Da Treviso a Los Angeles per aiutare i veterani di guerra con American Peace Keepers

Lei è Valentina Bottan, 22enne trevigiana ora a Los Angeles per aiutare ex militari, donne vittime di abusi e madri single, bambini vittime di bullismo e orfani

TREVISO Da Treviso alla California per un viaggio di sola andata. Dalla laurea alla NABA di Milano in Media Design e Arti Multimediali all'apertura di una organizzazione no-profit negli USA dal nome "American Peace Keepers". Il tutto grazie all'amore per un ragazzo americano e ad un'innata propensione ad aiutare il prossimo. Lei è la 22enne trevigiana Valentina Bottan, da poco trasferitasi a Los Angeles dopo essersi laureata lo scorso dicembre qui in Italia, ora deus ex machina di una "onlus" che si propone di aiutare in maniera concreta veterani di guerra, donne vittime di abusi e madri single, bambini vittime di bullismo e orfani. Un'associazione dedita quindi alla solidarietà e alla beneficenza, gestita e promossa da "angeli in moto", quei famosi "bikers" che spesso di vedono nei film hollywoodiani e che tanto incutono timore nello spettatore e non solo, ma che invece nascondono un lato dolce e un grande cuore. Volete saperne di più? Allora scopriamo insieme Valentina e American Peace Keepers attraverso qualche domanda di rito...per capire dall'interno questa interessante attività oltreoceano, motivo di orgoglio per la nostra città grazie ad un progetto ambizioso e realizzato per una buona causa.

"Buongiorno dalla California! Che dire di me...Sono nata e cresciuta a Treviso dove alle superiori ho frequentato il Liceo Linguistico al Pio X, i cui professori di lingua non smetterò mai di ringraziare: senza di loro non vivrei ora all'estero - ci racconta Valentina - Dopodichè, successivamente al diploma, ho frequentato l'università a Milano che all'epoca offriva un corso che spaziava da grafica, video making, fotografia, storia del cinema e molto altro. Ho scelto questo percorso di studi perchè fin da piccola sono sempre stata affascinata dal mondo dei film, degli attori e da tutto ciò che ci gira attorno, ma soprattutto perchè ho una grande passione per tutto ciò che è visuale, come la grafica e la fotografia. La laurea però non mi è bastata e quindi, qui a Los Angeles, ho fatto anche due mesi di corso in Social Media Marketing alla UCLA".

"Ho comunque sempre viaggiato molto, sin da quando ero piccola, tanto che la mia prima volta in America è stata con la famiglia quando avevo 16 anni e da quel momento ci sono ritornata ogni anno con la mia migliore amica, fino ad ora che sono qui per rimanerci definitivamente, perchè mi sono innamorata di questo Paese e delle persone che ci vivono - dice un emozionata Valentina - E' da quando avevo 16 anni che ho infatti 'il pallino' degli Stati Uniti e mi ero ripromessa di venirci a vivere ed ora il mio sogno si è realmente avverato, e per quello che ho studiato non c'è posto migliore per cominciare. Tra l'altro, questa estate ero già qui per una vacanza e, senza cercare l'amore, ho comunque conosciuto il mio attuale ragazzo con cui convivo, Andrew Hancock dall'Ohio, e da lui è nato tutto il resto. Ecco allora che nel mio futuro farò tesoro dei valori italiani per avere una bella famiglia e un magari anche un ranch, perchè tra poco ci trasferiremo in Tennessee e perchè a me mancano le colline, la natura e gli animali che ero abituata a vedere a casa, quindi mi immagino proprio immersa nel vecchio 'Sogno Americano'!".

"Da due settimane però, con Andrew, abbiamo aperto una 'non-profit' che aiuta veterani di guerra rimasti senzatetto, madri sigle e vittime di abusi, bambini colpiti da bullismo e anche orfani, oltre ad avere persino un numero verde per prevenire i suicidi e correre in soccorso di chiunque abbia bisogno d'aiuto. La cosa interessante è che 'gli angels' che risponderanno a queste chiamate sono un gruppo di 15 motociclisti, fanatici di Harley-Davidson, come quelli che noi italiani ci immaginiamo nei film, ma con un ruolo completamente diverso, ossia quello di cambiare l'America. Una volta raggiunto un certo numero di donazioni apriremo poi 10 campground (campeggi, n.d.r.) in tutta l'America per ospitare queste persone ed aiutarle a ricominciare da capo. Tra l'altro a maggio partiremo per due mesi in moto, campeggiando per 48 stati con l'obiettivo di promuovere l'iniziativa".

