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La startup trevigiana "Jaes" si sviluppa e amplia inaugurando una nuova sede

Leader nel settore della ricambistica industriale, il fatturato aziendale ha superato i sei milioni di euro. Il tutto grazie ai due fondatori palermitani Claudio e Adalgisa Chiarelli

QUINTO Un’azienda giovane (è nata nove anni fa), che già fattura più di sei milioni di euro. E’ la Jaes (Japan American European Solutions S.r.l.) di Quinto di Treviso, che sabato prossimo amplierà la propria sede di ulteriori 400 metri quadrati. Una storia quasi da Silicon Valley, quella di Jaes, con i due giovani fondatori, Claudio e Adalgisa Chiarelli, allora di 27 e 32 anni, che conseguita la laurea decisero nel 2008 di creare tra le mura di casa, grazie a un computer, quella che ora si chiamerebbe una start up, la Jaes, da allora molto cresciuta e ben consolidata.

L’idea, maturata dall’esperienza maturata in soggiorni all’estero (Germania, Francia,  Irlanda, Cina, Giappone, Brasile) era  di creare un’azienda dedicata alla vendita di ricambi industriali. “Dopo aver lavorato a progetti per conto di Bmw, Audi e  Fiat – racconta Claudio Chiarelli - mi sono reso conto che la ricerca di uno specifico ricambio spesso era  un grosso problema dagli impatti notevoli per la produzione di queste aziende. La nostra idea è stata di creare un’impresa veloce nel dare risposte, snella nella struttura, nelle procedure e nei costi e con il know-how su tutta la componentistica per consentire di ridurre i costi di approvvigionamento di queste grandi realtà industriali risolvendone anche i problemi  di natura tecnica”.

Da qui nasce la Jaes, che oltre a supportare i suoi clienti industriali con la fornitura della ricambistica, con le sue competenze tecniche ha sviluppato al suo interno un network mondiale di logistica, che può spedire 1 kg come 1000 kg senza problemi, con quotazioni veloci e di qualità. Un network che diventa per aziende di ogni settore il referente per la ricambistica industriale idraulica, meccanica ed elettrica. “I primi anni di questo percorso – ammette Claudio Chiarelli -  sono stati difficili, in quanto non era facile ottenere credito dalle banche, e non era semplice lavorando da casa gestire tutti gli aspetti logistici, legati alla spedizione delle merci. Comunque, Jaes cresceva negli affari, anche senza una vera e propria struttura. Il capitale iniziale era stato di circa 30mila euro e per i primi tre anni decidemmo di lasciare tutti gli utili in azienda. Nel 2010 siamo diventati S.r.l. e l’anno dopo abbiamo chiuso con  un fatturato di 600mila  euro; nel 2012 riusciamo a lavorare con nuovi clienti americani, grazie ad un servizio che includeva anche lo sdoganamento della merce, e in quell’anno riuscimmo anche ad affittare il primo ufficio e avere i primi dipendenti chiudendo con un fatturato di 1.560.000,00 euro".

"Nel 2013 abbiamo iniziato a lavorare nei progetti del settore dell’automobile e a dare supporto alla progettazione di impianti industriali per quel settore chiudendo con circa 2.560.000 euro, l’anno dopo è stato sviluppato il settore energia e raffineria per ricavi a 3.400.000 euro. Alla fine del 2014 in Jaes abbiamo iniziato a sviluppare il nostro sito, fotografando tutti i ricambi che vendevamo e traducendo il tutto in 5 lingue diverse. Inoltre, abbiamo creato un traduttore di supporto per tutti i vocaboli tecnici composto da circa 300.000 vocaboli e questo ci ha permesso di essere notati da Google come sito interessante e da premiare. Dal sito sono arrivati, e continuano ad arrivare, nuovi clienti: oggi riceviamo giornalmente da 5 a 10 richieste da nuovi clienti a livello internazionale”. I fatturati continuano a crescere:  nel 2015 sono 4.040.000 euro e nel 2016, grazie ai nuovi clienti del canale internet più uno sviluppo massiccio del mercato tedesco, americano, del Kazakistan e del Messico si sono toccati 6,1 milioni di euro, per il 41% realizzato nei mercati esteri.

La nostra storia – dichiarano Adalgisa e Claudio Chiarelli -  dimostra che è possibile creare e far crescere un’impresa anche partendo da risorse limitate e che è possibile farlo a Treviso e in Veneto, un luogo che abbiamo scelto e che consideriamo strategico per il nostro settore, grazie ai volumi di esportazione e alle reti di logistica già attive. Jaes opera in una dimensione internazionale e collabora giornalmente con aziende di tutto il mondo. L’ampliamento della nostra sede è il segnale più visibile che questo sviluppo non si ferma, grazie alla tenacia e all’impegno dei nostri collaboratori. Oggi il nostro obiettivo è quello di riuscire a diventare uno dei primi smistamenti mondiali di ricambi industriali e allo stesso tempo un’azienda strategica nel mercato del nostro paese. Un traguardo ambizioso, ma siamo convinti che solo chi sogna impara a volare”.

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