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In foto un sorridente Alberto Zabotti dopo la proclamazione (Riproduzione riservata)

In foto un sorridente Alberto Zabotti dopo la proclamazione (Riproduzione riservata)

Si laurea via Skype con una tesi sulle ispezioni sanitarie nei ristoranti giapponesi

Alberto Zabotti, 28 anni di Casier, è il primo studente trevigiano dell'Università di Udine a essersi laureato in via telematica dalla "zona rossa" dell'emergenza Coronavirus

Il Coronavirus sta cambiando in maniera radicale molte abitudini del nostro vivere quotidiano, soprattutto per chi si trova nelle "zone rosse" del Nord Italia indicate dal decreto governativo pubblicato lo scorso 8 marzo.

Nel mondo della scuola migliaia di studenti trevigiani sono alle prese con lezioni sospese e scuole chiuse. Tra di loro ci sono anche tantissimi giovani che avevano in programma di concludere il loro percorso di studi laureandosi proprio in questi giorni. Una decisione presa da tempo, segnata in maniera decisiva da questa situazione di emergenza. E' il caso di Alberto Zabotti, 28enne residente a Casier che, lunedì 9 marzo, è stato tra i primi trevigiani a laurearsi via Skype dalla "zona rossa". Zabotti ha concluso il suo percorso di studi triennale in Scienze dell'alimentazione all'Università di Udine. La data della discussione era stata decisa da tempo. Il Friuli Venezia-Giulia non era tra le zone a rischio ma, all'inizio di marzo, dieci insegnanti che avevano partecipato ad un convegno scientifico di agraria proprio a Udine sono risultati positivi al Covid-19. L'università è corsa ai ripari. In un primo momento era stato stabilito che le discussioni di laurea si sarebbero svolte a porte chiuse poi, con l'annuncio della creazione delle "zone rosse", si è optato per delle sessioni via Skype. Al corso di Scienze dell'alimentazione erano 26 i laureandi in attesa di discutere questa mattina, lunedì 9 marzo.

Alle 10.30 Alberto Zabotti si è collegato con il suo computer da casa e, via Skype, è stato uno dei primi giovani trevigiani a poter discutere la sua tesi durante l'emergenza del Coronavirus. La sua tesi, neanche a farlo apposta, era dedicata alle ispezioni sanitarie all'interno della ristorazione giapponese. Uno studio che Zabotti aveva approfondito nel suo tirocinio svolto proprio a Treviso in alcuni ristoranti di cucina orientale. Un tema a dir poco attuale. Il suo relatore era il professor Giuseppe Comi, in collegamento da Milano per l'occasione. Dall'università di Udine c'erano invece i professori Lucci, Iacumin e Maifreni. La discussione doveva durare solo 15 minuti ma alcuni piccoli problemi tecnici iniziali e il fatto che Zabotti fosse il primo studente della sessione hanno allungato i tempi e la videochiamata, alla fine, è andata avanti addirittura per un'ora. La proclamazione è avvenuta come in una vera sessione di laurea "dal vivo". I docenti hanno chiuso la chiamata, si sono consultati tra loro e hanno richiamato lo studente trevigiano alzandosi tutti in piedi e proclamandolo dottore in Scienze dell'alimentazione. «E' stata una sensazione strana - commenta orgoglioso il 28enne ai nostri microfoni - Da un lato mi dispiaceva non poter vivere l'emozione della discussione in università con amici e parenti ma la tensione per possibili problemi tecnici e l'adrenalina del momento si sono fatti sentire comunque.  Alla fine è andato tutto per il meglio e sono soddisfatto. Sono tra i primi a essermi laureato su Skype in questi giorni di grande emergenza. Lo interpreto come un segnale: nei momenti negativi bisogna sempre guardare al lato positivo della vita».

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