Lunedì, 17 Maggio 2021
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Dall'oro al Mondiale di Intaglio ad un libro di ricette afrodisiache: ecco lo chef Eros Marchi

Rinomato chef artistico e non solo, in Primavera pubblicherà il suo primo libro "Cucina con..Eros" contenente 100 ricette per riscoprire la tradizione e la sessualità

Lo chef Eros Marchi presso lo stand Coldiretti all'Expo 2015

TREVISO E' partito dal quartiere di Santa Bona a Treviso molto tempo fa per farsi le ossa e oggi, dopo molti anni di gavetta, è tra gli chef più conosciuti della Marca trevigiana, anche grazie ad una preziosissima medaglia d'oro vinta al Mondiale di Intaglio Vegetale nel 2016. Lui è Eros Marchi, 30enne chef artistico che si divide ogni anno tra l'amata Italia e la città di Santo Domingo (Repubblica Dominicana), ormai vera seconda patria del cuore dopo che proprio li ha trovato l'amore della sua Tania. Eros è infatti da tempo cuoco Veratour per il villaggio 'Be Live Collection Canoa Hotel" di Playa Dominicus, luogo in cui ormai ha piantato radici e dove, magari in un futuro vicino, potrebbe rimanere a vivere per coronare alcuni suoi sogni. A Treviso però ci sono gli affetti familiari (ad esempio la sorella Marzia gestisce un bar in città) e le esperienze professionali che lo hanno segnato dal suo inizio di carriera fino ad ora, compresa la partecipazione all'Expo 2015 di Milano presso il Padiglione di Coldiretti. Ma scopriamolo bene insieme con qualche domanda...

Partiamo a raccontare la tua storia dal 2006, un anno sicuramente speciale. Vuoi spiegarci il perché? 

"Lo ammetto, non ero uno dei più brillanti studenti del mio corso all'istituto I.P.S.S.A.R. Massimo Alberini di Treviso, però nelle pratiche sapevo distinguermi anche se alcuni professori mi dicevano chiaramente che non sarei arrivato da nessuna parte e che della mia vita non avrei fatto nulla. Devo dire che per metà avevano ragione, dico così perché comunque nella mia umiltà posso affermare che non sono lo chef più acclamato del mondo, però qualche sfizio nei loro confronti me lo sono levato. Come quella volta che una mia ex professoressa mi sorprese a lavorare nella mensa ufficiali del 51° Stormo di Istrana e, quando mi chiese che ci facessi li, io semplicemente risposi che ero chef artistico per tutte le cene di gala dell'Aeronautica Militare. La sua successiva espressione mi ripagò di tutte le volte che in classe mi derideva pubblicamente. Poi, appunto, il resto delle soddisfazioni personali me le sono tolte nel 2006 in occasione dell'Expogast Culinary World Cup con la medaglia d'oro per l'opera "Hakuna matata" intagliata su un totale di 43 chili di zucca e la medaglia di bronzo per degli intagli effettuati su alcune forme di formaggio. Da lì in poi cominciai a lavorare anche come chef in alcune fiere di livello mondiale per una nota azienda italiana che importava prodotti italiani all'estero, oltre comunque a continuare a lavorare in alcune cucine del Veneto"

Il 2017 sarà per te un anno importante visto che coronerai il sogno di scrivere un libro...di che si tratta?

"Ebbene sì, un mio sogno nascosto e divenuto magicamente realtà. L'anno scorso infatti, nel villaggio turistico dove lavoro ormai da quasi quattro anni nella Repubblica Dominicana, ho avuto la fortuna di essere 'scoperto' da Jacopo Fontaneto, critico gastronomico di caratura nazionale, che mi ha voluto tra i protagonisti di 'Sapori sulla costa del mito', il festival gastronomico che si svolge in agosto a Marina di Camerota (SA - costiera cilentana), dove per la prima volta abbiamo organizzato uno show-cooking intercontinentale in collegamento via satellite da santo Domingo mentre, sul posto, una brigata di chef riproduceva rigorosamente in diretta il mio piatto. Non solo, il 12 febbraio 2017 sarò a Spello (PG) sempre con Fontaneto per un altro show-cooking per uno dei più antichi festival dell'olio in Europa. In ogni caso, lo stesso Fontaneto mi ha poi proposto di scrivere un libro (edito da 'Centoarchi', n.d.r.) basato sulle mie ricette, esperienze ed idee ed una di questa era per l'appunto basata su alcuni miei studi inerenti la cucina afrodisiaca, quindi connessa anche al doppio senso del mio nome...Eros" 

Un testo corposo con ben 100 ricette afrodisiache insomma...pensi quindi che l'eros e la cucina possano vivere in simbiosi?

