Mercoledì, 28 Luglio 2021
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A Treviso torna finalmente a splendere, dopo decenni, l'ex Polveriera di Santa Bona

Abbandonata da oltre trent'anni dal Demanio, e dopo un progetto di permuta con il Comune, l'area potrebbe essere ora riadattata come location per mostre e attività culturali

L'esterno della polveriera dopo i primi lavori di pulizia

TREVISO "Situata in un punto strategico fra tre istituti superiori (Palladio, Mazzotti e Da Vinci, n.d.r.), potrebbe diventare una struttura multiculturale e sociale per gli studenti e per i quartieri limitrofi, anche se abbandonata a se stessa da decenni. Ricordo però quand'ero piccolo e ancora erano presenti i militari armati e le garitte di sorveglianza in legno agli angoli della struttura". A dirlo è Roberto Stocco, fondatore dell'associazione Treviso Sotterranea che ormai da diversi anni si occupa di riportare alla luce gli angoli più nascosti e storici della città di Treviso.

Nel caso specifico si tratta della nota ex polveriera di via Tronconi nel quartiere di Santa Bona, a due passi da Viale Europa e da poco riportata 'a nuovo' dopo alcune 'pulizie natalizie' effettuate dai tecnici del Demanio. Un luogo quasi dimenticato dai più ma che ancora oggi ha un potenziale enorme vista la posizione strategica nel territorio urbano, oltre che per le dimensioni della struttura e della superficie interessata. L'immobile però è da oltre trent'anni in completo abbandono, tanto che più volte nel tempo l'ex sindaco Giancarlo Gentilini ha puntato il dito contro l'attuale amministrazione comunale rea di non prendere provvedimenti contro coloro che di notte pare si intrufolino all'interno dell'area per incontri "proibiti". Il problema di fondo però è che l'area è sempre stata di proprietà del Demanio e solo nel 2014 si è arrivati al progetto finale di permuta con il sindaco Giovanni Manildo che dichiarò che "il complesso dell’ex polveriera potrà ospitare idee, progetti che tante realtà culturali e sociali di Treviso chiedevano da tempo. Immagino un grande spazio polifunzionale che possa ospitare queste esigenze”. Un progetto però solo rimasto tale visto che alla fine non si è mai arrivati alla fumata bianca.

Da quel momento non ci sono state poi particolari novità, tanto che l'intera area è andata man mano sempre più in decadenza, perlomeno fino a questi giorni nei quali Roberto Stocco ha riportato l'attenzione su questo piccolo gioiello trevigiano (forse persino di orginine napoleonica, ndr.). "Ho approfittato di un varco nella recinzione per poter accedere all'interno della struttura - ci racconta il presidente di Treviso Sotterranea - Sono decenni che è abbandonata infatti. I miei ricordi risalgono a quando avevo 8-10 anni, quando da bambino mi aggiravo per le vie di Santa Bona e San Liberale e ancora c'erano i militari di sorveglianza che vigilavano contro eventuali curiosi che si fossero avvicinati all'area. C'erano garitte in legno ad ogni angolo del recinto. E da bambini fantasticavamo così su cosa ci potesse essere all'interno, come ad esempio faceva anche Alessandro Amadio, un amico che da anni segue la vicenda!".

"Ad oggi penso però che sarebbe un ottimo esempio di socializzazione se la struttura venisse recuperata e restituita alla collettività - chiosa Stocco - E' difatti inserita in un contesto ideale, con tre poli scolastici che gravitano su di essa. Pensa un po': una mensa, aule multimediali, spazi per concerti e attività culturali. Potrebbe persino essere un'opportunità anche per i quartieri limitrofi, offrendo un polo espositivo per mostre, conferenze, dibattiti e soprattutto un punto di aggregazione". Insomma, un'area davvero con del potenziale e che in molti vorrebbero finalmente sfruttata a dovere, tanto che attorno a questo progetto si stanno già aggregando diversi cittadini ed associazioni nella speranza che la città torni a far splendere uno dei suoi luoghi abbandonati e più 'misteriosi' degli ultimi decenni.

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