La "Sfida" di Valentino Moro per ricordare la montagna ferita da Vaia

Foss Marai, nota azienda spumantistica di Valdobbiadene e lo scultore trevigiano hanno scelto di donare un monumento al Comune di Colle Santa Lucia, in celebrazione del meraviglioso territorio delle Dolomiti ed in memoria della tempesta che nell’ottobre del 2018 ne devastò una vastissima superficie

L'opera di Valentino Moro in lavorazione

Lo scultore trevigiano Valentino Moro sta completando in questi giorni i lavori della sua ultima, sorprendente opera in ferro, realizzata a mano: un larice lungo sette metri, che si presenta sradicato dal terreno – a rappresentare la devastazione – ma con il germoglio di una nuova esistenza che si sviluppa, fiera, dal suo tronco tramortito. La scultura, nominata Sfida, proprio per raffigurare lo sforzo vittorioso del ritorno alla vita, è stata richiesta all’Artista dal Comune di Colle Santa Lucia (BL) e verrà installata, a settembre, nella Località “Belvedere” del paese medesimo, a picco sul vuoto, di fronte all’incantevole veduta della Marmolada (foto qui sotto).

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La famiglia Biasiotto di Foss Marai, da sempre vicina al mondo dell’arte, ha colto la sensibilità di Valentino Moro ed il profondo significato di questo progetto. Per questo motivo, ha deciso di sostenerlo e di valorizzarlo, dandone il massimo risalto anche attraverso mirate attività di comunicazione. Il Comune di Colle Santa Lucia organizzerà, presso il “Belvedere”, una cerimonia di inaugurazione dell’opera, prevista per sabato 10 ottobre alle ore 11.00. Saranno presenti diverse Autorità, tra le quali il Presidente della Regione Veneto, il Presidente della Provincia di Belluno ed i Sindaci delle diverse Località interessate.

«Le mani eccezionali di Valentino Moro -scrive la curatrice, Lorena Gava- hanno dato vita ad una scultura di sorprendente impatto visivo e scenico. Il ferro che da oltre 40 anni costituisce la materia prediletta dall’artista, viene piegato nella rappresentazione suprema di un albero, potente leitmotiv al centro della poetica e della sensibilità dell’affermato scultore trevigiano. Apparentemente in bilico tra terra e cielo, quasi sfidando la gravità, un tronco spezzato, robusto e nodoso, protende il suo corpo nel vuoto, bloccato al suolo dalle radici ancorate al bellissimo avamposto denominato “Belvedere” di Colle Santa Lucia (BL). Incredibilmente, da un ramo del fusto tramortito, si innalza una vita nuova, un novello larice, nobile e prodigioso a testimonianza del trionfo, sempre e comunque, dell’istinto alla sopravvivenza, in qualsiasi condizione e circostanza. Un’opera che sintetizza magnificamente la volontà di resistere, di superare il dolore dell’immane tragedia della tempesta Vaia che nell’ottobre 2018 ha provocato lo schianto di milioni di alberi e la distruzione di migliaia di ettari di foreste nella regione alpina del triveneto. Dopo la celebre mostra nel 2017 a Cortina D’Ampezzo e in quota nei luoghi della Grande Guerra, Valentino Moro torna a commuoverci con un monumento che, perfettamente in linea col suo universo stilistico, da una riflessione sulla sconfitta, trae linfa viva per guardare con fiducia al presente e al futuro».

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Valentino Moro

Affascinato dalla materia e dalla magia delle mani, da oltre quarant’anni lavora, modella e “scolpisce” il ferro con esiti di straordinaria maestria e abilità. Da tempo esplora la materia oltre i confini dell’artigianato fino a trovare una propria invenzione della forma.

La passione quasi viscerale per il ferro inizia all’età di quattordici anni quando, nella bottega del cugino, apprende le tecniche basilari legate alla forgiatura e saldatura. Attraverso l’esercizio e la prassi costante, superati i vent’anni, intraprende un cammino da solista che lo porta sui sentieri dell’arte. Il ferro si piega a leggere e reinterpretare il mondo della natura, nella fattispecie la pianta della vite che con i tralci nerboruti e contorti rappresenta una sorta di sfida al suo inesauribile estro creativo. Grappoli d’uva e melograni popolano le creazioni, tronchi possenti e rami flessuosi sono il simbolo di una terra ubertosa e di un paesaggio la cui bellezza è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità.

La progettualità di Valentino Moro trova nel disegno un medium speciale, come nelle passate botteghe rinascimentali. L’esperienza grafica, infatti, traduce le forme complesse che il ferro e il fuoco, nell’ incantevole processo alchemico, restituiscono in fogge tridimensionali perfettamente eseguite. Accanto al ferro, la pietra, il vetro e il cemento costituiscono l’orizzonte in cui le mani si muovono magistralmente e alacremente per definire opere sempre nuove che, in tempi recenti, hanno assunto le dimensioni e le proporzioni di autentici monumenti. L’inconfondibile linguaggio reso possibile da una eccezionale sapienza tecnica rendono il suo stile unico, capace di slanci e virtuosismi decisamente attuali che confermano la vocazione a impensabili innovazioni sul solco di una tradizione antica che ancora oggi tanto affascina e attrae.

Foss Marai

Fondata nel 1986 a Guia nel cuore del Valdobbiadene D.O.C.G. – che tuttora ne ospita la sede storica in uno spazio polifunzionale in cui territorio, produzione e architettura convivono per celebrare l’essenza stessa del lifestyle Foss Marai – l’azienda spumantistica della famiglia di Carlo Biasiotto è oggi un nome di riferimento nel panorama degli spumanti italiani.

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Rimasta intenzionalmente piccola nei volumi – ma tra le più grandi della propria derivazione per standard qualitativi, competenza tecnico-artigianale e sperimentazione – l’azienda Foss Marai nasce da un approccio consapevole e rispettoso della terra in cui affonda le radici: “leniter in itinere” è il manifesto di una cultura familiare incentrata sul far convivere tradizione vitivinicola ed avanguardia, all’insegna della sostenibilità ed alla costante ricerca dell’eccellenza.

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