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Nella cappella del Ca’ Foncello un presepe in pietra saponaria dal Kenya

Il presepe è stato prestato dal villaggio di Karungu in Kenya, dove c’è la missione di padre Emilio Balliana che si occupa degli ammalati e dei tanti bambini orfani presenti nel paese

C’è un posto nel cuore dell’Africa, dove il tempo è scandito dal suono di centinaia di scalpelli. Centinaia di mani sconosciute scolpiscono pazientemente la pietra, raccontando la loro terra.

Un’opera di questi artigiani è ospitata nella cappella dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Si tratta di un presepe scolpito interamente a mano in pietra saponaria di Tabaka in Kenya, un tipo di pietra simile al marmo, ma molto più tenera da lavorare. La bellezza di queste statue sta nella loro unicità. Ciascuna di esse, infatti, si caratterizza per linee, colori, sfumature e venature uniche. Questo tipo di lavorazione artigianale è per la gente di Tabaka un’importante opportunità di lavoro e di guadagno. Il presepio che si può ammirare in questi giorni nella cappella dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso è stato prestato da padre Emilio Balliana, direttamente dal villaggio di Karungu in Kenya, dove c’è la sua missione che offre migliori prospettive di vita agli ammalati e a tanti bambini orfani. È un presepe itinerante, che ad ogni nuovo Natale trova posto in una diversa collocazione (parrocchie, cappelline, centri di spiritualità, ecc.). Quest’anno è stato allestito nella cappella dell’ospedale trevigiano in segno di amicizia e collaborazione con la Missione di Karungu.

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