Domenica, 16 Maggio 2021
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Le mura di Treviso, 500 anni di storia. Perchè sono state costruite?

Progettate da Fra Giocondo, costruite in nove annni di lavori, resistettero ad un lungo assedio delle truppe della Lega di Cambrai

TREVISO Furono costruite 500 anni fa per difendere la città dagli attacchi nemici e oggi sono ancora ben integre malgrado il passare del tempo. Dopo un lungo periodo di abbandono e di degrado sono tornate a risplendere, negli anni 90' (con una lunga serie di restauri), diventando teatro di manifestazioni musicali ed enogastronomiche oltre a mantenere la loro vocazione naturale cioè quella di essere un luogo dedicato alle passeggiate e al jogging. Estate e inverno, sotto le folte e ombrose chiome degli antichi ippocastani. Parliamo di uno dei luoghi simbolo del centro storico di Treviso, ovvero le storiche mura che lo delimitano.

Perché venne costruita questa opera così imponente, tra il 1509 e il 1518? La Repubblica di Venezia, sconfitta nella battaglia di Agnadello (14 maggio 1509) dalle truppe francesi della Lega di Cambrai, fu costretta a rinunciare ad espandersi nel resto d'Italia ma soprattutto doveva fortificare le sue più importanti città della terraferma. Tra queste appunto Treviso, un caposaldo che era nel mirino delle forze avverse alla Serenissima. Il progetto e la realizzazione dell'opera fu affidata al frate francescano Giovanni Giocondo da Verona (a cui è dedicato uno dei varchi attualmente esistenti lungo le mura). I lavori di realizzazione durarono nove anni e cambiarono il volto della città: vennero abbattute le mura medioevali e distrutti borghi ed edifici che si trovavano all'esterno della cinta muraria. In quella che è l'attuale periferia esisteva una sterminata spianata priva di case a alberi. Le nuove mura furono costruite a terrapieno, rivestito all'esterno da una spessa muraglia in mattoni, più economico e facile da usare rispetto alla pietra, ma anche più elastico per meglio resistere all'artiglieria. Una volta completate le mura, si diede avvio alle opere idrauliche. Fu deviato il corso del fiume Botteniga in modo da creare attorno alla città un profondo fossato e attraverso il complesso sistema di chiuse ancora visibile sotto il Ponte de Pria, in corrispondenza dell'ingresso del fiume in città, si poté, all'occorrenza, allagare la spianata circostante.

L'attacco delle truppe della Lega di Cambrai arrivò puntualmente nell'estate del 1511 e durò fino ad ottobre. Le opere difensive di Fra Giocondo resistettero e le mura nonostante il lungo assedio non subirono gravi danni. Cessato il pericolo i varchi di accesso alla città, tra il 1514 e il 1515, furono ridotti a tre. Oltre a porta Altinia che ancora oggi si connota come torre difensiva, i podestà di allora, Nicolò Vendramin e Paolo Nani, decisero di ricostruire, proprio per celebrare la vittoria, porta Santi Quaranta e porta San Tommaso con lo stile degli archi trionfali romani. In seguito il terrapieno delle mura fu adibito a pascolo e coltivazione. Sono durante il 1800 le mura presero la funzione attuale di lungo viale alberato dedicato al passeggio mentre i varchi furono trasformati in caselli daziari. Fino agli inizi del 1900 il collegamento tra il centro storico e la periferia era permesso solo attraverso le tre uniche porte. Solo in seguito si provvedette a creare ulteriori varchi che anche attualmente sono normalmente utilizzati per la viabilità.

L’Amministrazione Comunale di Treviso ha deciso di avviare le celebrazioni del cinquecentesimo anniversario dell’edificazione delle mura di Treviso, che avvenne nell’arco di tempo compreso fra il 1500 e il 1530. Le celebrazioni si svolgeranno nei 500 giorni fra Giugno 2016 e Novembre 2017. L’iniziativa nasce per offrire alla cittadinanza, ai visitatori e agli appassionati la possibilità di riscoprire con occhi nuovi il monumento più imponente della Città e più presente nella vita della nostra comunità, luogo di affetti, cultura e divertimento. Le mura sono diventate certamente parte integrante del panorama urbano, ma a volte, forse, se ne dimenticano i valori artistici ed architettonici.

La valorizzazione delle Mura pertanto richiede una forte identificazione fisica del manufatto che è, prima di tutto, conoscenza della sua storia, dei motivi della sua presenza, del suo utilizzo attuale e anche del ruolo che esso ha rivestito e continua ad avere nello sviluppo urbanistico della città. Si tratta di una operazione culturale, ben sapendo che conoscenza e valorizzazione forniscono anche migliori strumenti per la promozione turistica di Treviso.

Le celebrazioni offrono anche un’occasione per stimolare, sperabilmente, quella serie di interventi di restauro e conservazione del manufatto che oggi si rendono necessari, coinvolgendo pubbliche istituzioni e sponsor privati. Allo scopo di realizzare il progetto delle celebrazioni è stato costituito, da parte dell’Assessorato alla Cultura, un Comitato Scientifico composto da studiosi ed esperti del tema in oggetto:
 
Andrea Bellieni
Emilio Lippi
Andrea Mori
Simone Piaser
Claudia Pizzinato
Carolina Pupo
Massimo Rossi
Paolo Ruggieri  (coordinatore)
Emilio Sentimenti
Stefano Tosato

Tra il 2016 e il 2017 , per circa 500 giorni, una lunga sequenza di eventi, convegni, incontri, mostre realizzati in collaborazione con associazioni, scuole e fondazioni, ricorderà la costruzione delle Mura. A questi si affiancheranno eventi più ludici, ma sempre di elevato interesse culturale. Più in dettaglio, si tratta di:

- 10 conferenze
- una visita alle mura in bicicletta
- un concorso fotografico
- una giornata di degustazione di cucina rinascimentale
- un pic nic sulle mura
- un week end con rievocazione storica dell’assedio dl 1511
- un concerto di musica rinascimentale
- un progetto scuola per coinvolgere i giovani trevigiani
- una mostra di documenti, reperti, immagini e progetti

E per chiudere un convegno sul tema delle città murate, con i loro problemi e le loro opportunità. "Le mura di Treviso compiono 500 anni: storia antica di una presenza che ha segnato e continua a segnare le sorti della città. L'amministrazione comunale di Treviso offre, a trevigiani e non, la possibilità di scoprire o riscoprire, con occhi nuovi il monumento più importante della città e più presente nella vita cittadina, luogo di affetti, di cultura, di divertimento", ha dichiarato l'assessore ai beni culturali del Comune di Treviso Luciano Franchin.

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