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Aggressione a Vittorio Veneto: "Neofascisti vero problema per la sicurezza"

La condanna di Gigi Calesso: "E' chiaro che quello delle aggressioni da parte dei neofascisti, siano essi singoli o gruppi organizzati è un fenomeno persistente da ormai molti mesi se non anni"

L'aggressione di un cittadino di origini marocchine a Vittorio Veneto ai margini di una partita di calcio ha ben poco a che vedere con lo sport e non può essere derubricata a problema di tifo: si tratta di una aggressione fascista e razzista e come tale deve essere definita ed affrontata, anche in sede penale (visto che sono previste aggravanti proprio per la natura razzista di atti di questo tipo):

Ma l'aggressione ripropone anche, purtroppo per l'ennesima volta, il vero problema di sicurezza a Treviso, quello costituito dalle violenze neofasciste ed è la conferma che si tratta di un problema da affrontare urgentemente e di cui Prefetto e Questore devono farsi carico. Con periodica regolarità la città assiste ad aggressioni e violenze da parte di componenti dei gruppi dell'estrema destra che sembrano voler dimostrare che per loro la violenza su militanti di sinistra, giovani, stranieri è un "normale" metodo di azione politica.

Ad ottobre del 2015 era stato picchiato un ragazzo in piazzetta Monte di Pietà mentre qualche mese prima era stata la volta dell'aggressione subita da un giovane cingalese in pieno centro storico, picchiato da un gruppo di "teste rasate" e non si contano ormai i pestaggi ai danni di ragazzi che hanno l’unica “colpa” di essere politicamente schierati a sinistra.

A giugno del 2016 c'è stata l'aggressione omofoba ad alcuni organizzatori del Treviso Pride e ad agosto dello stesso anno stata la volta dell'aggressione da parte di un gruppo di neofascisti tra i tavoli dei locali di porta Santi Quaranta. E' chiaro che quello delle aggressioni da parte dei neofascisti, siano essi singoli o gruppi organizzati è un fenomeno persistente da ormai molti mesi se non anni.

Ritengo, ancora una volta, che sia importante che il Sindaco si faccia portavoce presso il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza della necessità di affrontare il problema e di rafforzare le iniziative di prevenzione e di investigazione utili ad evitare il ripetersi di simili episodi ed all'individuazione dei responsabili di quelli che sono già accaduti.

Gigi Calesso

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