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Abusi sessuali sulla nipote di nove anni: zio condannato a sei anni e mezzo di carcere

Sotto accusa un 35enne originario del Bangladesh che per due anni avrebbe molestato la piccola: in carcere dallo scorso novembre ora potrebbe andare agli arresti domiciliari

TREVISO Sei anni e sei mesi di reclusione nonostante lo sconto di un terzo della pena in virtù del rito abbreviato. E' la sentenza di condanna pronunciata dal gup Bruno Casciarri nei confronti di un 35enne originario del Bangladesh che, secondo l'accusa, per due lunghi anni avrebbe abusato sessualmente della nipotina di appena 9 anni. A trascinare in aula l'uomo, che ha sempre respinto ogni addebito, era stata proprio la piccola la quale si era confidata con una vicina di casa facendo emergere quello che avrebbe subìto in silenzio per troppo tempo.

Era il novembre dello scorso anno quando la Squadra Mobile di Treviso aveva stretto le manette ai polsi dello “zio orco” e da allora il 35enne si trova rinchiuso in carcere. Difeso dall'avvocato Alessandra Nava, ora però potrebbe uscire di galera: con il parere favorevole del pm titolare delle indagini, gli inquirenti valuteranno nei prossimi giorni se alleggerire la misura di custodia cautelare negli arresti domiciliari soltanto dopo aver verificato l'idoneità del domicilio in cui dovrebbe essere ristretto il 35enne. Non vivendo più con la vittima infatti, il giudice potrebbe decidere di spedirlo nell'abitazione in cui vivono la moglie, il figlio piccolo e i suoceri.

La vicenda, come detto, è stata portata alla luce l'anno scorso. Secondo quanto riportato nel capo d'imputazione, la piccola sarebbe rimasta vittima delle attenzioni morbose dello zio per circa due anni. Accuse che la bambina aveva confermato nel corso di un incidente probatorio di fronte al gip Umberto Donà qualche mese dopo la denuncia. La vittima ha parlato di palpeggiamenti e carezze troppo spinte e invasive da parte dello zio, che non si sarebbe mai spinto oltre cercando di ottenere con la violenza un rapporto sessuale completo.

Stremata da quanto stava subendo, un giorno si sarebbe confidata con una vicina di casa, amica di famiglia, la quale si rivolse poi ai genitori della piccola che, a loro volta, avevano denunciato il fatto in questura dopo che anche le visite mediche avevano avvallato l’atroce sospetto. Gli abusi sessuali sarebbero maturati in un contesto di famiglia allargata, dove, sotto lo stesso tetto, vivevano una decina di persone. Oltre alle visite mediche, anche gli psicologi della Procura avevano ritenuto credibili i racconti della ragazzina. Per questo motivo il giudice delle indagini preliminari aveva accolto la richiesta del pubblico ministero di emettere nei confronti dello zio 35enne della ragazzina un ordine di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale su minore. La difesa ha già annunciato che presenterà ricorso in appello.

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