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Il fenomeno "PokemonGo" arriva anche a Treviso: Poké Ball a caccia in tutta la Marca

E' ormai il gioco del momento, un modo per tornare al passato e divertirsi con gli amici facendo anche del salutare movimento fisico. Il tutto grazie ad una geniale intuizione della Niantic. Attenzione però ai pedofili e alle app fake

Una mappa con alcuni Pokemon presenti a Treviso

TREVISO L'app per smartphone Pokemon Go in pochi giorni ha battuto ogni record di download per un videogame. E nei paesi in cui è disponibile sta cambiando le abitudini della gente. A Central Park a New York, ad esempio, ci si può imbattere in persone che camminano con lo sguardo incollato sul telefono per ore e ore alla ricerca di Pokemon, i simpatici animaletti giapponesi divenuti celebri negli anni novanta. Il gioco infatti li inserisce nel mondo circostante sullo schermo della fotocamera grazie alla realtà aumentata e alla geolocalizzazione, così che gli utenti (dotati di account Google) possono camminare guardando lo schermo senza preoccuparsi di dove mettono i piedi. Un fenomeno letteralmente mondiale che è anche arrivato a Treviso e nella Marca dove ormai non si contano nemmeno più i gruppi di caccia creati dagli appassionati per cercare di catturare Pokemon rari e non solo. 

E' soprattutto il centro città di Treviso ad offrire una vasta scelta di caccia ed è proprio qui che si possono trovare anche alcuni rari esemplari. Anche la Restera lungo il Sile però è un luogo ben "battuto" dagli amanti del gioco (soprattutto per la categoria "Acqua"), mentre il quartiere di Santa Bona risulta ben fornito di Pokemon d'Erba. Attenzione però: se volete una possibilità di catturare il celeberrimo Mew, allora il ritrovo per voi è alla Discoteca Anima di Spresiano che, in una ottima campagna di marketing, è riuscita nell'impresa di averne un esemplare. Chi sarà quindi il fortunato a trovarlo? Se poi avete bisogno di aiuto, ormai sui social network non si contano nemmeno più i gruppi e i profili dedicati a PokemonGo, ma tra i più interessanti potete cercare ad esempio, su Facebook, "Pokemon GO Treviso - Team Blu" e "Pokemon Go Treviso"  di cui è amministratrice, tra gli altri, anche la 26enne Giulia Maione, vera appassionata di videogiochi fin da bambina. 

"La caccia ai Pokemon sta appassionanto un po' tutti in provincia, sia adulti che bambini. E' un gioco non violento, divertente e che porta a fare movimento anche in compagnia. Possiamo dire sia il fenomeno tecnologico dell'estate che ha inoltre riportato in auge un'azienda come la gaipponese Nintendo, senza contare i benefici anche per Google. Al giorno pare che la multinazionale americana guadagni circa 2 milioni di dollari, una cifra davvero ragguardevole - continua Giulia - Attenzione però che non è poi un'app così semplice da usare come si potreebbe pensare. Non pensate di stare seduti sul divano e completare così il vostro Pokedex, dovete infatti camminare (e pure molto), anche perchè le creature del gioco compaiono random all'interno della mappa, nel senso che a seconda di dove ci spostiamo cambiano i Pokemon se ci avviciniamo o allontaniamo dal nostro obiettivo misurabile in "impronte", quindi ci vuole anche tanta fortuna essendo una sorta di caccia al tesoro. Al momento non si è ancora però capito con certezza quale sia il meccanismo che consente l'apparizione di un Pokemon piuttosto che un altro. Può sicuramente sicuramente dipendere anche dal livello personale dell'allenatore e dalla quantità di punti di interesse (il centro di Treviso è un ottimo luogo dove trovare Pokemon rari ad esempio), ma per aiutarci nella ricerca possiamo sempre utilizzare un 'modulo' o un 'aroma'! Speriamo solo che prossimamente, come sembrerebbe, Niantic pubblichi un aggiornamento diffuso per poter permettere lo scambio di Pokemon tra allenatori, magari implementando anche una chat che possa dare la possibilità di scambiarsi informazioni reciprocamente sul gioco".

