Valeria Genova racconta Napoli a Treviso: un viaggio oltre i pregiudizi

La scrittrice trevigiana ha presentato giovedì pomeriggio il libro nato da un post diventato virale su Facebook. Un incontro che ha dato vita a un acceso dibattito tra il pubblico

TREVISO Nel pomeriggio di giovedì 28 giugno l'ambasciatrice di Napoli al nord, Valeria Genova, ha fatto ritorno nella sua città natale per presentare al pubblico di Treviso "Napoli amore mio", il libro nato dall'incredibile successo virale ottenuto da un post che la scrittrice aveva pubblicato sul suo profilo Facebook poco meno di un anno fa.

Alla libreria universitaria San Leonardo, la platea di ascoltatori era composta da molti trevigiani ma anche da alcuni cittadini partenopei residenti nella Marca, rimasti affascinati dalle parole e dalla storia di Valeria. La presentazione del libro, moderata da Alberto Leoncini, è partita da una riflessione sulle periferie di Napoli e su come molti giovani del posto stiano cercando di combattere il degrado e la malavita dando vita a importanti associazioni che favoriscono lo sviluppo dello sport e della musica tra i ragazzi. Leggendo alcune pagine del suo libro, l'autrice ha poi raccontato come siano state le persone di Napoli a farla innamorare del capoluogo partenopeo. Un popolo accogliente e caloroso che non l'ha mai fatta sentire sola in una città a lei sconosciuta, fino a quel momento. La capacità empatica dei napoletani viene però vista da molti come un segno di fastidiosa invadenza. Un pregiudizio che la scrittrice ha smontato raccontando l'incredibile disponibilità che i genitori della scuola frequentata da sua figlia le hanno dimostrato in alcuni momenti di difficoltà. Napoli che accoglie ma Napoli che spesso non riesce a valorizzare al meglio le sue bellezze come nel caso degli scavi di Ercolano, finiti in mano a una fondazione americana o della splendida reggia di Caserta, patrimonio culturale e artistico sconosciuto agli amici inglesi che la scrittrice trevigiana aveva accompagnato durante il suo soggiorno partenopeo. 

Durante la presentazione un acceso scambio di battute tra il pubblico ha animato l'incontro. Un confronto nato tra chi sosteneva che il popolo napoletano fosse ancora troppo legato al ricordo della dinastia borbonica e alcuni spettatori partenopei che hanno provato a sostenere le ragioni della città affermando come alcuni partiti politici ben più estremisti delle loro posizioni siano oggi ben più diffusi e preoccupanti rispetto alle idee nostalgiche di qualche cittadino del Sud. Una polemica stroncata sul nascere dalle parole di Valeria che ha voluto precisare, ancora una volta, come il suo libro vada letto come una guida e un invito ad andare oltre qualsiasi tipo di pregiudizio. Un concetto ribadito chiaramente nella copertina del libro, con una foto scattata nel monastero di Santa Chiara invece che sul più conosciuto golfo di Napoli per volontà esplicita della scrittrice. Il futuro per Valeria ha in serbo un'estate di presentazioni in giro per l'Italia e, a partire dai prossimi mesi, l'avvio di un progetto all'interno delle scuole per far capire ai ragazzi l'importanza di crescere senza preconcetti e di conoscere una realtà unica e indimenticabile come quella di Napoli.

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