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Cronaca

Aeroporto Canova, i dubbi di Treviso espressi alla commissione VIA

“Sono fiduciosa sull’operato della commissione – sottolinea Tazzer - i componenti della VIA hanno ribadito che vanno evitati costi elevati per l’ambiente e intendono proporre al Ministero un parere condiviso con i Comuni”

TREVISO Il punto di partenza restano le osservazioni, firmate dal sindaco di Treviso Giovanni Manildo e inviate ieri al Ministero dell’Ambiente. La commissione VIA regionale questa mattina ha effettuato un sopralluogo alle strutture dell’aeroporto insieme agli enti territoriali interessati. “E’ stata l’occasione per i tre comuni presenti Treviso Quinto e Zero Branco per ribadire i contenuti delle rispettive osservazioni – dichiara l’assessore all’urbanistica Marina Tazzer - In particolare, per il Comune di Treviso, come si intende colmare il gap di compromissione ambientale che si è creato fino ad oggi. Sono state sottolineate ancora una volta le implicazioni di carattere urbanistico e viabilistico derivanti dalle ipotesi di sviluppo dell’aeroporto a fronte di non chiare ricadute economiche sul territorio”. 

Da parte del Comune di Treviso la richiesta di potenziare il trasporto pubblico locale in modo da indirizzare e favorire la permanenza dei turisti in città. “Sono fiduciosa sull’operato della commissione – sottolinea Tazzer - i componenti della VIA hanno ribadito che vanno evitati costi elevati per l’ambiente e intendono proporre al Ministero un parere condiviso con i Comuni”. La commissione si è poi riservati di analizzare attentamente le osservazioni pervenute e ha aggiornato i lavori ai primi di settembre. 

“Il confronto di per sé è sempre positivo – commenta l’assessore ai beni ambientali del Comune di Treviso Luciano Franchin presente questa mattina alla commissione insieme all’assessore all’urbanistica Marina Tazzer – tuttavia la posizione del Comune di Treviso e le richieste restano quelle espresse nel testo inviato ieri a Roma. Si continua a proporre uno sviluppo dell’aeroporto senza però fare alcune proposta di misure compensative rispetto all’esistente. Anche per quanto riguarda la questione del vortex strike, che si abbatte sui tetti sottostanti il passaggio dei voli, non sono arrivate da parte di Aer.Tre risposte confortanti. La procedura per la richiesta dei danni è macchinosa e complicata, meglio sarebbe pensare a un sistema più rapido, come accade per esempio per la constatazione amichevole nell’ambito degli incidenti automobilistici”, chiude Franchin. 

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