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"El bon vin fà bon sangue": le sei bottiglie che non possono mancare sulle tavole trevigiane

Il vino e la Marca trevigiana sono un binomio indissolubile, ogni anno premiato con decine di medaglie anche dal Vinitaly. Abbiamo scelto quindi per voi sei dei vini tipici di Treviso!

TREVISO "El bon vin fà bon sangue", "L'ultimo goto xe quelo che inbriaga" e "Bevi vin e assa l'aqua al muin" sono tra i detti veneti più conosciuti da sempre in materia di buon vino, ma quello che noi preferiamo è questo: "Chi ga inventà el vin, se no el xe in Paradiso el xe la vissìn". E il Paradiso, ovviamente in ambito prettamente enologico, per molti è rappresentato dalle colline della Marca trevigiana che con le sue produzioni vitivinicole è all'apice del mercato di riferimento non solo in Italia, ma in tutto il Mondo! Abbiamo quindi scelto per voi alcune tra le tipologie trevigiane di vino più apprezzate del nostro territorio, ma mi raccomando: bevete sempre responsabilmente, ma come da tradizione! Che sia con un bicchiere o con un cappello alpino, un "goto di vino al giorno leva il medico di torno"!

PROSECCO SUPERIORE DI CARTIZZE
Partiamo subito forte, con quello che forse è il vino più pregiato del nostro territorio, il Prosecco Superiore di Cartizze. Il nome indica la nota e ristretta zona collinare, di circa 100 ettari completamente vitati, all’interno della zona del Prosecco DOCG e più precisamente nel comune di Valdobbiadene e nelle frazioni di Saccol, Santo Stefano e San Pietro di Barbozza. Si tratta di uno spumante di alto livello e già il colore rimanda ad una notevole intensità, la quale si manifesta con profumi dalla mela alla pera, dall’albicocca agli agrumi e fino alla rosa e all'acacia, con però una gradevole nota di mandorle glassate al retrogusto. Il sapore al palato è rotondo, pieno, equilibrato e leggermente sapido, al quale però il perlage conferisce vigore al gusto. Conosciuto principalmente nella versione Dry (ma da alcuni anni anche in quella Brut), presenta un residuo zuccherino fino a 32 gr/l e si abbina a dolci della tradizione, alla pasta frolla, alle crostate di frutta e focacce. Ottimo anche però come "semplice" aperitivo, ma da bere assolutamente in calice e servito tra i 6° e gli 8°.

PROSECCO SUPERIORE DI CONEGLIANO VALDOBBIADENE

Il vino Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene è un prosecco DOCG prodotto unicamente nel nostro territorio trevigiano, in particolare nella fascia collinare compresa tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene. Da notare che nella sola versione spumante, è detto anche Prosecco Superiore e per questo non va assolutamente confuso con il Prosecco DOC, anche se hanno in comune il vitigno tipo glera (né tanto meno con altri vini IGT a base glera, spumanti o frizzanti). Possiamo trovarlo sia in versione "frizzante" che "tranquillo". Nel primo caso abbiamo la versione più informale e immediata, e soprattutto nella tipologia a rifermentazione in bottiglia (sur lie) è l'autentico ambasciatore della tradizione del vignaiolo. Il colore è il caratteristico paglierino, mentre al naso l'aroma è ricco di sentori floreali e fruttati e al palato presenta una grande freschezza. Va servito a 8 °C ed è ideale come aperitivo, su antipasti o primi non troppo elaborati. Nel secondo caso, invece, abbiamo la versione meno conosciuta. Si ottiene dai vigneti più fitti e poco produttivi, dove le uve vengono vendemmiate ben mature. Il colore è un giallo paglierino delicato, i profumi sono di mela, pera e mandorla con note vegetali. A differenza della versione più nota, va servito a 8–10 °C su antipasti di mare e di terra.

COLLI DI CONEGLIANO TORCHIATO DI FREGONA

Il Colli di Conegliano Torchiato di Fregona è un vino passito DOCG prodotto nel trevigiano, precisamente tra i comuni di Fregona, Sarmede e Cappella Maggiore. Questa particolare variante viene prodotta principalmente con vitigni Glera, Boschera e Verdiso. I grappoli vengono selezionati e staccati maturi dai vigneti. Successivamente vengono appesi uno per uno a delle cordicelle o stesi su graticci in ambienti asciutti e ben arieggiati, con la cura di rimuovere gli acini rotti o ricoperti da muffe indesiderate. Vengono quindi lasciati appassire per una durata di qualche mese in base alla densità zuccherina che si vuole ottenere (approssimativamente fino a primavera). Durante la settimana di Pasqua si procede a separare i grappoli a mano che vengono pigiati con torchi manuali. Il mosto ottenuto è posto a maturare in piccole botti di legno o in recipienti di vetro. Richiede comunque un invecchiamento minimo di 24 mesi di cui almeno 5 in bottiglia a partire dal 1º novembre dell'anno della vendemmia. Grazie a questa lunga procedura acquista un colore giallo dorato intenso, come il suo odore, mentre il sapore può essere sia secco che dolce. Essendo quindi un vino forte e delicato allo stesso tempo, può accompagnare biscotteria e piccola pasticceria, ma anche foie-gras e formaggi erborinati. 

