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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Premio Rotonda di Badoere: i vincitori della 27esima edizione

Riconoscimenti per: Marco Villa, Stefano Franco, la nuova ciclistica Placi e a Beppe Conti.  Il Ct della Nazionale, reduce dai successi di Tokyo e Roubaix, ha commentato anche il ritrovamento delle bici Pinarello in Romania

L'antica filanda della famiglia Colombo, a Badoere di Morgano, è stato il meraviglioso scenario per la cerimonia delle premiazioni della 27^ edizione del Premio "La Rotonda di Badoere 2020". Il riconoscimento che sin dalla sua nascita, avvenuta nel lontano 1991 grazie a due compianti amici Orlando Guerra e Roberto Voltan, viene consegnato ogni anno a tecnici, organizzatori e giornalisti impegnati nella promozione del ciclismo. Nella sua lunga storia soltanto nel 2020 non si è potuto svolgere a causa del Covid. La premiazione, condotta da Mario Guerretta e messa a punto dal Comune di Badoere, dal Gs Badoere, dall'Uct Montebelluna con la collaborazione della compagine di calcio locale, ha visto la partecipazione di illustri ospiti. Tra loro il vice presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Ruggero Cazzaniga, affiancato dal consigliere nazionale Fabrizio Cazzola, quindi i presidenti del Coni del Veneto e della Provincia di Treviso, Dino Ponchio e Mario Sanson, il presidente della Federciclismo del Veneto, Sandro Checchin ed i past president, Raffaele Carlesso ed Igino Michieletto e l'ex campione olimpico Silvio Martinello.

I vincitori

A ricevere gli ambiti riconoscimenti sono stati il Commissario Tecnico della Nazionale Italiana della Pista, Marco Villa, reduce da i successi dalle Olimpiadi di Tokyo e da i Campionati Mondiali in Francia; lo scopritore di talenti e Direttore Sportivo del Team Breganze, Stefano Franco, la Nuova Ciclistica Placci 2013 ed il celeberrimo giornalista, scrittore e commentatore televisivo, Beppe Conti. A inaugurare le premiazioni è stato il tecnico Stefano Franco alla guida di una formazione femminile che riscuote tanti consensi e che dopo aver ringraziato ha precisato: «Ho corso fino alla categoria dilettanti e sono stato un corridore mediocre dopo ho dovuto svolgere il servizio militare e sono stato anche fuori dal mondo del ciclismo per circa dieci anni. Poi mi sono avvicinato alla società del mio paese e al settore femminile nel 2006 seguendo poi tutte le categorie nel 2018 sono passato all'Astana e adesso sono direttore sportivo del Team Wilier che porta il nome della compianta Chiara Pierobon». E' seguita poi la premiazione di Beppe Conti, dedicata alla Memoria di Adriano Morelli, da parte del past presidente dell'Alto Adige-Sudtirol, Nino Lazzarotto che, dopo aver consegnato il riconoscimento, rappresentato da una statuetta dorata con un ciclista che viene accompagnato alle gare dal proprio direttore sportivo, ha ricordato come è nata la scelta del simbolo del Premio Rotonda di Badoere. Subito dopo è toccato a Marco Selleri, presidente della Nuova Placci, ricevere il riconoscimento per il settore organizzativo. Le premiazioni si sono concluse con quella riservata al Ct della Nazionale della pista Marco Villa reduce da i successi di Tokyo e di Roubaix. A consegnare il riconoscimento sono stati Daniele Rostirolla e Ruggero Cazzaniga. Ad introdurre la premiazione l'ex campione olimpico e commentatore televisivo, Silvio Martinello che proprio in coppia con Villa aveva conquistato due titoli mondiali nella specialità Americana e vinto tre edizioni della Sei Giorni di Milano.

«Mi sembra di aver attuato bene il lavoro di gestione degli atleti - ha cocluso Villa - e che ha portato frutti non solo su pista ma anche su strada e tutto questo ha facilitato il percorso». Prima di iniziare la cerimonia Villa aveva commentato il ritrovamento delle 22 bici Pinarello rubate alla sua Nazionale in Francia in occasione dei Campionati Mondiali su pista. «Quando ho saputo della notizia del loro ritrovamento sono stato felicissimo - ha sottolineato - ma a preoccuparmi ora sono tutti i lunghi passaggi che dovranno essere fatti per il loro rientro in Italia in quanto sono state coinvolte le forze di polizia di tre Paesi diversi, Francia, Romania e Italia e questo potrebbe allungare i tempi che qualcuno teme possano durare addirittura due anni. Speriamo di no».

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