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A Guerra Finita: Ricky Bizzarro venerdì sera a Paese

Concerto per chitarra, voce e fisarmonica, testi a cura di Ricky Bizzarro e Daniele Ceschin

Venerdì 30 novembre alle 20:45, presso la Sala Polivalente parrocchiale di Paese (piazza Mons. Andreatti), andrà in scena “A Guerra Finita”, riduzione per chitarra, voce e fisarmonica dell'omonimo spettacolo musicale dei Radiofiera, ideato in esclusiva nell'estate del 2017 per l'Abbazia del Pero di Monastier di Treviso.

In questa inedita versione, “A Guerra Finita” vedrà protagonista unico il cantautore trevigiano Ricky Bizzarro, con l'accompagnamento alla fisarmonica del maestro Francesco Barbato. Sul palco, si alterneranno scritti inediti di Bizzarro, le canzoni originali di trincea che i Radiofiera hanno vivificato nell'album “17.000.000”, i documenti e i brani scelti dello storico Daniele Ceschin, e poi ancora brani in dialetto veneto del repertorio ventennale dei Radiofiera: un affresco in musica e parole per raccontare chi ha abitato una Guerra Mondiale e chi successivamente è rimasto a ricostruirsi, in una terra ormai alienata. La serata è organizzata dalla Pro Loco di Paese, l'entrata è gratuita fino ad esaurimento posti (250 posti a sedere).

Nell'autunno 2016, i Radiofiera autoprodussero e distribuirono ai soli fan un vinile in edizione limitata in 199 copie dal titolo “17.000.000”, con il quale la band ha restituito elettricità alle originali canzoni di trincea di 100 anni fa. Quattro brani bellissimi, alcuni proibiti, che rischiavano l'oblio: Fuoco e mitragliatrici, Gorizia tu sei maledetta, Ponte de Priula, La tradotta. Al disco collaborarono Giorgio Canali, membro storico di CCCP, CSI e PGR e leader dei Rossofuoco, e l'inconfondibile voce di Angela Baraldi. Ricky Bizzarro e Daniele Ceschin, professore associato in Storia Contemporanea, portano in scena dal 2015 lo spettacolo teatrale “Dalla Terra di Nessuno – Cronache di Guerra da Caporetto al Piave”, che racconta attraverso la lettura di documenti originali dell'epoca le sofferenze dei soldati e dei civili e l'ipocrisia degli alti ufficiali, durante il ripiegamento dell'esercito italiano da Caporetto al Piave, nel terribile autunno del 1917.

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