Come coltivare un bonsai e farlo crescere sano

Imparare a prendersi cura di un bonsai non è così difficile come si potrebbe pensare. Le regole da seguire sono poche, ma molto precise

“Bonsai”, che tradotto dal giapponese significa “piantato in vaso piatto”, è l’appellativo utilizzato per indicare quegli alberi che vengono volontariamente mantenuti nani, attraverso tutta una serie di tecniche volte a garantirne le dimensioni e il benessere nel tempo.

Originarie della Cina e poi perfezionate in Giappone, queste metodologie costituiscono una vera e propria “arte del bonsai”. Devono rispecchiare, infatti, l’estetica e la filosofia orientale dell’armonia: l’intera composizione deve essere una miniatura della Natura che ci circonda, dalle forme coniche dei tronchi alle dimensioni ristrette delle foglie. Il tutto deve infondere allo spettatore sensazioni di pace e quiete, dando al contempo prova di forza e maturità.

L’arte dei bonsai (sai significa piantare ma anche educare), coltivare un bonsai significa non solo creare un’opera di grande fascino ma rappresenta anche un esercizio, fisico e mentale, per chi se ne prende cura.

È una premessa essenziale se si è deciso di acquistare un bonsai. Piccolo e di grande effetto è anche un’idea originale da regalare per il compleanno o per Natale perché simboleggia la vita e la grandezza della natura che ci circonda, quindi ogni occasione è giusta per far capire a qualcuno quanto gli vogliamo bene.

La coltivazione del bonsai

Le varietà di bonsai sono tante e anche le dimensioni: per iniziare a coltivarlo bisogna procedere per gradi e si possono seguire due strade. Possiamo decidere di piantare i semi e quindi veder sbocciare la pianta giorno dopo giorno, oppure acquistarlo direttamente da esperti.

In ogni caso vanno ricordare due regole d’oro:

  • se ci affidiamo ai semi il periodo ottimale per piantarli è la primavera;
  • se siamo alle prime armi dobbiamo scegliere una varietà semplice e che richiede poche potature per evitare errori e non lasciarci scoraggiare.

Quale terriccio scegliere

Tutto parte dal terriccio, la linfa vitale delle piante da cui prendono nutrimento e il bonsai non è da meno, è importante scegliere un terriccio che abbia:

  • una buona ritenzione idrica per trattenere l’acqua necessaria;
  • un adeguato drenaggio per eliminare l’acqua in eccesso;
  • una giusta areazione che assicuri ossigeno alle radici e mantenga i batteri buoni.

Quando innaffiare il bonsai

Se per noi l’acqua è importante per il bonsai lo è ancora di più, perché la giusta umidità può far sopravvivere più a lungo l’alberello. Quindi quando è giusto innaffiarlo? Nel momento in cui ci accorgiamo che il terriccio è asciutto al tatto e alla vista, è arrivato il momento di dargli la sua dose d’acqua, facendo attenzione ad eliminare qualsiasi ristagno nel sottovaso.

Il terriccio inoltre, deve essere fertilizzato e concimato con prodotti naturali e di qualità.

Dove posizionare il bonsai

Il terriccio e l’innaffiatura non sono gli unici “ingredienti” per avere un bonsai sano e che duri nel tempo, anche la posizione ha un ruolo centrale. Deve essere collocato in una zona luminosa, senza sbalzi di temperature e una umidità non eccessiva.

La posizione del bonsai, però, non deve essere sempre la stessa durante tutto l’anno, varia in base alle stagioni. In primavera ed estate, la pianta può rimanere all’aperto. Quando invece fa freddo, meglio metterla in un luogo riparato soprattutto se è una varietà delicata.

Come potare il bonsai

I bonsai hanno un aspetto caratteristico, ordinato e ben curato e questo è merito della potatura che aiuta anche a contenere le dimensioni. Per avere un successo assicurato, il nostro compito è quello di eliminare i rami e le foglie secche. Quelli “giovani”, invece, non devono essere potati perché sono proprio loro che generano nuovi fiori o frutti.

Oltre ai rami anche le radici possono essere tagliate e il momento migliore è quello del travaso.

Come travasare il bonsai

Veder crescere il bonsai è un piacere per la vista e l’umore, ma più è giovane e più ha bisogno di attenzioni e il travaso è una delle fasi più importanti. Inizialmente, bisogna ripetere questa operazione ogni 12- 24 mesi, mentre per gli alberelli che hanno superato i sei anni possiamo evitare di cambiare il vaso.

La primavera è il periodo giusto per il rinvaso, perché in questa stagione le radici possono essere potate senza compromettere la salute della pianta.

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