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Quando si possono accendere i termosifoni a Treviso?

Sono bastate poche ore di freddo la sera a far spuntare questa frase. L'accensione della caldaia è normata per legge in base alla zona climatica di residenza. Scopri le regole a Treviso

Con l'inizio dell'autunno e il calo delle temperature, chi abita in un condominio si chiede: quando accenderanno i riscaldamenti? L'orario e le date di accensione variano da zona a zona, considerando anche la differenza di clima tra Nord e Sud. Infatti, esistono delle regioni italiana che sono interessate prima dal freddo, motivo per cui è necessario accendere i riscaldamenti in anticipo. In provincia di Treviso dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore nell’arco di una giornata.

L'accensione della caldaia condominiale è regolamentata dalla legge 10-1991che stabilisce quando si può accendere il riscaldamento centralizzato in relazione alla zona climatica dove ricade la propria abitazione. Secondo la norma, al Nord si possono accendere dal 15 ottobre, mentre al Sud la data è fissata per il 15 novembre.

Quando accendere i termosifoni

L’inizio della stagione termica è vicina: l’avvio ufficiale è il 15 ottobre e si potranno tenere accesi i termosifoni fino al 15 aprile 2022. In caso di freddo improvviso o prolungato, saranno i sindaci a decidere se anticipare o posticipare l’accensione dei riscaldamenti.

Inoltre, la temperatura si deve attestare sui 20° C (con una tolleranza di 2° C) per un massimo di 14 ore al giorno con la possibilità di frazionare l’orario giornaliero in due o più blocchi. L’importante è che l’accensione avvenga nella fascia oraria coperta tra le 5 e le 23.

Per quanto riguarda i riscaldamenti, l’Italia viene divisa in fasce climatiche, ognuna con un calendario differente.

15 ottobre - 15 aprile

  • Zona F: non ci sono limitazioni di tempo ed orario e comprende le montagne delle Alpi, di Belluno e di Trento
  • Zona E: i termosifoni possono rimanere accesi per un massimo di 14 ore e comprende le province di Alessandria, Aosta, Asti, Bergamo, Biella, Brescia e Como. E ancora da Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bolzano, Ferrara, Gorizia, Modena, Parma, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e Rovigo. Infine da Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, Campobasso, Enna, L’Aquila e Potenza

1 novembre - 15 aprile

  • Zona D: i termosifoni possono rimanere accesi massimo 12 ore al giorno e comprende le province di Avellino, Ancona, Ascoli Piceno, Caltanissetta, Chieti, Forlì, Firenze, Genova, Grosseto, Isernia, Livorno e Lucca, Macerata, Massa Carrara, Foggia, Matera, Nuoro, Pesaro, Pisa, Pistoia, Prato, Pescara, Roma, Siena, Terni, Teramo, Vibo Valentia e Viterbo

1 novembre - 31 marzo

  • Zona C: il riscaldamento può rimanere in funzione per un massimo di 10 ore nelle province di Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari e Taranto

15 novembre - 31 marzo

  • Zona B: i termosifoni potranno rimanere accesi non più di 8 ore nelle province di Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani

1 dicembre - 15 marzo

  • Zona A: non si possono superare le 6 ore al giorno e comprende Porto Empedocle, le isole Linosa e Lampedusa

Cosa fare prima di accendere i termosifoni

Prima di accendere i termosifoni ci sono dei controlli da fare per avere la certezza di un impianto sicuro e a prova di legge.

Manutenzione della caldaia

La prima cosa da fare è accertarsi di aver effettuato la manutenzione ordinaria della caldaia prevista per legge. Il controllo periodico e regolare permette di:

  • Avere un apparecchio efficiente
  • Prevenire eventuali guasti
  • Ridurre i consumi
  • Ridurre l’inquinamento

Manutenzione dei termosifoni

Come la caldaia, anche i termosifoni devono essere controllati prima dell’accensione e avere un impianto funzionante, in grado di scaldare in modo efficiente casa. I controlli sono semplici e possono essere eseguiti anche con il fai da te.

Sfiatare i termosifoni

All’interno dei termosifoni spenti, si possono formare delle bolle d’aria, per eliminarle basta:

  • Spegnere la caldaia
  • Controllare che la pressione dell’acqua sia tra il valore 1 e il valore 2
  • Posizionare un contenitore sotto i termosifoni
  • Aprire le valvole  di sfiato lentamente
  • Fare uscire tutta l’aria fino a quando non uscirà l’acqua
  • Controllare la pressione della caldaia e, se è scesa, ripristinarla
  • Riattivare la caldaia

Pulire i termosifoni

Prima di accendere i termosifoni è bene pulirli per eliminare la polvere che con il calore potrebbe sollevarsi e diffondersi nell’ambiente. Con un panno in microfibra si deve pulire bene tra un elemento e l’altro, per eliminare ogni residuo è possibile farsi aiutare da un aspirapolvere. Infine bisogna lavare il calorifero con il vapore per disinfettarlo ed eliminare germi e batteri.

Individuare possibili guasti

Quando l’impianto è attivo, si deve verificare che il termosifone funzioni correttamente, che non perda acqua e che non ci siano temperature differenti tra un radiatore e l’altro. Nel caso in cui si dovesse verificare uno di questi problemi bisogna contattare un professionista che potrà individuare il guasto e ripararlo nel modo corretto.

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Mai più di 20 gradi

Secondo quanto previsto dalla legge, non è possibile superare i 20 gradi centigradi. Ci sono due gradi di tolleranza per abitazioni, scuole e uffici. Scende invece fino a 18 gradi il limite per gli edifici adibiti ad attività artigianali e industriali. Si tratta di limiti di temperatura ritenuti adeguati per svolgere al meglio le attività lavorative e per la vita quotidiana.

Il superamento dei limiti non è dannoso soltanto perché non si rispetta la legge, ma fa aumentare la spesa economica, oltre a danneggiare l'ambiente con l'inquinamento.

Differenza tra riscaldamento autonomo o centralizzato

Quale dei due conviene? Fino a qualche anno fa le differenze erano minime, ma al momento si risparmia con il riscaldamento autonomo in quanto è migliorata l’efficienza energetica di impianti ed è aumentata l’installazione degli impianti per energie rinnovabili. Ma con la riforma del 2012 è possibile passare al riscaldamento autonomo anche in un condominio, un'opportunità per le case di nuova costruzione per cui è possibile fruire dei bonus fiscali sulla riqualificazione energetica. Ovviamente, il riscaldamento autonomo permette di regolarlo in base alle proprie abitudini e mette al riparo da eventuali somme ulteriori da pagare in caso di condomini che non adempiono alla propria quota.
 

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