VERDUZZO VENETO IGP

Il Verduzzo Veneto IGP è un vino bianco leggero tipico dell'area friulana, ma prodotto in questa versione anche in tutta l'area del Piave trevigiano. E' caratterizzato da avere poco alcol e un sapore molto dissetante quando viene bevuto e quindi molto adatto a piatti a preparazione leggera come gli antipasti o a composizioni di pesce/mare, ma anche con formaggi morbidi. Da provare poi con dolci a pasta secca e anche lontano dai pasti. A prescindere da questo però, il Verduzzo viene prodotto nella tipologia Tranquillo, Frizzante e Passito e si presenta di colore giallo chiaro o giallo paglierino, quasi tendente al verdognolo (da cui poi è stato ricavato il nome). Ha comunque un odore delicato, fruttato e molto caratteristico, e in bocca risulta asciutto, sapido, armonico, ma gradevole. Una curiosità, piccolo segreto, vogliamo però qui svelarla: il Verduzzo friulano è un vitigno autoctono del Friuli- Venezia Giulia e del Veneto Orientale (Treviso e Venezia), mentre il Verduzzo prettamente trevigiano sarebbe addirittura originario della Sardegna. 

COLLI DI CONEGLIANO REFRONTOLO PASSITO

Anche il Colli di Conegliano Refrontolo passito è un vino a DOCG prodotto sulle nostre colline, precipuamente nei comuni di Refrontolo, Pieve di Soligo e San Pietro di Feletto. Viene prodotto di base con vitigno Marzemino o altre viti a bacca rossa e non aromatiche. L'uva viene raccolta alcuni giorni prima della completa maturazione e disposta su graticci (in dialetto "gardiz") affinché passisca, fino alla seconda metà di dicembre in cui avviene la pigiatura. Essendo un vino passito, la sua resa risulta molto bassa, di circa 30 litri di vino per quintale di uva prelevata. Richiede poi un invecchiamento minimo di quattro mesi a partire dal 1º novembre dell'anno della vendemmia. In ogni caso si presenta con un colore rosso rubino, quasi granato in caso di vino ben invecchiato, mentre l'odore è delicato e il sapore dolce e sapido e proprio per questo, e perchè equilibrato e morbido al palato, è perfetto con la pasticceria secca, una crostata con marmellata di prugne, con la nostra torta "sbrisolona" o persino con formaggi erborinati.

RABOSO PIAVE DOC

Il Raboso Piave è un vitigno autoctono, la cui presenza nelle terre del Piave è documentata fin dal '600. Esso porta a pieno titolo il nome di “Piave”, sia per origini storiche che per una presenza rimasta costante nel corso dei secoli nella terra bagnata dalle acque del fiume sacro agli eroi della Grande Guerra. La sua coltivazione si estende quindi storicamente a ridosso del fiume Piave per tutta la pianura trevigiana, da Conegliano a Vazzola, fino a Oderzo, Motta di Livenza e San Donà di Piave. Lasciato maturare in botti di legno, acquista col tempo un bel colore rosso rubino carico, con riflessi granati ed un bouquet ampio e pieno che ricorda le violette di campo e anche il profumo di marasca. Per ottenere la denominazione D.O.C. però, il Raboso non può essere immesso al consumo se non dopo un periodo di invecchiamento di almeno tre anni, di cui almeno uno in botte. Ha per questo, spesso,  un sapore secco e sapido, lievemente acidulo, ma appagante. Per quanto riguarda gli abbinamenti con il cibo, il Raboso è ottimo con la cacciagione di pelo e di piuma, le carni rosse, le grigliate e i formaggi molto invecchiati. È pure un eccellente vino da meditazione, compagno ideale delle lunghe sere invernali fra amici.

Il vino insomma è il leitmotiv di Treviso e dei suoi abitanti, ma anche gli Alpini in materia non scherzano e proprio con loro chiudiamo, o meglio, con la canzone "Amilcare" in merito al Terzo Reggimento Alpini di Torino:

"Correva l'anno undici
La guerra un dì scoppiò
E il vecchio nonno Amilcare
Contento in Libia andò.
Mancando l'acqua idrica 
La sete divampò
Ma il vecchio nonno Amilcare
Col vino rimediò.
Col vin, al vecio Alpin, 
Sembrò il deserto un'oasi
Sconfisse i beduin
Vinceva il terzo Alpin".

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