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«No allarmismi, ma non abbassiamo la guardia: solo lo 0,03% dei positivi ha sintomi»

Lo ha sottolineato il Governatore Zaia nel corso di un punto stampa dalla sede della protezione civile di Marghera. Il virus importato dall'estero incide per il 55% del totale

«Il virus c'è, non bisogna abbassare la guardia, ma i dati che abbiamo rispetto all'impatto sanitario sono comunque positivi». Con queste parole il Presidente della Regione Luca Zaia ha voluto scansare gli allarmismi sulla situazione Coronavirus in Veneto. Nel corso del punto stampa di oggi dalla sede della protezione civile di Marghera, infatti, il governatore ha sottolineato che solo lo 0,03% delle persone attualmente positive stanno male (presentano sintomi, ndr). Ad oggi, come sottolineato da Zaia, sono 5 le persone ricoverate in terapia intensiva, a differenza dei 51 del 18 maggio, la data «che consideriamo della riapertura».

Il quadro Coronavirus in Veneto

Negli ultimi 3 mesi, nel territorio regionale, sono stati registrati 22 nuovi positivi di media al giorno in Veneto. Tra questi positivi, come sottolineato dal Governatore, c'è un'incidenza del 55% dei casi di rientro. Delle persone provenienti dall'estero e sottoposte a tampone obbligatorio negli ultimi giorni, solo il 2,6 permille sarebbe risultato positivo. «L'incidenza è dunque minima - ha continuato Zaia - ma bisogna comunque continuare ad essere prudenti».

Inoltre, su 1 mln e 380mila tamponi effettuati in Veneto i positivi sono 21.256 positivi (dall'inizio della pandemia) di cui 1.634 attualmente positivi. Per quanto riguarda gli isolati invece sono oggi, lunedì 17 agosto, 6.394 di cui positivi solo 25,55%. Gli ospedali sono "in salute", sono infatti solo 119 i ricoverati e 5 in Terapia intensiva. Per quanto riguarda, invece, i tamponi effettuati ai vacanzieri in rientro da Grecia, Malta, Spagna e Croazia sono 37 i positivi tra gli oltre 13mila tamponi effettuati in due giorni ( il 2,6 per mille). Infine, sulla chiusura delle discoteche il presidente del Veneto sottolinea come, in fase di dibattito con il governo centrale, abbia chiesto quantomeno che gli esercenti vengano ristorati a seguito della serrata: "Non vorrei che qualcuno che si fosse messo l'anima in pace così". Per quanto riguarda il ritorno all'obbligo delle mascherine: «L'orario delle 18 è stato individuato comequello degli assembramenti».

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