Nuova vita dopo il Coronavirus: tutti in coda dal barbiere per tagliare barba e capelli

Quasi una cinquantina di clienti al giorno e una lunga lista di attesa: ecco come è ripartita un'attività storica del centro città come il Men Club di Giuseppe Bolognato

Parte dello staff di Men Club

Tutti in coda dal barbiere per tagliare barba e capelli dopo due mesi di lockdown. Questa l'istantanea che in questi primi giorni di "Fase 2", post Covid-19, sta caratterizzando i parrucchieri ed i barbieri del centro storico di Treviso. Tra i più richiesti dai clienti c'è sicuramente il Men Club di piazza Ancillotto, storico salone cittadino. «Abbiamo riaperto lunedì mattina, appena il Governo ce lo ha permesso, e fin da subito abbiamo avuto tantissime richieste da parte dei nostri clienti, tanto che abbiamo già una lista di attesa di settimane - racconta ai nostri microfoni il titolare di Men Club, Giuseppe Bolognato - Abbiamo dato quindi precedenza a chi aveva prenotato nei giorni scorsi via Facebook o WhatsApp, ma per soddisfare tutti abbiamo dovuto aumentare le ore di lavoro, sfruttando dunque anche la pausa pranzo».

Tra i primi a prenotare per essere accolti nel salone, oltre ai clienti più fedeli, c'è subito stato anche il Vescovo di Treviso Mons. Tomasi che è stato immediatamente fatto accomodare su una poltrona per un veloce taglio di capelli. «E' stata una sorpresa anche per noi averlo tra i primi clienti a poche ore dalla riapertura, ma come lui sono presto arrivati anche altri esponenti della diocesi locale - continua Bolognato - In ogni caso, in queste prime settimane di apertura è vivamente consigliato telefonarci o scriverci nei social per prendere appuntamento. Chi non potesse farlo, o preferisse passare di persona, dovrà invece attendere all'esterno del locale dove abbiamo creato una piccola zona di attesa. Questo per evitare qualsiasi tipo di eventuale assembramento nel locale».

La riapertura post lockdown porta però con sé anche gli strascichi della chiusura forzata di marzo e aprile: «In questi ultimi due mesi le entrate per noi sono state ovviamente zero e quindi il danno economico è notevole, soprattutto in considerazione del fatto che anche noi dobbiamo costantemente fare i conti con bollette e fornitori - dichiara Francesca Bolognato - In ogni caso, anche per venire incontro ai clienti, abbiamo deciso di non aumentare i prezzi e dunque di far ricadere sulle nostre spalle gli investimenti necessari per poter continuare a lavorare in questo periodo. Parliamo di un "kit cliente" che viene 5 euro e che comprende, ad esempio, una mantellina ed un asciugamano monouso. Oltre a questo, abbiamo poi acquistato mascherine, guanti, visiere e gel igienizzante che è a disposizione per tutti coloro che devono entrare nel salone. Dal barbiere infatti, come da linee guida della Regione Veneto, si può accedere uno alla volta solo se muniti di mascherina e con le mani sanificate (od eventualmente con i guanti), mentre ogni oggetto personale verrà riposto in un sacchettino di plastica. Una volta all'interno poi, in caso di un taglio capelli ad esempio, procederemo allo shampoo e solo successivamente al servizio richiesto. Al termine del taglio, invece, per evitare di dilungare troppo i tempi, abbiamo deciso di non effettuare i classici risciacqui. La domanda che però più frequentemente ci viene posta riguarda l'uso della mascherina. Allora, per quanto concerne il cliente, questa può essere indossata senza problemi sia durante lo shampoo che durante il taglio, ma non è obbligatoria. Ciò che conta è che il barbiere in servizio sia sempre munito di guanti e mascherina, oltre che della visiera nel caso qualcuno voglia regolare la barba».

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«A parte l'uso di mascherine e guanti devo dire che per noi non è poi cambiato molto. Già prima del Coronavirus, infatti, eravamo soliti sanificare il locale e le postazioni di lavoro, oltre che sterilizzare quotidianamente tutti gli oggetti necessari per la cura della persona (forbici, rasoi, pettini e spazzole). Ciò che quindi è indicativo di un cambiamento in atto è il fatto che, per la sicurezza di tutti, abbiamo deciso di chiudere la sala d'attesa per i clienti, oltre che aver diviso l'area di lavoro in più postazioni separate che vengono quindi utilizzate a turni diversi, per un massimo di 3/4 persone alla volta. L'importante era però riaprire, così da tornare a lavorare e accogliere i nostri fidati clienti, spesso giunti da noi con delle "chiome" davvero incredibili! Noi ce la stiamo mettendo tutta per soddisfare i vari appuntamenti prefissati, ma è anche vero che i danni economici dovuti alla chiusura forzata ci sono e si fanno sentire. Speriamo quindi che quanto prima possa arrivare anche per noi l'attesa liquidazione della cassa integrazione» conclude Gabriele Regini, uno dei barbieri del salone.

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