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La storia dello stadio Tenni, il tempio del calcio trevigiano

L'impianto venne realizzato ed inaugurato nel 1933 e aveva la denominazione di stadio del Littorio. L'apice nel 2006 quando sul suo terreno si disputò la serie A

TREVISO E' il tempio del calcio trevigiano, ora relegato tristemente nelle favelas del pallone nazionale, con i biancocelesti in Eccellenza. Sul suo terreno, ai tempi della serie A, hanno giocato i grandi campioni delle squadre più blasonate d'Italia. Parliamo dello stadio “Omobono Tenni” che venne intitolato al mitico motociclista lombardo, ma trevigiano d'adozione, il 5 ottobre del 1963. L'impianto venne realizzato ed inaugurato trent'anni prima nel 1933, nel pieno del ventennio fascista, e aveva la denominazione di stadio del Littorio. Lo stadio poteva contenere circa 12mila spettatori. Per anni, complice anche la militanza del Treviso nelle serie minori, non vi furono interventi significativi. Nel 1997, con la promozione in serie B dei biancocelesti, il “Tenni” dovette sostenere una ristrutturazione che portò la capienza a 9.435 posti.

Nel frattempo il Treviso fu costretto a disputare le partite interne di campionato allo stadio Monigo, condividendolo con il Benetton rugby. Solo nel febbraio del 1998 il Treviso poté “tornare a casa” e i biancocelesti celebrarono quella seconda inaugurazione con una vittoria per 2-1 sul campo del Perugia. Con la promozione in serie A del 2005 la situazione si complicò maggiormente: il povero “Tenni” non rispettava i requisiti minimi per la massima serie e ci volle una modifica alla legge Pisanu (una specie di postilla “ad personam” per la Marca) per permettere al Treviso a giocare le sue partite in città. L'esordio e le prime partite interne si giocarono all'Euganeo di Padova. Chi non ricorda le immagini dell'allora ex sindaco Gentilini con le valigie allo stadio, a celebrare simbolicamente il ritorno a casa. Era il 23 ottobre 2005 e i padroni di casa persero 1-2 con l'Empoli.

Nell'estate del 2006 la vecchia tribuna A dello stadio (mai precedentemente ristrutturata) venne abbattuta e sostituita da una nuova struttura capace di circa 700 posti, inaugurata il 16 ottobre con la partita Treviso-Juventus (0-1, campionato di serie B). La capienza, al termine di questi lavori, venne quindi fissata a 9996 posti. A seguito dell'inasprimento delle norme antiviolenza decretate dal ministro Amato dopo i disordini avvenuti a Catania il 2 febbraio 2007 (il delitto Raciti), l'inadeguatezza dell'impianto è tornata d'attualità, sebbene dall'agosto 2007 sia stato dotato di tornelli per la lettura di biglietti elettronici (venduti in seguito al fallimento della gestione Setten), telecamere di videosorveglianza e steward durante le partite, in ottemperanza alle leggi in vigore.

La grande vicinanza al centro storico e a molti condomini (alcuni potevano gratuitamente e comodamente assistere alle partite dal terrazzo di casa) ha creato negli anni gravi problemi di sicurezza, soprattutto in occasione delle partite più “calde”: il clou era l'atteso derby con il Venezia. Più volte il Tenni sembrò destinato alla distruzione, con l'idea di costruire un impianto più moderno fuori città, a Mogliano: progetti per ora rimasti nei cassetti e mai realizzati, complice anche il declino sportivo della Treviso calcistica.

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