Ma qual è il reale obiettivo di American Peace Keepers? "Il nostro target è quello di aiutare l'America, perchè non è il "Paradiso" come in tanti pensano...Noi, in particolare, utilizzeremo il 100% delle donazioni per aiutare veterani senzatetto (non immaginate neanche quanti ce ne siano, quasi tutti sono ex militari e questo non è giusto perchè hanno lottato per l'America e ora la stessa America gli ha dimenticati), poi donne vittime di abusi e madri single, bambini vittime di bullismo e orfani (e anche qui i numeri sono pazzeschi). Sono tutte persone che non si meritano tutto ciò, e quindi noi siamo qua per aiutarli, nel nostro piccolo, comprandogli un pranzo, una giacca e molto altro ancora". Cosa vi ha spinto però a tuffarvi in questa "avventura sociale"? "Io sono saltata in questa avventura quando ho conosciuto il mio ragazzo. Ma è partito tutto da lui, io ho solo creduto nel suo sogno. Per quanto mi riguarda, grazie agli studi che ho fatto, mi occupo di promuovere l'iniziativa sui social media, realizzando foto, video ecc...L'idea ad Andrew è venuta invece due anni fa dopo un incidente: era infatti in moto, mentre tornava da lavoro, quando un camion lo ha investito a causa del fatto che il guidatore stava messaggiando al telefono senza concentrarsi sulla strada. Fu così che il mezzo pesante l'ha trascinato per alcuni di metri e lui si è perciò rotto la schiena ed ora è permanentemente disabile, nel senso che zoppica e la schiena gli duole sempre. Ciò che lo ha salvato è stato il fatto di essere un bodybuilder e quindi 'grande e grosso'. Ha passato però comunque un anno a letto, ma così ha avuto tempo per pensare ad ogni dettaglio riguardo AMPAK (American Peace Keepers). Alcune idee gli sono venute poi anche dal suo passato: sua mamma e una nonna erano infatti orfane e sono state adottate, mentre nel periodo di crisi lui è stato anche un barbone, giovanissimo perchè aveva 25 anni, e un membro della sua famiglia si è persino suicidato. Una vita non molto facile quindi, ma non ha mollato e la bontà di questo ragazzo mi ha fatta innamorare di lui e credere nel suo sogno, cosi che il 13 marzo scorso abbiamo lanciato la non profit".

Cosa farete ora di concreto però per tutte le persone che hanno bisogno di voi? "Viaggeremo per gli USA, anche con gli altri membri del gruppo: per esempio ogni Stato avrà un club e ogni club avrà un 'capo' incaricato di portare i soldi delle donazioni in giro per comprare cibo, vestiti, pagare le bollette o la scuola ai meno fortunati. Tutte le persone che lavoreranno saranno poi dei bikers, esclusivamente motorizzati Harley-Davidson, i quali partiranno quando ci sarà qualcuno in difficoltà". Da quello che racconta, Veronica sembra essere una persona altruista e fortemente dedicata al prossimo: "E' vero, per me l'altruismo è molto importante, perchè non tutti sono fortunati e hanno perciò bisogno di essere aiutati, ma non ho mai avuto nè il tempo nè le capacità di creare qualcosa di così ambizioso e sono grata ogni giorno di far parte di questa avventura. Se avremo abbastanza denaro ci piacerebbe anche fare dei concerti di beneficenza o magari portare i bambini a Disneyland o allo zoo. Inoltre, appena arriveremo ad un certo numero di donazioni (le prime tre sono arrivate addirittura da Treviso, se volete contribuire cliccate QUI), apriremo 10 campeggi in tutti gli USA, dove queste persone bisognose d'aiuto saranno trasferite e dove inizierà il loro 'restarting program' che consiste in alcune ore di volontariato in mensa, nel giardino e in altri luoghi di comunità...e cercheremo poi di aiutarli a ritrovare un vero lavoro e a ricominciare una nuova vita. Proprio per questo a maggio partiremo per due mesi in moto, per 48 Stati e campeggiando: il viaggio servirà per promuovere l'iniziativa, ma anche per aiutare le persone che troveremo lungo il tragitto. Sarà un grande avventura per me, ma non vedo l'ora di partire!".

Per concludere questa bella chiacchierata è però d'obbligo una domanda: cosa ti manca dell'Italia e cosa invece invidi agli americani? "Dell'Italia mi manca il cibo, di Treviso la bellezza della nostra città, il poter andare a fare un giro in centro...ma anche la bellezza del Veneto: io sono infatti innamorata di Asolo, di Bassano del Grappa e delle Alpi, tanto che a Natale ci ho portato anche Andrew (ci ha lasciato il cuore, adora Treviso!). Chi mi manca di piu è però la mia famiglia, i miei genitori e mia sorella, perchè senza il loro supporto non sarei qui e gli ringrazierò sempre per aver creduto nei miei sogni. Per quanto riguarda l'America invece, invidio i parchi naturali che ci sono e la gentilezza delle persone: qui ci sono opportunità anche per chi è veramente giovane, come me...Qui credono nei ragazzi e soprattutto gli ascoltano!"...A questo punto allora non ci resta che augurarti buon viaggio Valentina!

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