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Rettore, diploma honoris causa alla Iulm di Milano: «Lo dedico alle donne»

Donatella Rettore ha ricevuto il diploma honoris causa in Management delle risorse artistiche e culturali. Riconoscimento per le doti, i testi e l’ironia della poliedrica cantautrice

L’Università Iulm di Milano ha conferito, in partenariato con la Fondazione Roma, il primo Master universitario honoris causa in Management delle Risorse Artistiche e Culturali alla cantautrice Donatella Rettore.

Nel talk che ha visto coinvolti i professori Paolo Proietti e Stefano Lombardi Vallauri con l’artista, il focus è stato la produzione di Donatella Rettore nei suoi molteplici aspetti: dalla ricerca dell’identità (Splendido splendente) alla sua spettacolarizzazione (Diva, Femme fatale), dalla guerra (Carmela, Zan Zan Zan) alla visitazione di sfere e scenari più intimi (Ricordami, Di notte specialmente), dalla sensualità provocatoria (Kobra, Faccio da me, Gattivissima e la recente Chimica) alla morte (Se morirò), passando per la tematica amorosa e più intimista, declinata in molte prospettive. Dopo la cerimonia Rettore, dal palco dell’Auditorium, ha interagito con il pubblico e ha cantato a cappella alcune tra le canzoni più famose del suo repertorio.

La motivazione

Il direttore scientifico del Master, professor Giovanni Puglisi, ha letto la motivazione del conferimento del Diploma ad honorem "in considerazione della dimensione testuale della produzione dell’artista, dei contenuti che ha affrontato di volta in volta e che hanno caratterizzato aspetti e periodi della sua poliedrica personalità, del rapporto del testo verbale con il testo musicale, delle identità vocali dell’artista e le sue personalità colte nel rapporto con il testo. L’artista ha fatto dell’ironia una leva importante nell’arco della sua prestigiosa carriera e ciò riconduce alla parola dell’anno Ironia intorno alla quale l’Università Iulm ha organizzato eventi e promosso iniziative nel corso del 2022".

I commenti

«I riconoscimenti accademici honoris causa - ha aggiunto a margine della cerimonia il professor Puglisi, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo - sono un’occasione importante sia per il destinatario del riconoscimento stesso, sia per quanti regolarmente frequentano quel percorso formativo. Nel caso di Donatella Rettore l’evento assume particolare rilevanza tanto per la personalità della ‘laureata’, quanto per il consolidato prestigio del Master MARAC, che potrà annoverare tra i suoi ‘alumni’ un personaggio di tale spessore culturale ed artistico. La ‘canonizzazione’ di Rettore - ha concluso il Direttore scientifico del Master Iulm - lungi dal normalizzare la vivacità dissacrante dell’artista, dà la carica ai nostri allievi di oggi e di domani».

«Rettore è un’artista straordinaria - ha dichiarato il professor Paolo Proietti, Preside della Facoltà di Interpretariato e traduzione -. Nel corso della sua carriera, lunga e prestigiosa, ha affrontato la vita sempre con un’ironia critica e distaccata attraverso la quale ha espresso appieno il suo lavoro di cesello sulle parole. I testi delle sue canzoni sono laboratori che, in modo beffardo, presentano temi sociali, culturali, politici, temi universali, veicolati dall’incontro del suono con il contenuto, in forme che traducono identità vocali molteplici e sempre nuove».

«Con i suoi testi, i suoi look, la sua musica e le sue interpretazioni vocali - le parole del professor Stefano Lombardi Vallauri -. Rettore ha fatto, o meglio è stata, la psicologia della nazione tra anni Settanta e Ottanta. Ha rivelato agli italiani quello che erano e quello che sarebbero diventati, nel bene e nel male. La sua specialità è cavalcare stereotipi per demolirli. La ripresa recente del suo successo conferma la sua capacità, attraverso le generazioni, di leggere la società, in particolare la condizione femminile».

Visibilmente emozionata, la cantautrice ha dedicato «questo Master a tutte quelle persone, e in particolare a tutte quelle donne, che per un certo periodo sono state messe in secondo piano. I genitori, un tempo, se dovevano scegliere se far studiare un figlio maschio o una figlia femmina, sceglievano senza dubbio il primo, senza tener conto che la figlia sarebbe magari potuta diventare una scienziata. Dedico questo titolo alle donne, come mia madre - ha concluso Rettore - che avrebbe tanto voluto studiare e invece ha dovuto accontentarsi. Io che da giovane non avevo voglia di studiare mi sono buttata nella mischia e ce l’ho fatta. Non ho fatto tutto quello che avrei voluto, ma sono soddisfatta e oggi ricevo questo titolo con grande orgoglio».

La carriera

Donatella Rettore, nata a Castelfranco Veneto nel 1955, a dieci anni inizia a suonare con il suo primo complessino, I Cobra, con il quale si esibisce nelle parrocchie cantando le canzoni di Caterina Caselli. Si trasferisce a Roma dopo la maturità per diventare una cantante e nel 1973 è la spalla del tour estivo di Lucio Dalla, che la introduce al mondo della musica.

Il primo singolo, Quando tu, è del 1974, seguito pochi mesi dopo dal secondo scritto da Gino Paoli, Ti ho preso con me. Nel 1974 debutta al Festival di Sanremo con Capelli sciolti. Torna sul palco dell’Ariston nel 1977 per presentare Carmela. Dal 1978 inizierà a farsi chiamare solo Rettore, abbandonando il proprio nome di battesimo: cambiano il suo look e la sua proposta musicale, entrambi improntati al rock e al pop, con qualche sonorità che richiama la disco tipica di quegli anni. Il singolo che apre questo nuovo corso è Eroe. Il 1979 è l’anno della hit Splendido splendente e dell’album Brivido divino. Nel 1980 pubblica il singolo Kobra che ottiene il primo posto nella categoria donne al Festivalbar. Nell’estate del 1981 Rettore lancia Donatella, uno dei rari esempi di ska italiano con cui si aggiudica la vittoria assoluta al Festivalbar. Nel 1986 torna al Festival di Sanremo con Amore stella, poi nel 1994 con Di notte specialmente e nel 2022, in coppia con Ditonellapiaga, con il brano Chimica, che dopo poche settimane si aggiudicherà il disco di platino.

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