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Premio Giorgio Lago Juniores: sul podio due 19enni trevigiane

Martedì 21 settembre la cerimonia di premiazione al teatro Mario Del Monaco. Angelica Lucatello, del liceo scientifico Da Vinci di Treviso, si è aggiudicata il primo premio: una borsa di studio da mille euro

Si è conclusa martedì 21 settembre, con la premiazione al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, l’edizione 2021 del "Premio Giorgio Lago Juniores - Nuovi talenti del giornalismo", evoluzione del prestigioso premio giornalistico dedicato al grande giornalista Giorgio Lago, organizzato dall'associazione "Amici di Giorgio Lago" e rivolto agli studenti delle ultime classi dei licei veneti invitati a redigere un articolo giornalistico. Sul podio tre neodiplomate, con i loro articoli dedicati al ruolo della scuola, riconosciuta come il terreno fondamentale sul quale coltivare contaminazione culturale, coesione sociale e pari opportunità: prima classificata è Angelica Lucatello, del Liceo Scientifico Da Vinci di Treviso, con “Sapere è potere: ecco il perché”, al secondo posto Giuditta Rovelli, del Liceo Scientifico Galilei di Belluno, con “Somewhere over the indifference” e al terzo Francesca Dussin, del Liceo Classico Giorgione di Castelfranco Veneto, con “Il ruolo civile della scuola”.

I tre articoli sono stati selezionati dalla giuria del premio, composta da personalità di eccezionale valore, grandi firme del giornalismo italiano e veneto ad esponenti del mondo accademico, che hanno espresso soddisfazione per l’impegno dei ragazzi e dei loro insegnanti, ma anche per la capillare adesione territoriale delle scuole, 16 licei in rappresentanza di tutte le sette province venete da cui sono pervenuti 26 articoli. Il tema dell’edizione 2021 come da tradizione è stato estrapolato dagli articoli che Giorgio Lago ha dedicato al mondo della scuola nel corso della sua carriera e che, ancora oggi, appaiono quanto mai attuali per l’acutezza e la lungimiranza dell’analisi e delle riflessioni: “Il Nordest deve migliorare riflettendo su un dato inoppugnabile: la nuova risorsa sarà il sapere. Chi avrà la leva del sapere guiderà il domani”.

Per Angelica Lucatello la scuola “È bene che il campo d’azione dello specialista e dell’intellettuale si intersechino, a favore di virtuose contaminazioni tra contesti anche molto lontani, nell’ottica di un profondo rinnovamento culturale, necessario per far fronte a una società fluida e in costante evoluzione. Sapere è comprendere, anticipare e innovare. Sapere è potere”. E Giuditta Rovelli si concentra sulla necessità di non demonizzare le nuove tecnologie, che possono invece diventare utili strumenti di apprendimento: “Beh, “colpa dei telefoni”. Abbandoniamo i luoghi comuni, per favore. Agiamo, istruiamo, diamo ai ragazzi nati vedendo il mondo da un treno in corsa la possibilità di capire che un tablet può anche contenere L’idiota e non solo produrre idioti”. Infine, Francesca Dussin guarda oltre, al ruolo della politica e alle ricadute sociali di un investimento concreto sull’istruzione: “Al tempo dei Padri Costituenti, la scuola venne istituzionalizzata con il compito di divenire fattore di mobilità sociale, per la parificazione delle opportunità e quindi per la democratizzazione del Paese. Per sua stessa natura, essa ha le potenzialità per prevenire la frantumazione sociale, ma, per farlo, deve essere costruita in un certo modo. La politica dovrà riscoprire il ruolo centrale della scuola e tornare ad investire seriamente nell’istruzione dei giovani”.

La scelta dei premi rispetta la vocazione formativa dell’Associazione e del Premio e, come sarebbe piaciuto a Giorgio Lago, ai primi tre classificati saranno assegnate tre borse di studio da utilizzare per sostenere gli studi universitari (mille euro alla prima classificata, 750 euro alla seconda e 500 alla terza). La mattinata ha previsto anche la lectio magistralis di Roberto Papetti, direttore de Il Gazzettino, che ha voluto ricordare ai più giovani cosa sia davvero la cultura, “il solo strumento che ci permette di non essere passivi davanti ai cambiamenti”. Lavinia Colonna Preti, assessore alla cultura del Comune di Treviso, oltre ai saluti istituzionali ha voluto portare ai più giovani la sua esperienza, sottolineando che “il sapere, quello multidisciplinare, non porta solo ad avviare una carriera, porta soprattutto alla felicità”. Un concetto che è emerso con forza anche dallo scritto di Giorgio Lago letto dal figlio Francesco Chiavacci Lago, in cui il grande giornalista ricordava il suo percorso di studi e i primi passi nel mondo del giornalismo, sempre accompagnato dalla curiosità e dalla voglia di imparare. A conclusione della mattinata è stato annunciato il tema della prossima edizione 2022 del concorso, che vedrà la premiazione nuovamente ospitata a Treviso: “L’uomo in guerra con l’ambiente: il caso Nordest”, argomento tra i più cari a Giorgio Lago.

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