Sole Luna Doc Film Festival: al via la rassegna dedicata al cinema documentario

Lunedì 11 settembre si alza il sipario sulla nuova edizione trevigiana della rassegna cinematografica dedicata ai documentari provenienti da tutto il Mondo. Qui il programma dell'inaugurazione

TREVISO Apre ufficialmente nella giornata di lunedì 11 settembre, a Treviso, il Sole Luna Doc Film Festival, nella tappa conclusiva della dodicesima edizione, dopo Milano, che ha accolto la sua selezione di documentari nell'ambito del festival dei Diritti umani a maggio, e dopo Palermo, città dove il festival è nato, a luglio. 

Due sono le principali e prestigiose sedi del centro città di Treviso in cui il festival si svolgerà fino a domenica 17 settembre: la Sala dei Trecento e Ca' dei Ricchi. Si comincia, dunque, lunedì 11 dal meraviglioso edificio che domina Piazza dei Signori (un tempo cuore pulsante dell'amministrazione della giustizia cittadina) alle ore 18.30 coi saluti inaugurali nella Sala dei Trecento. Alla presenza di tutte le istituzioni l'associazione Sole Luna -Un ponte tra le culture, la sua presidente coi direttori artistici del festival, taglierà il nastro dell'edizione trevigiana con un brindisi offerto dal Consorzio di Tutela Prosecco DOC. Nella stessa sala, alle ore 20.00, il grande schermo sarà tutto per il primo film in concorso della sezione Human Rights - una delle tre insieme a The Journey e Shorts. Si tratta di Prison sisters, già acclamato vincitore del premio della giuria a Palermo, in occasione della edizione siciliana lo scorso luglio. Diretto dall'affermato regista svedese Nima Sarvetsani, il documentario segue il viaggio di due giovani donne appena rilasciate da un carcere in Afghanistan. Mentre l'una fugge in Svezia per sopravvivere alla condanna a morte dello zio, l'altra fa perdere le sue tracce. Col ritmo incalzante di un thriller, questa straordinaria opera alza il velo sulla condizione femminile di chi vive in un paese impegnato in un tortuoso e faticoso cammino verso la crescita e la rinascita.  

Seguirà la proiezione di La Chana di Lucija Stojevic, coinvolgente opera in musica e ritratto intenso e completo di una delle più celebri ballerine di flamenco del novecento. Il film, che inaugura la sezione fuori concorso Music in doc, novità assoluta del festival, svela l'arte di una donna la cui danza tormentata priva di paragoni attirò l'attenzione del pubblico internazionale. Dopo l'uscita forzata dalle scene per volere di un marito despota, La Chana ricompare ormai anziana sul palcoscenico promettendo di far rivivere al pubblico le stesse emozioni di un tempo. Presso Ca' dei Ricchi, invece, sede dell'associazione TRA – Treviso Ricerca Arte, partner del festival, il programma di lunedì si apre alle ore 21.00 con un'opera tutta italiana, che è un omaggio appassionato al giornalismo d'inchiesta e al valore imprescindibile della libertà d'espressione. Si tratta di Dönüş–Return di Valeria Mazzucchi che, in concorso nella sezione Human rights, segue la vita di Jérôme Bastion, corrispondente di Radio France Internationale in Turchia. Interprete di 20 anni di vita di un paese scosso da violenza e di privazione della libertà, Jérôme viene raccontato nelle sue ultime settimane a Istanbul prima di andarsene, nel novembre del 2015. In questa opera, il ritratto di un uomo si mescola al ritratto di uno stato antidemocratico e oppressivo dei diritti civili. La serata di proiezioni a Ca' dei Ricchi si chiuderà alle 22.00 con Les deux visages d'une femme bamiléké di Rosine Mbakam. Il primo film in concorso nella sezione The Journey a essere presentato, compara la scelta di due donne camerunensi, madre e figlia: la prima, data in sposa a soli 18 anni a un uomo che non amava, trascorre i suoi giorni in campagna; la seconda approda in Belgio, a 27 anni, onorando così una libertà preclusa alle precedenti generazioni di donne del suo paese. I sentimenti e le emozioni tutte femminili fanno di questa opera una delle più toccanti dell'intera selezione.

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