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I Radiofiera (Foto De Mayda)

I Radiofiera (Foto De Mayda)

Radiofiera, crowdfunding sul web per far uscire il nuovo album

Il nuovo disco non ha ancora un titolo ma le canzoni sono già state composte. Da mercoledì 16 dicembre la raccolta fondi lanciata dalla band trevigiana sulla piattaforma "Eppela"

I Radiofiera hanno mantenuto la promessa: in un video pubblicato sui social la scorsa primavera la band aveva preannunciato che il nuovo disco sarebbe arrivato “Prima di vaccino anti-Covid”. E, per un soffio, sembrano avercela fatta. A distanza di 10 anni esatti dall'ultimo disco “Atimpuri”, il sesto album in studio dei Radiofiera è pronto per essere pubblicato nonostante sia ancora senza titolo.

Per sostenere le spese di produzione in un periodo così particolare, senza concerti dal vivo a causa delle note limitazioni per il contenimento del contagio, la rock band trevigiana dà avvio da domani sulla piattaforma digitale Eppela a una campagna di crowdfunding, con tante appetitose ricompense esperienziali per i sottoscrittori. Una formula già sperimentata con successo nel 2017 dai Radiofiera, quando furono proprio i fan a produrre il vinile in edizione limitata “17.000.000”, con le reinterpretazioni in chiave rock di 4 brani storici della Grande Guerra. La sottoscrizione volontaria avrà la formula “Tutto o Niente”, con un limite di tempo di 40 giorni per raggiungere la quota minima di finanziamento, fissata a 5mila euro. In caso di mancato ottenimento del traguardo minimo, a ogni sottoscrittore verrà restituito quanto versato.

L'ALBUM

Il nuovo disco conterrà 10 tracce, tutte inedite, tutte in dialetto veneto. I Radiofiera assicurano che si tratterà del miglior lavoro della loro quasi trentennale carriera: «non avete mai sentito da noi qualcosa di simile», promettono ai fan sulla pagina di Eppela. L'album è stato registrato all'Art Music Studio di Bassano del Grappa, con l'aiuto di Alberto Gaffuri in fase di pre-produzione, Diego Piotto al mixer, e la direzione artistica di Giorgio Canali, già produttore di “Atimpuri”. Anche il progetto visivo vanta firme eccellenti: il fotografo Matteo De Mayda, il videomaker Mauro Lovisetto, il grafico Andrea Barbato. Una produzione di comprovata qualità, per garantire un ritorno in grande stile per Ricky Bizzarro e soci, all'insegna della contaminazione e dell'osmosi artistica.

LE RICOMPENSE

A seconda della donazione versata, i fan otterranno ricompense davvero irrinunciabili: potranno ricevere il cd o il vinile in anteprima assoluta, ovviamente, direttamente dalle mani della band, nell'ambito di uno spettacolo esclusivo e informale, dal titolo “Come fare un disco in una pandemia mondiale”, realizzato in conformità con le disposizioni vigenti. «In questa fase abbiamo deciso di vendere il disco insieme a un'esperienza. Ci siamo inventati uno spettacolo in esclusiva per i sottoscrittori del crowdfunding, in cui faremo un viaggio nelle canzoni del disco, ne racconteremo gli aneddoti e risponderemo alle domande di un pubblico di pochi intimi». Una serie di ricompense esperienziali, dunque, che prevede anche la possibilità di un tour guidato per la Fiera storica (quartiere di Treviso) con Bizzarro come cicerone, o ancora un concerto acustico direttamente a casa dei fan, o l'opzione di acquistare una canzone scritta e registrata appositamente per il donatore, con la sua collaborazione attiva in fase creativa.

LE PAROLE DI RICKY BIZZARRO

«Perché imbarcarsi in un album musicale in piena pandemia mondiale? È un'avventura rischiosa, senza la rete di sicurezza dei concerti. Certo, c'è stata per un momento la tentazione di rimandare tutto a tempi migliori. Ma giorno dopo giorno abbiamo visto le persone intorno a noi (e noi stessi) perdersi, arrabbiarsi, avvilirsi. E ci siamo domandati: qual è il ruolo degli artisti senza palcoscenico, in questo scenario orribile e inedito? Noi abbiamo la responsabilità di provare a dare alle menti, agli occhi e alle orecchie un ristoro. O almeno uno sfogo. Parole, suoni e immagini a chi non le trova più. Sono ristori ben diversi da quelli economici, di cui anche noi, come tanti, abbiamo un disperato bisogno. Ma l'idea che qualcuno possa in questo periodo oscuro, anche solo per un breve momento, essere trasportato in un'altra emozione dalle nostre note e dalle nostre parole, per noi Radiofiera è una sfida che abbiamo il dovere e l'orgoglio di accettare. È il nostro modo di renderci utili a chi ci ha sempre voluto bene, e che non vediamo l'ora di rincontrare in concerto. È questa voglia incontenibile di avvolgere di nuovo il pubblico con la nostra musica che ci ha spinto a progettare un crowdfunding basato su incontri live, conversazioni in musica, ciacoe e note. Ovviamente le ricompense saranno erogate solo quando si potrà, in totale sicurezza. Ma non vediamo l'ora».

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