Focolaio all'Aia di Vazzola: 178 lavoratori contagiati e produzione dimezzata

L'azienda, dopo i risultati degli ultimi tamponi effettuati dall'Ulss 2, ha deciso di continuare la produzione su turni ridotti e distaccati tra loro

Sindacalisti e Rsu aziendali in attesa del vertice in Prefettura

Niente chiusura temporanea, a causa dei numerosi contagi da Covid-19, per lo stabilimento Aia di Vazzola. Questo quanto è stato deciso martedì mattina durante un vertice d'urgenza a cui hanno partecipato la Prefettura (in persona del Viceprefetto Vicario di Treviso Antonello Roccoberton), l'Ulss 2 (rappresentata da Direttore Generale dott. Francesco Benazzi), il sindaco di Vazzola (Giovanni Domenico Zanon), i vertici dell'azienda, le Rsu aziendali e i sindacati. Sul tavolo le modalità di gestione dello stabilimento dell'Agricola Tre Valli a seguito del noto focolaio che ha coinvolto centinaia di lavoratori nelle ultime settimane. 

L'azienda, su indicazione dell'Ulss e della Prefettura, ha deciso quindi di continuare comunque la linea produttiva, dimezzando però temporaneamente la produzione e organizzando il lavoro dei dipendenti su nuovi turni ridotti e distaccati tra loro, così da mantenere il distanziamento sociale e non creare assembramenti o ulteriori situazioni promiscue nelle quali si possa diffondere il virus. A conclusione di un ampio dibattito si è difatti convenuto sulla circostanza che, allo stato attuale, non sussistano i presupposti per imporre, da parte dell’autorità sanitaria, la chiusura dello stabilimento, anche in riferimento a quanto rappresentato dall’Azienda Ulss circa la percentuale dei positivi al Covid-19 sul totale del personale sottoposto a tampone, corrispondente circa al 30%, e in merito alla asintomaticità dei lavoratori risultati positivi. Il Dg Benazzi ha poi assicurato che l'Azienda sanitaria continuerà lo screening con l'effettuazione di tamponi su tutto il personale con cadenza settimanale, usufruendo fin dalla prossima settimana dei tamponi rapidi a risposta immediata, recentemente validati dall’Istituto Superiore della Sanità. Benazzi ha altresì raccomandato a tutti i presenti che in azienda si faccia ampia divulgazione presso il personale sulla necessità dell'utilizzo dei dispositivi di protezione, del mantenimento del distanziamento sociale e della frequente igiene delle mani, quali imprescindibili misure di prevenzione dal contagio.

Inoltre, iI dr. Allegri della Aia Agricola, insieme al dr. Pinna, hanno dal canto loro assicurato di aver adottato fin dall'inizio dell'emergenza Covid tutte le misure previste sia in ordine alla sanificazione dei locali, che in merito alla modulazione dell'organizzazione dei turni per ridurre i contatti tra il personale addetto, ed alla informazione sulle misure igieniche da adottare, garantendo l’adozione di ulteriori interventi a tutela della sicurezza dei lavoratori. Ciononostante, attualmente la sede Aia di Vazzola fa registrare un aumento cospicuo di contagiati provenienti dalla propria struttura. Al momento, infatti, i dati dell'Ulss 2 riportano 178 positivi (tutti asintomatici) e 360 negativi su 560 test totali. Risultati, questi, che preoccupano i sindacati, soprattutto in merito alla possibilità che questi numeri crescano ancora e che il contagio si dilaghi. Sigle sindacali che, proprio durante il vertice in Prefettura, hanno anche esternato la loro delusione per il fatto che molti lavoratori, tra coloro che in questi giorni sono risultati positivi al Coronavirus, sono poi comunque stati fatti rientrare al lavoro. Seppur con le precauzioni del caso, in merito all'uso di mascherine e al rispetto del distanziamento dovuto, per i sindacati anche questo atteggiamento dell'azienda potrebbe infatti aver influito negativamente sull'aumento dei contagi nell'ultimo periodo.

Il sindaco di Vazzola: «In paese pochi positivi, la maggior parte risiedono in comuni limitrofi»

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