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San Liberale, storia del "villaggio coordinato" nato nel dopoguerra

Doveva ospitare i trevigiani che avevano perso la casa a causa del bombardamento del 7 aprile 1944, il prossimo anno il quartiere compirà ben 50 anni dai primi insediamenti

TREVISO Come il quartiere di San Paolo è una delle zone di più recente realizzazione e il progetto effettivo per la sua creazione risale all'incirca al 1958. Parliamo del quartiere di San Liberale ma in molti, soprattutto i più anziani lo chiamano ancora “villaggio coordinato”, o più semplicemente “villaggio”. L'idea di edificare un agglomerato abitativo in quella zona nasce nel secondo dopoguerra per ospitare i residenti della zona di San Nicolò, rimasti senza-tetto a causa del bombardamento del 7 aprile 1944 che distrusse buona parte del centro storico. Gli sfollati erano ospitati nella caserma di Dosson (si, proprio la "Serena"), nel canile comunale e nelle cedraie di villa Manfrin. Già nel 37' il podestà di Treviso aveva però pensato alla creazione di un nuovo insediamento in quella zona ma il progetto denominato “Due colombe” non andò a buon fine.

Dal progetto degli architetti Ridolfi, Tramontini e Romano alla realizzazione della maggior parte degli edifici che anche oggi sono presenti trascorrono nove anni: solo nel 1967 il “villaggio coordinato” diventa abitato e operativo a tutti gli effetti. C'è una targa sulla parete di un condominio a pochi passi dall'attuale “bar rock” (ora a gestione cinese e per decenni punto di ritrovo per gli anziani della zona insieme ad un altro bar che si trova poco distante) che ricorda questa ricorrenza. E' di quel periodo l'edificazione della chiesa, delle scuole elementari e medie (le “Coletti” accoglieranno però i primi studenti solo nel 1985), e la fondazione della parrocchia di San Liberale, il patrono della città di Treviso. Tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 il quartiere comincia ad avere vitalità anche commerciale con numerosi negozi e botteghe che hanno aperto i battenti. Fondamentale la creazione dell'attuale viale Europa.

Negli ultimi 15-20 anni è cominciato il lento ma inesorabile declino. Da zona vivace e animata a vero e proprio quartiere dormitorio in cui vivono ormai principalmente anziani e molti stranieri. Alcuni negozi sono stati costretti ad abbassare le serrande. Per rilanciare la zona almeno dal punto di vista culturale, nei primi anni 2000, Fondazione Cassamarca creò a San Liberale il Teatro delle Voci, con una sala di incisione all'avanguardia.

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