"Non tutte le ricette saranno a sfondo afrodisiaco, molte mie creazioni saranno infatti spiegate senza nascondere alcun trucco. Potrete così cucinare i vostri piatti come al ristorante. Ci saranno però molti piatti afrodisiaci con la loro storia, alcuni dei miei studi e anche alcune 'tecniche' che confermano la mia teoria della situazione afrodisiaca, perché credo che un piatto, per quanto afrodisiaco, se mangiato in una sala operatoria non possa ritenersi da situazione sensuale. Comunque si, reputo che anche a livello culinario ci siano degli alimenti in grado di replicare a livello fisico gli stessi fattori che si creano al momento dell'eccitazione sessuale, fermo restando che senza una situazione afrodisiaca resteremo solo con dei sintomi dell'eccitazione senza poi concludere nulla"

A proposito di eros, quali sono gli ingredienti e i piatti che più stimolano l'appetito (anche sessuale)?

"Ovviamente tra i primi abbiamo il peperoncino che è un vasodilatatore e quindi ha lo stesso effetto che hanno i farmaci per le disfunzioni sessuali, aumentando anche la temperatura corporea (cosa che accade anche nel momento dell'atto sessuale). Poi troviamo i crostacei e i molluschi, primo tra tutti l'ostrica che però pochi sanno del perché sia considerato afrodisiaco: fu infatti usato dal famoso amante Giacomo Casanova, che usava questo prelibato cibo nell'incontro con le suore e dove l'uso dell'ostrica, passandola da bocca a bocca, simulava il bacio alla francese. Dopodichè troviamo gli asparagi che rappresentano simbolicamente l'organo maschile, tanto che una donna al mangiarlo simulerebbe il rapporto orale, poi il sedano che è ricco di vitamine utili per migliorare la qualità dello sperma (in alcune ricette l'atto di mangiarlo assume lo stesso effetto degli asparagi) e molti altri come l'immancabile cioccolato...Come potrete notare quindi, nella cucina afrodisiaca abbiamo un connubio tra scienza dell'alimentazione e psicologia"

Tu però non nasci scrittore, ma bensì chef artistico e mastro intagliatore...

"Si, ho iniziato gli studi di cucina dopo qualche breve indecisione perché avrei voluto anche studiare veterinaria, ma ai tempi la scuola non era il mio forte e la sola idea di aver altri dieci anni davanti non mi allettava molto. Così ho deciso di far diventare una passione, quella per la cucina, una professione e ho perciò iniziato il percorso di studi che mi ha fatto diventare poi uno chef di cucina. Grazie agli aiuti e ai consigli del professor Carlomagno, sono riuscito a proseguire nella mia carriera: tramite lui ho potuto davvero 'lavorare', perché molto spesso lo facevo gratuitamente pur di imparare qualcosa. Questo quasi tutte le sere della settimana, ma sempre tramite lui ho anche conosciuto Valter Crema, titolare e Chef esecutivo della 'Cucina di Crema'. che mi ha inoltrato al mondo dell'intaglio dei vegetali (arte che ho voluto apprendere perché sono sempre stato attratto da ciò che è inusuale e il poter trasformare i vegetali in opere d'arte mi ha colpito fin da subito e in più tutto ciò, lo ammetto, sarebbe stata un'arma per attrarre e conquistare il sesso opposto). Lo chef Crema comuqnue, oltre al l'intaglio, mi ha anche fatto scoprire la vera cucina di livello e quella molecolare, i giusti abbinamenti e la presentazione dei piatti e tutto questo non ha fatto altro che aumentare la mia curiosità e passione in merito alla cucina. Inoltre, nel tempo sono stato anche per un periodo secondo chef per un noto ristorante di sushi a Treviso, lo "YU restaurant", dove ho avuto la possibilità e l'onore di collaborare con due maestri giapponesi della quinta generazione che mi hanno dato la possibilità di far mie molte loro tecniche di cucina e arricchire conseguentemente il mio bagaglio personale, costruendo così una mia tecnica di cucina che fonde i nostri sapori con quelli orientali. Ho però sempre e comunque lavorato anche per aumentare a 360° la mia esperienza nel mondo della ristorazione, tanto che per diverso tempo sono stato anche nell'ambito pasticceria e ho poi persino gestito, da responsabile e gelatiere, una delle più rinomate gelaterie di Treviso"

Giovane, ma già con una solida carriera professionale alle spalle...cosa pensi ti riserverà il futuro? Qualche sogno nel cassetto?

