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Alla scoperta della Loggia dei Cavalieri, dai nobili trevigiani del Libero Comune al "Nano"

Venne realizzata tra il 1276 e il 1277 dal podestà Giacomo da Perugia: era l'emblema del potere politico dell'epoca. Dopo l'oblio il lungo restauro di uno dei simboli della città

TREVISO E' uno dei simboli del centro storico di Treviso e solo tra il finire degli anni '80 e gli anni '90, dopo un lunghissimo e interminabile restauro, è ritornato ai fasti di un tempo, divenendo un piccolo “gioiello”. Parliamo della Loggia dei Cavalieri, lo storico edificio che si trova all'incrocio tra via Martiri della Libertà e via Indipendenza, quelli che furono il decumano e il cardo massimo, le principali strade della Treviso in epoca romana.

Prima del restauro la “Loggia” ospitava i banchi dei librai ambulanti Tarantola e di Tiziano Torzo, conosciuto però dai trevigiani con il soprannome di “Nano della Loggia”. Entrambe queste attività furono costrette ad abbandonare lo spazio per i lavori che dovevano svolgersi. Se la “Tarantola” è divenuta una normale libreria ancora oggi attiva meno fortuna ebbe Tiziano Torzo. Il suo banco (provvisto di giocattoli di ogni genere, pezzi d'antiquariato e molto altro ancora) venne spostato nella vicina piazza Crispi prima di chiudere definitivamente l'attività nel 2005. Il “nano della Loggia” morì alcuni anni dopo, nel giorno di Natale del 2013.

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L'edificio, in stile romanico, venne realizzato tra il 1276 e il 1277 dal podestà Giacomo da Perugia e rappresentava il simbolo del potere politico assunto dai nobili trevigiani nel periodo del Libero Comune: era un luogo di convegni, incontri, conversazioni e giochi per la nobiltà. Già alla fine del 1400 la Loggia, otturate le ampie arcate (che ora troviamo invece aperte) e chiusa da portoni, divenne un magazzino e attorno ad essa vennero realizzate numerose costruzioni.

Andato sempre più in abbandono nel corso dei secoli seguenti il monumento rischiò di scomparire prima, alla fine del XIX secolo, quando ne fu proposta la demolizione per creare una piazza, quindi durante il bombardamento di Treviso del 1944. Nei primi anni del Novecento la Loggia riprese vitalità e si decise per un primo restauro: si cominciò demolendo le abitazioni attigue e aprendo le attuali piazza Carducci e piazza Crispi. “Graziato” dal bombardamento, l'edificio è arrivato poi al restauro radicale e definitivo svolto degli ultimi decenni.

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