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Sabato, 21 Maggio 2022
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Una troupe di Rai 1 alla scoperta della storia della Confraternita di Valdobbiadene

I conduttori di “Linea Verde”, Beppe Convertini e Beppone Calabrese, nominati ambasciatori del Conegliano Valdobbiadene Docg. L’investitura ufficiale nella prossima puntata della trasmissione che andrà in onda domenica.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

È rimasta a Valdobbiadene per due interi giorni. La troupe della popolare trasmissione televisiva di RAI 1 “Linea Verde” ha registrato nelle scorse settimane proprio nel cuore delle Colline UNESCO una parte della puntata che andrà in onda domenica 20 febbraio 2022. Tra le location visitate, e diventate set televisivo, c’è la cella vinaria di San Pietro di Barbozza, storica sede della Confraternita di Valdobbiadene. I conduttori Beppe Convertini e Beppone Calabrese hanno avuto la possibilità di accedere a un luogo esclusivo, fortemente evocativo e che trasuda tradizioni: «Sono stato felice – afferma il Gran Maestro Enrico Bortolomiol – di aprire le nostre porte alle telecamere della rete pubblica ammiraglia, di fronte alle quali ho avuto modo si raccontare la nascita e la mission della Confraternita. Credo sia una bella occasione per far conoscere a livello nazionale un territorio, le sue radici storiche, culturali e il suo prodotto principe».

All’interno della cella vinaria, sulla cui volta spicca un antico e scenografico affresco, e alla presenza dei Confratelli, ai conduttori di “Linea Verde” è stata riservata una piacevole sorpresa: «Nel corso di una breve cerimonia - prosegue Bortolomiol - abbiamo infatti insignito Beppe Convertini e Beppone Calabrese del titolo di ambasciatori del Conegliano Valdobbiadene. Un’onorificenza che i due hanno apprezzato moltissimo e che è stata conferita di fronte all’assemblea della Confraternita, come vuole il rito, al tocco della campana e in seguito al giuramento dei neofiti».

Una cerimonia suggestiva, che mostrerà la coppia Convertini-Calabrese paludata nel classico mantello color rubino che contraddistingue la Confraternita di Valdobbiadene. Una storia, quella della Confraternita, che affonda le radici nel lontano 1946. In un contesto rurale post bellico denso di orrori, ma anche carico di speranza, quattro enologi visionari - Umberto Bortolotti, Giuliano Bortolomiol, Doretto Brunoro e Mario Geronazzo - diedero vita alla prima Confraternita d’Italia non a carattere religioso, allo scopo di valorizzare e promuovere la produzione vitivinicola delle colline del Conegliano Valdobbiadene, sviluppare le migliori tradizioni della produzione territoriale e favorire l’elevazione culturale ed il perfezionamento tecnico dei Confratelli. Sono ancora queste le pietre angolari della Confraternita di Valdobbiadene, che continua a ricoprire il ruolo di garante delle tradizioni e della sostenibilità ambientale, facendosi nel contempo alfiere della qualità di un prodotto che contraddistingue, conferisce carattere e rende unico questo territorio.

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