"Dato che credo nella legge d'attrazione, e penso che proprio per questo mi si sia presentata l'opportunità di scrivere un libro, immagino proprio che il futuro sia prospero, magari in un bel ristorante in riva al mar dei Caraibi dove lavoro e vivo, continuando a scrivere libri e rendere reali alcune attività 'sociali' che ho in mente di avviare con il suocero dominicano in quel di Santo Domingo, per esempio aprendo e un'azienda agricola dove inserire i ragazzi poveri del 'barrio' locale (il borgo, n.d.r.), così da insegnar loro una professione per guadagnarsi da vivere legalmente e in sicurezza. Il barrio fu fondato ben quattordici anni fa per proteggere dalla strada, e da tutto ciò che comporta, le famiglie povere del Paese e tutto questo è stato fatto con gli sforzi, i sacrifici e il grande cuore di mio suocero Vidal Beras Rijo. Quindi i progetti e le idee sono tante, forza e voglia di realizzarli pure...mancano però come sempre i fondi, ma anche questi si possono trovare. So però che posso realizzarli tutti questi sogni e confido quindi nel tempo: non ho intenzione di fare tutto e subito, ma son certo che ce la farò"

A proposito di estero, tu hai lavorato anche in Francia e in Lussemburgo, oltre che a Santo Domingo...cosa ti hanno lasciato tutte queste esperienze fuori dall'Italia?

"Due doni prima di tutto: umiltà e spirito d'adattamento, essenziali per poter vivere, lavorare e confrontarsi con persone provenienti da altri stati. Oltre a questo, ho imparato anche molte cose a livello organizzativo e di preparazione di nuove pietanze e nuove tecniche di cucina. Quindi, oltre ad essermi migliorato caratterialmente, ho anche arricchito culturalmente e tecnicamente il mio bagaglio professionale"

Il Belpaese però è sempre casa tua, tanto che fai ancora attivamente parte di Assocuochi Treviso...

"Sono stato contattato nel 2015 dal presidente dell'Assocuochi Treviso Alcide Candiotto che aveva letto di me in un articolo dopo la mia partecipazione, come maestro intagliatore, per la Coldiretti all'Expo di Milano 2015. Con l'occasione di congratularsi, Candiotto mi chiese se volevo aiutarlo a costituire una squadra di intagliatori, ora seguiti da Alessandro Barbesin. Oltre a questo, sempre con Candiotto, Crema, Barbesin e tutti i ragazzi dell'Assocuochi Treviso, ho potuto partecipare attivamente ad alcune manifestazioni benefiche come ad esempio la raccolta fondi dopo l'uragano che ha colpito alcune frazioni di Venezia, oppure cucinare per i bambini sordo ciechi in un'altra occasione. Posso confermare che tutta la squadra di Candiotto è composta da grandi chef con un altrettanto grande cuore"

A questo punto non resta che chiudere con una domanda: qual è il segreto del tuo successo?

"Beh, al primo posto tanta passione. Senza questa la nostra vita non avrebbe senso e, come avrete capito, nella mia esistenza ne ho tanta, anche per l'altro sesso. Mancando questa passione non mi sarei nemmeno avvicinato alla cucina afrodisiaca con la quale ho conquistato anche la più 'caliente' delle donne, la mia futura sposa Tania, giovane dominicana che conosco da ormai quattro anni e che mi ha portato nuova energia e carica...anche erotica...Nel tempo è stata poi fondamentale anche la curiosità che mi ha portato a voler conoscere sempre di più e, quindi, ai giovani che vogliono intraprendere il mio lavoro o comunque che vogliono aver successo consiglio di fidarsi delle proprie passioni e di portarle avanti con curiosità, informazione e soprattutto umiltà. Non abbattetevi se un titolare o uno chef vi dice il contrario di quello che vorreste sapere o vedere, ricordatevi che da tutto si può imparare e sta a voi capire cosa apprendere e cosa no; siate sempre umili 4 imparate dai vostri errori, ve lo dice uno che in vita sua ne ha fatti tanti, tanto che ancora oggi ne sto pagando le spese. Sono però comunque orgoglioso anche delle mie cadute, perché anche queste mi hanno fatto crescere. Ascoltate tutti i consigli quindi e fidatevi che nella mia carriera ho avuto alcuni chef che dir duri è dir poco. Infine, createvi il vostro bagaglio personale e, soprattutto, fate vostro questo insegnamento che io ho già fatto mio quando un anziano mi disse: 'Eros, io ho 82 anni e non ho ancora smesso di imparare'".

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