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Cronaca

Nutrie, in arrivo 750 pettorine per i cacciatori autorizzati dalla Provincia

Il Comune di Treviso ha le mani legate in materia di animali selvatici, perciò interviene la Provincia. Da fine febbraio entreranno in azione 750 cacciatori abilitati dall'ente e autorizzati a sparare ai castoridi

Saranno 750 i cacciatori di nutrie autorizzati, non dal Comune ma dalla Provincia di Treviso, ed entreranno in azione a fine febbraio.

Per far fronte al problema del diffondersi delle nutrie, che stanno pericolosamente corrodendo gli argini dei fiumi e hanno raggiunto ormai quota 5mila esemplari nel territorio, il Sant’Artemio ha deciso di schierare un esercito di cacciatori.

Ridimensionando l’invito del vicesindaco Giancarlo Gentilini a imbracciare il fucile e sparare a vista agli animali, la Provincia ha disposto il confezionamento di 750 gilet gialli, con la scritta “Provincia di Treviso – Controllo della Nutria”, da consegnare ai cacciatori autorizzati e abilitati dopo un corso ad hoc.

I “controllori” delle nutrie potranno fare fuoco anche fuori dalla stagione di caccia, ma non all’interno del Parco del Sile dove i castoridi sembrano riprodursi a velocità record.

Il Parco è un’area protetta, e, quindi, è vietato l’abbattimento degli animali che lo popolano. Qui le nutrie potranno essere “solo” catturate con apposite gabbie, nelle quali, però, non potranno restare per più di tre ore pena la denuncia di maltrattamenti.

I cacciatori della Provincia dovranno quindi alternarsi in giri di controllo, ogni tre ore, per verificare se vi siano animali intrappolati e, in caso positivo, sedarli e abbatterli all’esterno del Parco.

Nonostante i proclami dello "Sceriffo" di fronte alle nutrie Ca’ Sugana ha dovuto deporre le armi e cedere il passo al Sant’Artemio: si tratta di animali selvatici e la competenza spetta alla Provincia, che può intervenire attraverso le guardie forestali e i cacciatori.

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