Veleni nelle acque venete, Girotto (M5S): "Ministeri con numeri discordanti"

“Un altro dato preoccupante è che il ministero dell’Ambiente ha individuato concentrazioni soglia per soli 5 composti appartenenti al gruppo dei Pfas"

TREVISO “Il ministero dell’Ambiente e quello della Salute fanno a botte sulle soglie di concentrazione per le sostanze tossiche, i cosiddetti Pfas, che inquinano le nostre acque e in particolare hanno già contaminato circa 250.000 veneti, che presto dovranno essere sottoposti a controlli medici. Ognuno dei due ministeri fornisce dati differenti, mentre la regione Veneto assume per buoni i dati provenienti dall’Istituto superiore della Sanità”. Sul punto il senatore del Movimento 5 Stelle Gianni Girotto ha appena presentato un’interrogazione parlamentare urgente per sapere da cosa dipenda la differenza sui limiti consentiti da parte delle due istituzioni. “Chi ci governa ha una vaga idea di quello che sta accadendo con la contaminazione da Pfas delle falde acquifere e quali sono gli effetti sulla salute delle persone? Com’è possibile che i dati non siano concordanti?”, chiede ancora il rappresentante grillino.

“Ma c’è di più – denuncia Girotto - Un altro dato preoccupante è che il ministero dell’Ambiente ha individuato concentrazioni soglia per soli 5 composti appartenenti al gruppo dei Pfas, mentre in Veneto, su indicazioni del ministero della Salute, i composti 12, e la loro presenza è soggetta a limitazioni nell’acqua potabile”. I Pfas sono sostanze utilizzate nell’industria farmaceutica, militare, tessile e alimentare. Servono per impermeabilizzare carta, stoffe e stoviglie, oltre ad essere presenti nel teflon per le pentole, nel goretex per i tessuti e negli involucri alimentari. In pratica le troviamo ovunque.

“Questo sarebbe dovuto bastare per studiare meglio l’impatto sulla salute umana, senza perdere un attimo di tempo. Mentre ora rincorriamo i soliti buoi quando la stalla è stata aperta da parecchio tempo”, insiste il senatore 5 Stelle. In Veneto la contaminazione da Pfas sta interessando un’area di circa 180 chilometri quadrati, con la compromissione della seconda falda freatica più grande e importante d’Europa, quella di Almisano. Una superficie molto vasta, che interessa le province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo, con 70 comuni interessati e centinaia di migliaia di persone che dovranno essere sottoposte ad analisi mediche. Ad oggi in 60.000 risultano già contaminati. “Se dimostrato, potrebbe trattarsi di uno dei più grandi disastri ambientali degli ultimi decenni in Italia. Una gigantesca terra dei fuochi sotterranea, che si muove attraverso l’acqua contaminata delle falde. Adesso – conclude Girotto – è il momento di sapere. I ministeri interessati ci dicano se sono a conoscenza di quanto abbiamo denunciato nella nostra interrogazione. E lo facciano subito”.

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