Dolomiti patrimonio Unesco. “Abbiamo girato di notte, quando gli autisti prendono servizio per arrivare in tempo alle fermate dove studenti e lavoratori attendono l’autobus per raggiungere scuole e fabbriche. Siamo entrati nelle officine dove vengono controllati quotidianamente i mezzi che – racconta Carraro – sono particolarmente sollecitati dovendo percorrere strade di montagna, tra salite e discese, curve e tornanti, ghiaccio e neve”. Il servizio di trasporto su corriera è servito negli anni a contrastare lo spopolamento delle vallate, grazie ad un network capillare che arriva anche nelle aree più isolate. Oggi è uno strumento importante di mobilità sostenibile a servizio del turismo, sia d’estate che d’inverno.

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