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Per l’84% dei trevigiani lavorare da casa fa bene alla salute

Indagine su luoghi di lavoro e salute secondo i trevigiani. In ufficio, i principali rischi sono stress e postura. Per chi svolge attività più fisiche: cadute, infortuni e sostanze nocive

Lavorare da casa incide positivamente sulla salute rispetto alla normale vita da ufficio: la pensa così l’84% degli abitanti di Treviso, secondo i quali il cosiddetto smartworking – laddove applicabile - riduce lo stress (54%), dà il vantaggio di lavorare in un ambiente confortevole e su misura (17%) e permette di convertire il tempo risparmiato dal viaggio in una migliore gestione anche del proprio benessere (13%).

È il dato che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare, che ha indagato la percezione dei trevigiani sul rapporto tra salute e ambiente di lavoro. L'attività lavorativa, infatti, può condizionare in vario grado la salute dei lavoratori. In ufficio, il principale fattore di rischio, a detta di oltre un abitante di Treviso su tre (37%), è lo stress, con tutti i suoi possibili effetti sul benessere fisico e mentale. Seguono la postura (35%) e la sedentarietà (17%), mentre solo il 10% si dice preoccupato dalle possibili conseguenze sulla vista. In un ambiente quale la fabbrica, o comunque per chi svolge un'attività più fisica, invece, i fattori che incidono maggiormente sulla salute sono l'eventualità di cadute e infortuni (35%), il contatto, o l’esposizione, a sostanze chimiche potenzialmente nocive (29%) e i pericoli connessi al sollevamento di pesi e alla movimentazione di carichi (15%). Ma che cosa porta ad “ammalarsi” di lavoro? Per oltre un trevigiano su due (54%), la prima causa è la sottovalutazione dei rischi, seguita dalle pressioni e scadenze lavorative che possono indurre a comportamenti impropri e pericolosi (40%) e dall'inadeguatezza dell'ambiente di lavoro (27%). Per un ulteriore 17%, invece, la ragione risiede nella scarsa informazione in materia di sicurezza e salute fornita dal datore. L'azienda stessa, tuttavia, può fare la sua parte e prendersi cura della salute e del benessere dei dipendenti. I trevigiani hanno le idee chiare: in ufficio, i principali desiderata sono postazioni ergonomiche (60%), la possibilità di usufruire di abbonamenti a palestre e centri fitness (29%), una polizza sanitaria (27%) e incontri con uno psicologo del lavoro (10%). In fabbrica, invece, il datore, secondo gli intervistati, deve garantire il rispetto delle normative (77%), fornire strumenti e dispositivi di lavoro idonei ai dipendenti (69%) e mettere a disposizione check up mirati per il controllo e la prevenzione di possibili patologie (33%).

«Questa nuova ricerca del nostro Osservatorio sul welfare, giunto alla terza edizione - commenta Michele Quaglia, direttore commerciale e brand di gruppo - ha delineato un quadro preciso delle percezioni e delle preoccupazioni degli italiani sui fattori e i modi in cui l'attività lavorativa può condizionare la salute individuale. Una risposta efficace a questi temi e a questi bisogni arriva dal welfare, in cui Reale Mutua ha una grande esperienza. Da sempre mettiamo a disposizione sia dei singoli sia delle imprese per i loro dipendenti numerose soluzioni per la tutela della salute e del benessere, come prestazioni mediche, visite e check up clinici, anche a scopo preventivo, e un'ampia gamma di benefit per la cura del wellness e la soddisfazione dei lavoratori».

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