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ATTENZIONE ALLE APP FAKE 

Si chiamano Pokemon Go Ultimate, Guide & Cheats for Pokemon Go e Install Pokemongo le tre false app di Google Play appena scoperte dagli esperti di ESET, top player europeo nella produzione di software per la sicurezza digitale dell'Unione Europea. Le false app sono in grado di bloccare lo schermo dello smartphone per poi connettersi a siti porno o di attivare costosi servizi a pagamento all'insaputa degli utenti. La prima delle tre app fake, Pokemon Go Ultimate, celandosi come una versione del famoso gioco di successo, è in grado di bloccare immediatamente lo schermo dello smartphone dopo il suo avvio. Dopo un riavvio forzato, possibile solo togliendo la batteria dallo smartphone o modificando le impostazioni dei dispositivi Android, il malware si esegue in background, quindi in modalità invisibile alla vittima, cliccando in maniera nascosta su pubblicità porno. Per eliminare questa minaccia l'utente deve andare su Impostazioni - Gestione applicazioni - PI Network e disinstallarla manualmente.

Le altre due applicazioni fake individuate dagli esperti di ESET su Google Play, Guide & Cheats for Pokemon Go e Install Pokemongo, appartengono alla famiglia degli scareware ed inducono le vittime a pagare per falsi servizi estremamente costosi, promettendo di generare Pokecoin, Pokeball o Lucky Egg. Le app fake non sono rimaste a lungo su Google Play e sono state immediatamente rimosse dallo store dopo la segnalazione di ESET. Ma Pokémon GO è un gioco così accattivante che, nonostante tutti gli avvertimenti degli esperti di sicurezza, gli utenti tendono ad accettare i rischi e a scaricare qualsiasi cosa pur di catturare tutti i Pokémon. Coloro che davvero non possono resistere alla tentazione dovrebbero però almeno seguire le regole base di sicurezza: scaricare le applicazioni solo da fonti attendibili; verificare le recensioni degli altri utenti, concentrandosi sui commenti negativi e tenendo ben a mente che quelli positivi potrebbero essere stati inseriti appositamente; leggere le condizioni e i termini d'uso delle app focalizzandosi sui permessi richiesti; utilizzare una soluzione di sicurezza mobile in grado di controllare tutte le app del dispositivo.

RISCHIO PEDOFILI

La nuova app Pokémon Go, vera e propria tendenza dell'estate, impone poi una riflessione sui potenziali rischi di alcuni giochi online per bambini e adolescenti. E' Telefono Azzurro a richiamare i genitori all'attenzione "in un momento delicato e critico come il periodo estivo, in cui i più piccoli non vanno a scuola, hanno più tempo libero, sono più soli e quindi sempre più minoriconnessi". "La realtà aumentata e la geolocalizzazione, che costituiscono i principi fondamentali del gioco - chiarisce l'associazione - rischiano di esporre i piccoli giocatori a non pochi pericoli, primo fra tutti l'adescamento da parte di adulti malintenzionati, con gli scopi più diversi, dalla rapina all'abuso sessuale. Questo perché l'applicazione coniuga le basi del videogioco con il mondo reale: per catturare i pokémon occorre spostarsi fisicamente nello spazio. Episodi come quello del Missouri, dove tramite l'applicazione quattro rapinatori armati hanno attirato e derubato 11 adolescenti in una zona isolata, non devono più accadere. Così come devono essere scongiurati i rischi di investimenti o incidenti stradali, per distrazione".

"Nel mondo virtuale, purtroppo, le differenze di età sono annullate. E questo rischia di essere una grossa fonte di pericoli per i minori, che si ritrovano soli e senza difese, esposti alle mire di malintenzionati", ha commentato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile, "è proprio in questi spazi, che si insinuano sempre di più i fenomeni dell'adescamento online e della pedofilia. Da un lato, occorre che bambini e ragazzi sviluppino una maggiore responsabilità nell'uso di questi strumenti".

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