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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

Abusa di un ragazzina con la complicità della mamma, 44enne finisce a processo

La vicenda, accaduta nell'estate del 2019 in un comune dell'hinterland trevigiano, aveva avuto una vasta eco mediatica in quanto la madre della giovane, già condannata, avrebbe spinto la figlia 14enne tra le braccia del compagno, insegnandole come "dare piacere"

Atti sessuali con minorenne. E' questa l'accusa da cui deve difendersi un 44enne, residente a Montegrotto ma originario di Crotone, che tra il luglio e l'agosto del 2019 avrebbe abusato della figlia della sua compagna. La ragazza, che al tempo dei fatti aveva 14 anni, sarevbbe stata costretta a subire palpeggiamenti, a dei rapporti orali e a toccare i genitali dell'uomo.

Il caso aveva suscitato particolare clamore perché legato ad un particolare orribile: la mamma della giovane avrebbe assecondato i desideri del compagno e avrebbe dato istruzioni alla figlia su come "dare piacere" al 44enne. Per questi fatti era stata giudicata in abbreviato nel novembre scorso e aveva ricevuto una condanna a 4 anni e 8 mesi. Oggi 11 giugno si è aperto il processo a lui, che all'udienza preliminare aveva scelto di andare a giudizio difeso dall'avvocato Aldo Masserut. La famiglia della ragazzina si è costituita come parte civile assistita dall'avvocato Enrico D'Orazio.

La squallida vicenda si sarebbe svolta nell'estate del 2019 in un comune dell'hinterland trevigiano e sarebbe venuta alla luce un anno dopo, quando la minore, figlia di una coppia separata da qualche anno, inizia a confidarsi con un coetaneo. Nell'estate del 2020 racconta tutto alla nuova compagna del padre, che lei chiama "la mia vera mamma". Sarebbe stato "Tano", così si faceva chiamare la nuova fiamma della madre, un uomo facoltoso e dal passato sportivo di eccellenza nel campo delle Mma, le arti marziale miste, a costringerla ad avere dei rapporti sessuali. Belle macchine e uno stile di vita sfarzoso avevano ammaliato la donna, che inizia una relazione; da subito però lui avrebbe mostrato un interesse morboso per la figlia di lei. «Me la devi far conoscere, voglio vedere le foto», avrebbe detto. La mamma inizia quindi a scattare immagini "proibite" della figlia, istantanee pedopornografiche che invia al compagno, che le chiede di organizzare un incontro. La donna allora, durante un periodo di vacanza passato a casa dei nonni materni in provincia di Belluno, un giorno dice alla figlia di indossare abbigliamento intimo sexy e un vestitino succinto. L'uomo, che le avrebbe raggiunte successivamente, si sarebbe quindi spogliato davanti alla bambina che, impietrita, è costretta a subire un rapporto orale.

«Andate in camera tua, sarete più comodi» avrebbe detto la madre alla figlia. Quando sarebbe stati dentro l'uomo si sarebbe spogliato completamente, adagiandosi sulla ragazzina tentando di avere un rapporto completo senza riuscirci, perché la giovanissima è ferma sul letto terrorizzata. Secondo la denuncia "Tano" avrebbe quindi bendato la ragazza, facendosi poi toccare le parti intime. Quindi sarebbe entrata la madre che lo avrebbe masturbato. «Di lei - ha detto la 14enne - ricordo il sorriso stampato sulle labbra, un ghigno che mi ha fatto ricordare Joker, il cattivo di Batman». In febbraio, a seguito della denuncia presentata dal padre della ragazza che fa finire il 40enne anche in carcere (misura poi modificata negli arresti domiciliari), la giovane era stata sentita nell'ambito dell'incidente probatorio chiesto dalla Procura. Una deposizione drammatica che era stata ritenuta del tutto credibile dalla psicologa. La madre, che ha perso la tutela della figlia, verrà citata come testimone dall'avvocati di parte civile

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