Suoni di Marca 2020, Giulio Casale: «A Villa Margherita sarà speciale»

Sabato 8 agosto gli Estra chiuderanno la 30esima edizione del festival trevigiano. Giulio Casale ci racconta l'attesa per una serata che si preannuncia ricca di emozioni

Gli Estra in concerto (Credits foto sotto: Marco Olivotto)

Manca sempre meno al ritorno degli Estra a Treviso. Sabato 8 agosto la band che ha segnato la musica trevigiana degli Anni '90 chiuderà la 30esima edizione di "Suoni di Marca" nella cornice "ritrovata" di Villa Margherita.

«Il merito - esordisce il frontman, Giulio Casale - va dato soprattutto all'associazione "La butto in vacca" che ha insistito a lungo per farci tornare a suonare insieme a Treviso. Lusingati dalla proposta e con la nuova edizione di "Suoni di Marca" alle porte, non potevamo lasciarci scappare una simile occasione. Torneremo a suonare dove ci eravamo già esibiti nel 2001, a Villa Margherita, in una serata indimenticabile con migliaia di persone presenti e a quasi 5 anni esatti da quel 9 agosto 2015, in cui abbiamo tenuto l'ultimo concerto del nostro tour per la reunion, culminato sempre a "Suoni di Marca", anche se sulle Mura di Treviso. Coincidenze incredibili ci legano a questa città».

Estra_Vascon_2017_06_24-354 (┬® Marco Olivotto)-2

Che tipo di concerto dovranno aspettarsi i fan degli Estra?
«Le nuove norme per la musica dal vivo ci porteranno a fare uno dei primi concerti della band con tutti posti a sedere, come in un grande teatro all'aperto, biglietti prenotati prima dello show e distanziamento sociale. Sarà diverso ma, allo stesso tempo, speciale. Daremo il massimo per trasmettere al pubblico il sound più autentico degli Estra. Non sarà un set acustico, ma l'occasione per ripercorrere le tappe salienti della nostra carriera. Mi piacerebbe che le canzoni in scaletta portassero al pubblico il nostro messaggio, senza bisogno di ulteriori parole: abbiamo cantanto da sempre il disagio e il senso di inadeguatezza verso il modo in cui l'uomo aveva ridotto il Mondo. Un'esperienza come quella del lockdown poteva essere l'occasione per una trasformazione radicale ma non sono certo sia avvenuta. Certo, non potrò più buttarmi in mezzo al pubblico sotto palco come un tempo ma la forza della musica ci sarà sempre».

Sarà un concerto unico o l'inizio di un possibile nuovo tour?
«L'idea è quella di suonare a Treviso e basta. La reunion vera e propria l'abbiamo iniziata nel 2014 quando ci eravamo ritrovati dopo oltre 10 anni di inattività, abbiamo scritto nuovi pezzi e girato l'Italia insieme. Fare le serate "amarcord" non è nelle nostre corde ma se dovesse esserci la voglia, dopo Treviso, di tornare a fare nuova musica io sarei sempre ben disposto a continuare a suonare insieme alla band anche negli anni a venire. Nel frattempo porterò avanti la mia attività come solista: un mese fa ho voluto andare contro tutte le logiche del mercato discografico e ho pubblicato "Bootleg #3" un disco registrato interamente dal vivo in un periodo che ha completamente stravolto il mondo della musica live».

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Come vede Giulio Casale il futuro della musica nei mesi a venire?
«Difficile fare previsioni: chi fa musica, soprattutto dal vivo, ha dovuto per forza di cose adattarsi ai cambiamenti radicali imposti dalla pandemia. Ho iniziato a registrare dei podcast audio per il web e le piattaforme social ma la dimensione dei concerti e della musica live è stata stravolta. Dal pubblico al backstage tutto è cambiato: dal 27 agosto tornerò in tour in giro per l'Italia e sono onorato di essere stato chiamato a suonare per la prossima inaugurazione del nuovo teatro di Mogliano Veneto che sarà intitolato a Giorgio Gaber»

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