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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Airbus sfiora la Torre Civica, Faraoni: “Questo è solo l’inizio”

Venerdì pomeriggio un airbus è passato a cento metri dalla Torre di piazza dei Signori. Le soluzioni proposte dal masterplan del "Canova" non convincono e il Comitato Aeroporto Treviso promette battaglia

Decine di occhi attoniti si sono levati verso il cielo di Treviso, venerdì pomeriggio. Ad attrarre l’attenzione dei cittadini del capoluogo un aereo, che ha quasi sfiorato la Torre Civica di piazza dei Signori.

ATTERRAGGIO AL CONTRARIO - Alle 17.45 un Airbus 320 della compagnia low cost ucraina Wizzair, proveniente da Kiev, è volato a poche centinaia di metri dalla Torre Civica, per poi atterrare allo scalo aeroportuale dal senso opposto a quello consueto.

Evento che potrebbe diventare molto familiare ai trevigiani, se dovesse venire accettata la proposta di Enac per ridurre i disagi degli abitanti di Quinto di Treviso.  

Dall’aeroporto “Canova” hanno comunque chiarito che quella di venerdì è stata una manovra eccezionale, sebbene non proibita.

SOLO L’INIZIO - È solo l’inizio – ha tuonato lunedì Dante Nicola Faraoni, presidente del Comitato Aeroporto Treviso, attraverso Facebook – A noi rombi e smog e i turisti tutti a Venezia”.

Il Comitato, che da tempo si oppone all’ampliamento del “Canova”, è sceso sul piede di guerra già il 4 aprile scorso, giorno della presentazione del piano di sviluppo, al Bhr di Quinto, avvenuta senza troppa pubblicità davanti a una ventina di persone.

“La legge che regola la Valutazione di Impatto Ambientale impone per legge anche che entro 20 giorni dal deposito della documentazione presso il Ministero dell'Ambiente siano organizzati incontri pubblici e che essi vengano pubblicizzati, per metterne a conoscenza la popolazione – spiega Faraoni dalla pagina del Comitato – Non soltanto l'assemblea pubblica non ha mantenuto l'iter dei venti giorni ma la cittadinanza non ha neanche fatto a tempo ad informarsi visto che le pubblicazioni sono state fatte appena due giorni prima”.

IL MASTERPLAN - Il masterplan dell’aeroporto, che Enac ha presentato al Ministero dell’Ambiente per la Via e che mira a portare il “Canova” a 4,3 milioni di passeggeri l’anno entro il 2030, prevede due nuove rotte di decollo, sia per i velivoli che partono in direzione Treviso che per quelli in direzione Quinto. In questo modo, secondo Enac, si dovrebbe attutire l’inquinamento acustico.

Incaricato di individuare le nuove rotte è stato la International Air Transport Association. La soluzione proposta riguarda soprattutto i decolli: si è pensato a una virata molto stretta, per evitare l’area abitata e le campagne di Badoere, le aree verdi e la zona industriale vicina a Zero Branco. Gli atterraggi, invece, rimarrebbero in direzione Quinto, tranne in situazioni meteo particolari.

C’è poi la soluzione pensata per i decolli verso il capoluogo, che oggi seguono una rotta parallela alla pista e virano solo una volta in quota: secondo il masterplan da 130 milioni di euro messo a punto da Save-Aertre, che gestisce lo scalo, gli aerei dovrebbero, in un futuro prossimo, virare bruscamente a est, nel corridoio libero tra le abitazioni di Treviso e Frescada, in direzione Silea.

In questo modo, nel 2020 il 55 per cento degli aerei decollerebbero verso Quinto e il 45 per cento verso Treviso.

RUMORE - E per contenere ulteriormente i disagi della popolazione, il masterplan prevede anche la chiusura del “Canova” dalle ore 23 alle ore 6, impedendo anche agli aerei in ritardo di atterrare.

Quando tutto questo avverrà, ammesso che il Ministero dell’Ambiente e la commissione aeroportuale diano il nulla osta, non è dato sapere. Alla decisione è legato il piano, ancora a un punto morto, della zonizzazione acustica, che prevede tra l’altro l’incremento delle stazioni di monitoraggio del rumore, da quattro a sei.

In questo senso è via Nogarè 22 a richiedere l’intervento di bonifica acustica più urgente, seguita dalla scuola materna “San Giorgio” di via Contea, a Quinto.

DISSENSI - Le nuove rotte proposte, tuttavia, non convincono il Comitato Aeroporto Treviso perché, spiega Faraoni, gli aerei sorvolerebbero i distributori di benzina e il masterplan non contempla, tra l’altro, la questione dell’aria del Parco del Sile.

Perplesso sulle conseguenze che l’ampliamento dello scalo avrebbe sull’ambiente anche Paolo Pierobon, responsabile dell’Ufficio ambiente di Ca’ Sugana: “Raddoppiare il traffico vuol dire raddoppiare l’impatto delle emissioni”.

“Hanno detto che ci saranno circa 36.000 movimenti all’anno – ha commentato Faraoni – anche se ci chiediamo come sia possibile, dato che l’hanno scorso nell’aeroporto di Ciampino, che vive una situazione del tutto simile a Treviso, sono transitati 4,7 milioni di passeggeri con un numero di voli superiore a 50.000 l’anno”.

“Chiederemo con forza e fermezza che si rifacciano le assemblee e che sia data la possibilità alla popolazione di condividere il procedimento, come la legge prevede – promette il presidente del Comitato – I sindaci, in quanto rappresentanti di tutti i cittadini dovranno rispondere di fronte all'opinione pubblica di questa grossa mancanza di Enac e Aertre, perché dovevano essere loro i garanti della corretta procedura controllandone anche i tempi di esecuzione in modo che la popolazione avesse la possibilità di partecipare all'assemblea”.

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