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Strage di studenti all'università di Garissa in Kenya, foto al Bo a Padova „A sinistra la "performance" realizzata dagli studenti di Padova; a destra la foto originale del massacro di Garissa (fonte Facebook)

Strage di studenti all'università di Garissa in Kenya, foto al Bo a Padova „A sinistra la "performance" realizzata dagli studenti di Padova; a destra la foto originale del massacro di Garissa (fonte Facebook)

Al Bo come all'Università di Garissa L'immagine choc di Fabrica

Una fotografia, una "performance" e un gesto di solidarietà. 84 studenti dell'ateneo di Padova stesi a terra, i corpi immobili, come quelli dei colleghi massacrati dai fondamentalisti islamici in Kenya il 2 aprile

TREVISO Padova come Garissa. Il cortile antico del Bo come quello dell'università in Kenya in cui 174 ragazzi hanno trovato la morte per mano dei fondamentalisti islamici. 84 studenti di uno dei più antichi atenei d'Europa fotografati come i colleghi massacrati il 2 aprile scorso, i cui corpi, pur immortalati in uno scatto agghiacciante, hanno destato troppo poco orrore.

LA FOTO CHOC. Nasce da questa amara constatazione il desiderio di Silvia Giralucci (la giornalista padovana figlia di Graziano, ucciso con Giuseppe Mazzola dalla Br nel 1974 nella sede dell'Msi di Padova), realizzato dal fotogiornalista euganeo Enrico Bossan (consulente per la comunicazione di Medici con l’Africa Cuamm) e da Fabrica (centro di ricerca sulla comunicazione di Treviso, parte di Benetton Group), di colmare quel vuoto di indignazione con un'immagine altrettanto sconcertante, ma forse più vicina, più comprensibile, in grado di restituire all'originale il giusto sgomento: 84 studenti dell'università di Padova, stesi a terra, i corpi immobili, nel cortile di palazzo del Bo. Una fotografia, una "performance" e un gesto di solidarietà.

SOLIDARIETÀ E ORRORE. "Garissa, Kenya 2 aprile 2015. 174 studenti uccisi da fondamentalisti islamici nella loro università. Vi avrebbe fatto un’impressione diversa se fosse accaduto nel cortile antico del Bo a Padova?". È la provocazione con cui Silvia Giralucci pubblica sulla sua pagina Facebook il risultato del lavoro, realizzato martedì. Nei giorni precedenti, l'invito e l'appello, rivolto ai ragazzi padovani, a collaborare al progetto: "Studenti universitari che abbiano tempo e voglia di mostrare in una performance la loro solidarietà con gli studenti uccisi a Garissa quasi un mese fa? Questa foto non può passare senza destare orrore solo perché i corpi sono neri".

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