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Una carriera da calzolaio lunga 60 anni, a Paese arriva Mauro

Da qualche settimane ha aperto i battenti in via della Resistenza. "Ero in pensione ma ho deciso di riprendere -ci racconta- mi sento un po' un medico, il piede è importante, è la centralina del nostro corpo"

PAESE "Ero in pensione ma davvero non era la vita per me: avrei finito per andare a giocare a biliardo con gli amici, io poi sono stato anche campione emiliano". Ripartire a 66 anni, per passione e amore per un mestiere, quella del calzolaio, trascurato dai giovani ma ancora molto utile e apprezzato. Questa la curiosa vicenda di Mauro Brombin, nato a Bologna (l'accento lo tradisce) ed originario di Cles: dopo aver lavorato come calzolaio a Roncade, Quinto e Casier è ripartito da Paese con un negozio aperto da poche settimane in via della Resistenza.

Mauro non è un semplice calzolaio ma una sorta di artista di questa professione che ha imparato all'età di 6 anni: la sua famiglia perpetua questa tradizione nei secoli, fin dal 1678. "E' un mestiere che per molti va a scomparire ma questo non è vero -spiega Mauro- fa parte della tradizione veneta ed è uno dei lavori che hanno fatto la ricchezza e la fortuna di questo territorio. Mi sento un po' un medico: il piede è importante, è la centralina del nostro corpo". La speranza è che almeno uno dei tre figli prenda le redini dell'attività di famiglia. "Speriamo -ammette Mauro- a Treviso e dintorni ci sono una quindicina di calzolai ma quellli che sanno lavorare davvero bene saranno forse 5-6. Se la Regione mi desse una mano prenderei un apprendista a cui affidare questo mestiere: gli insegnerei tutto quello che deve sapere come ad un figlio". Nel frattempo Mauro continua a lavorare e il suo arrivo a Paese non è di certo passato inosservato: nel territorio comunale non c'era questo tipo di bottega e il lavoro di certo non manca.

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