Lunedì, 17 Maggio 2021
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L'importanza di suonare dal vivo: intervista a La Rappresentante di Lista

Domenica sera la prima band italiana annunciata quest'anno allo Sziget Festival di Budapest, tornerà a Treviso sul palco del Cso Django. Ecco cosa ci hanno raccontato

TREVISO Un concerto fatto di musica e teatro che ha riempito le sale dello stivale e che li ha consacrati come una delle band rivelazione dell'ultima stagione concertistica italiana. La Rappresentante di Lista torna a Treviso con il suo primo album live registrato durante il tour di Bu Bu Sad, ultima release in studio data alle stampe nel dicembre del 2015 per Garrincha Dischi. La Rappresentante di Lista è stata la prima band italiana annunciata tra gli ospiti nella line up dello Sziget Festival 2017, uno degli eventi musicali più grandi d'Europa che si terrà il prossimo agosto a Budapest, in Ungheria. Domenica sera invece la band salirà sul palco del centro sociale Django, in un evento organizzato dal collettivo trevigiano Sisma. A poche ore dalla loro esibizione abbiamo intervistato Veronica Lucchesi, una delle voci più potenti della scena indipendente italiana, che ci ha svelato i piccoli segreti della band e il suo speciale legame con Treviso.
 
- Pochi giorni fa avete pubblicato Bu Bu Sad Live, un disco che presenta le vostre canzoni in una veste completamente nuova. Dal primo demo, registrato in studio ormai due anni fa, fino a oggi sono cambiati di più i brani dell'album o piuttosto il vostro modo di relazionarvi ad essi?
Entrambe le cose in realtà. Quando io e Dario siamo entrati in studio nel 2015 per registrare la prima versione di Bu Bu Sad non conoscevamo ancora Enrico Lupi e Marta Cannuscio (i due talentuosi musicisti che accompagnano dal vivo La Rappresentante di Lista, n.d.r.). All'inizio ci siamo gestiti e organizzati da soli, senza dare troppa importanza alle suggestioni di altri collaboratori esterni. Le canzoni che ne sono uscite ci rappresentavano molto in quel periodo, ma nel momento in cui abbiamo iniziato a farle ascoltare alle persone che conoscevamo, hanno subito un notevole cambiamento. I brani hanno assunto una veste nuova, che cambia ogni volta che saliamo su un palco, mentre noi, nel frattempo, abbiamo iniziato a capire quanto fosse importante la dimensione live per esprimere e comunicare nel migliore dei modi la nostra musica. 

- Avete più volte definito i vostri concerti come una sorta di rito collettivo, in cui entrate totalmente in contatto con il pubblico. Qual è il momento a cui date più importanza durante un'esibizione dal vivo?
Gli attimi prima dell'inizio sono sempre molto particolari. Ci riuniamo in cerchio abbracciandoci, facendo gli scongiuri di rito e dicendoci quello che vorremmo vivere durante quella serata, cercando d'essere il più possibile tranquilli e sereni. Lo scopo di ogni concerto vuole essere quello di restituire una verità al pubblico. Una verità che può avere significati molto diversi per ognuno di noi, ma che in fondo vuole semplicemente trasmettere tutta la nostra sincerità nel proporre agli ascoltatori la nostra musica. A livello personale invece, oltre ai momenti che precedono l'inizio, amo tantissimo cantare la canzone Cosa farò perché mi trasmette ogni volta un immenso senso di gioia e, grazie al crescendo strumentale, riesce a creare un'atmosfera di grande festa. Penso sia l'apice delle nostre esibizioni.

- Nelle scorse settimane siete stati i primi artisti italiani annunciati sul palco del prestigioso Sziget Italia a Budapest. Vi è mai capitato di pensare con quali musicisti vi piacerebbe esibirvi, in futuro, su un ipotetico palco condiviso?
Ce ne sono tanti e molti di loro sono quasi tutti italiani. Senza dubbio amiamo molto la musica degli Omosumo, un gruppo siciliano davvero originale. Sono un mix perfetto tra sonorità rock, musica elettronica e un'ottima commistione di altri generi musicali. Sanno unire testi profondi a riff memorabili, noi li stimiamo davvero tanto ma purtroppo non abbiamo mai avuto modo di esibirci sullo stesso palco. Altri artisti con cui ci piacerebbe collaborare sono Iosonouncane e i fiorentini The Manitoba che ho avuto il piacere di ascoltare alla Flog di Firenze dove mi hanno emozionata grazie alle loro sonorità garage e dream-pop.

- Non avete mai nascosto, in questi anni di attività musicale, la vostra grande passione per il teatro. Un'arte che influenza molto la vostra realtà, soprattutto durante i live. Se La Rappresentante di Lista, invece di una band fosse stata un'opera teatrale, quale sarebbe?
Eh bella domanda. Pensandoci bene me ne vengono in mente due. La prima è Bestie di scena, un'opera in programmazione al Teatro Piccolo di Milano, diretta dalla straordinaria Emma Dante, talentuosa regista con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare in passato. Bestie di scena ci rappresenta perché è un lavoro che mette completamente a nudo l'attore durante la rappresentazione ed è la stessa cosa che capita a noi nel momento in cui saliamo su un palco e ci diamo letteralmente in pasto al nostro pubblico. L'altra opera teatrale che potrebbe rappresentarci come band è Baal di Giuseppe Isgrò, una rilettura originale di una favola brechtiana che prende spunto anche dal cinema e dai grandi autori della cultura bavarese.

- La canzone che chiude il vostro nuovo disco invece è Un'isola. Il brano è stato registrato dal vivo all'Eden Cafè di Treviso. Cosa ricordate di quel concerto e quali legami avete con il capoluogo della Marca?
Ricordo di essere rimasta piacevolmente spiazzata durante il primo concerto all'Eden di Treviso. Era la prima volta che suonavamo in quel locale così intimo e raccolto e non sapevamo davvero cosa aspettarci. Quando siamo arrivati siamo stati accolti da una piccola grande comunità che ha fatto di tutto per farci sentire parte di una famiglia, cercando di promuovere l'evento in tutti i modi possibili. Abbiamo un ricordo prezioso e caloroso di Treviso e in particolare dei ragazzi delle associazioni Sisma e Oblique che hanno sempre fatto tutto il possibile per farci sentire a nostro agio. Con questo spirito non vediamo l'ora di tornare a esibirci dalle vostre parti questa domenica.

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