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Domenica, 3 Marzo 2024
Cronaca

A Treviso arriva il nuovo Procuratore: «Fari accesi sui reati dei colletti bianchi»

Marco Martani, 66 anni, prende dopo quasi un anno e mezzo il posto che fu di Michele Dalla Costa. Arriva dalla Procura generale di Brescia, dove tra l'altro si è occupato del caso di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata assassinata il 26 febbraio 2011

Un nuovo progetto organizzativo che preveda, per quanto riguarda i sostituti procuratori, la riorganizzazione delle competenze interne e la risistemazione dei gruppi di lavoro. Ma anche la razionalizzazione del lavoro delle segreterie, che possa compensare il deficit di organico. Questi i punti cardine del lavoro che da oggi, venerdì 11 febbraio, Marco Martani, è ufficialmente chiamato, subentrando nel ruolo di Procuratore Capo di Treviso. Il posto era stato lasciato vacante, per quasi un anno e mezzo, da Michele Dalla Costa che ha lasciato la Procura per sopravvenuti limiti di età.

«La priorità - ha detto il nuovo capo dei magistrati trevigiani - è sicuramente rappresentata dall'organico. Per quanto riguarda i sostituti sono previsti due nuovi arrivi entro l'estate, che dovrebbero portare il numero di effettivi da 10 a 12, risolvendo buona parte dei problemi. Pesante è invece la situazione del persone amministrativo: la risorse sono quelle che sono, la coperta è indubbiamente corta, cercheremo con una razionalizzazione delle risorse di rispondere in maniera efficiente, con le potenzialità che abbiamo, ad una carenza che indubbiamente si fa sentire».

«In generale - dice Martani - Treviso è una provincia tutto sommato relativamente sicura. La piccola criminalità è un fenomeno che esiste ma che è anche sotto controllo e, dal punto di vista quantitativo, non desta particolari preoccupazioni. I fari sicuramente saranno accesi invece sui reati finanziari: la Marca è un territorio ricco di imprese, terremo le lente di ingrandimento sopra le situazioni che hanno a che fare con i delitti che si muovono nell'ambito della gestione delle aziende».

Sul fronte dell'attualità Martani si è soffermato sul caso del crac di Veneto Banca. «Domani - dice - ci sarà l'udienza preliminare del procedimento sulle truffe di cui sarebbero state vittime gli azionisti. So che c'è un problema con le prescrizioni ma è qualche cosa di cui si occuperà il giudice per l'udienza preliminare. Massimo De Bortoli e Gabriella Cama, i due magistrati che si occupano del crac dell'ex popolare, fino a questo momento hanno fatto un lavoro eccellente, sono molto soddisfatto che il tribunale, nel processo appena conclusosi e che aveva ad oggetto il falso in prospetto e l'ostacolo alla vigilanza, abbiano accolto in pieno le prospettazioni fatte dalla Procura».

Due parole il nuovo Procuratore le ha spese anche per i pericoli di infiltrazione della criminalità organizzata, soprattutto di matrice mafiosa, nel tessuto produttivo trevigiano per effetto di una lunga crisi e della pandemia. «So che il problema esiste - ha detto - e non riguarda solo questa provincia. Noi faremo la nostra parte nel contrasto di questi fenomeni, detto che la competenza è comunque della Direzione Distrettuale di Venezia».

Marco Martani, 66 anni, è in magistratura dal 1984, prima sostituto procuratore a Mantova poi dal 2011 procuratore a Pordenone. Dal 2016 era avvocato generale presso la procura generale di Brescia. Mantovano di nascita e laureato in Giurisprudenza all'università di Bologna, Marco Martani ha svolto per 27 anni il sostituto procuratore proprio nella sua città. Nel 2011 il balzo di carriera con l'arrivo a Pordenone, dove ha assunto il ruolo di Procuratore. Un percorso culminato con l'inchiesta sul duplice omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone. Nel salutare i colleghi pordenonesi prima del trasferimento a Brescia, fu proprio Martani a ricordare l'indagine relativa al delitto dei due fidanzati, trucidati nel parcheggio di un supermercato. «È stato il caso più complesso e professionalmente interessante del quale mi sono occupato nella mia carriera di magistrato inquirente» disse nel 2016 .

Magistrato di grande esperienza, Martani si è distinto alla procura generale di Brescia per l'impegno nelle attività di udienza anche in processi d'appello di particolare complessità e delicatezza, tra i quali quello a carico di Massimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata assassinata il 26 febbraio 2011. Il relativo procedimento giudiziario si è concluso a ottobre del 2018 con la definitiva condanna di Bossetti, di cui Martani ha chiesto la conferma dell'ergastolo con una requisitoria di oltre sei ore.

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