Perde il lavoro a 59 anni, chiede l'elemosina sotto i portici: «Aiutatemi»

Daniele (nome di fantasia) è di Portogruaro e ha girato Veneto e Friuli per settimane: «Chiedo un lavoro, mi mancano quattro anni per andare in pensione»

Daniele ha girato Veneto e Friuli a caccia di aiuto

«Mi hanno detto che a 59 anni sono vecchio ma io mi sento ancora di poter lavorare». Inizia così la storia di Daniele (nome di fantasia), residente a Portogruaro che oggi 23 dicembre moltissimi triestini hanno visto chiedere l'elemosina sotto i portici di Chiozza, tra il viale XX settembre e l'inizio della zona pedonale di via delle Torri. Gli occhi rivolti verso il basso, un berretto da baseball in mano e un cartello appeso al collo con su scritto: «Ho perso il lavoro un anno fa. Chiedo aiuto per favore. Grazie». 

"Mi hanno detto: sei vecchio per lavorare"

Daniele ha 59 anni, una moglie e un figlio da sfamare e 17 anni di esperienza nel settore metalmeccanico. Da gennaio gira in lungo e in largo il Veneto e il Friuli Venezia Giulia chiedendo l'elemosina. «Undici mesi fa sono stato licenziato dopo ben 12 anni di lavoro. Quando mi hanno detto che ero vecchio non potevo credere alle mie orecchie. Mi hanno detto che preferivano assumere apprendisti giovani dandogli cinque euro l'ora. Io mi sento ancora di poter lavorare, non mi sento vecchio». 

La rassegnazione

Durante quest'ultimo anno però non ha fatto affidamento esclusivo sulla generosità della gente. «Ho firmato due contratti a tempo determinato di un mese e mezzo con le agenzie di lavoro interinale e poi quest'estate ho fatto diversi lavoretti». Il 59enne di Portogruaro sa arrangiarsi e non disdegna il tagliare l'erba o imbiancare appartamenti. «In passato ho fatto anche lo spazzino»: ha affermato, anche se la rassegnazione per la perdita del lavoro e la vita sulla strada appaiono evidenti in quello sguardo infelice. 

"Devo ancora finire di pagare il mutuo" 

Sua moglie è giuliana e nel frattempo fa le pulizie. «Cerchiamo di tirare avanti, abbiamo anche un figlio di 11 anni che va in prima media. Lui non sa che chiedo l'elemosina». Per il 59enne veneto: «La famiglia è il mio punto di riferimento, cerco di campare e di andare avanti anche perché dobbiamo ancora finire di pagare il mutuo». In tutti questi mesi è rimasto con il cappello da baseball in mano a Gorizia, Udine, Pordenone, Belluno, Treviso, Padova, Vicenza e Mestre. «All'inizio era strano e imbarazzante, ma con il tempo ci si abitua»: racconta.  

Non dà la colpa all'azienda

L'azienda, in base alla testimonianza di Daniele ha "preferito assumere apprendisti a cinque euro l'ora, così è riuscita a risparmiare anche un bel po' di soldi". Nonostante la perdita del lavoro, il 59enne veneto non dà la colpa né a i giovani, né all'azienda, che anzi, sembra quasi giustificare. «I titolari delle ditte -spiega- non fanno queste scelte perché vogliono guadagnarci di più, ma perché l'azienda stessa deve starci dentro con le spese». Dopo qualche giorno dal licenziamento, Daniele ha subito pensato di chiedere l'elemosina. 

"Qui in Fvg ho trovato gente molto generosa"

«Non è la prima volta che lo faccio»: anche se non vuole rendere pubblico il suo volto. «Mio figlio ha 11 anni, non voglio che sappia. Se è possibile però arrivare a ricevere 50, 60 euro al giorno, allora mi son detto: perché non provare? Cercando di avere la faccia tosta, mi sono deciso a farlo". «In Friuli Venezia Giulia ho trovato gente molto buona»: racconta il 59enne che, prima di concludere, chiede solamente la dignità di un lavoro. «Oggi pomeriggio una signora si è fermata e mi ha proposto di andare a fare un corso per diventare operatore socio sanitario e un altro signore mi ha detto che conosce una ragazza a Portogruaro che cerca persone per andare a raccogliere spazzatura. E' un lavoro che tornerei a fare senza problemi». 

Chiedo solo un lavoro

«Non mi sento affatto vecchio per fare un lavoro. Facendo i conti, se non cambiano ulteriormente le leggi, dovrei andare in pensione tra qualche anno anche se non ho nessuna intenzione di aspettare tutti questi anni. Voglio cercare di trovare qualcosa prima, insomma, un lavoro che mi dia un po' di tranquillità. Adesso tiriamo avanti con fatica, giorno per giorno e non so veramente come andranno le cose in futuro». 

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